San Valentino e la teoria della triangolazione dell’amore


Di Giorgio Nadali

La triangolazione dell’amore per alcuni è “lui, lei, l’altro”, ma non per Robert J. Sternberg, psicologo statunitense dell’Università di Yale. Nel 1986 pubblicò, sulla rivista Psychological Review», la sua Teoria sulla triangolazione dell’amore» (A triangular theory of love), nella quale affermava che l’amore maturo («vissuto») è composto da tre componenti che possono essere graficamente collocate ai vertici di un triangolo equilatero.

             Le tre componenti sono: l’intimità, la passione, la decisione/impegno. Il triangolo è una metafora utile per visualizzare i reciproci collegamenti e combinazioni possibili fra le tre componenti dell’amore e a comprendere in che modo esse si manifestino. La teoria è simile a quella di Lee, (1977), detta «Tipologia degli stili di amore» («A typology of styles of loving»), pubblicata nel «Personality and social Psychology Bullettin» n° 3, di quell’anno.

             Ricordiamo che “sessualità” significa molto di più di “sesso”. La dimensione religiosa gioca un ruolo molto importante nella strutturazione di tutta l’affettività (il complesso dei sentimenti e delle emozioni) della persona. Affettività e sessualità strutturano la personalità. La sessualità è quindi la chiave nella melodia dell’amore. Una sola nota stonata, fuori dal pentagramma dei valori, non farà altro che rovinare il motivo di fondo della nostra esistenza. «La sessualità non è pura istintualità; è un indiscutibile potere creativo che non è solo la causa principale delle nostre vite individuali, ma anche un fattore molto serio nella nostra vita psichica». (Carl Jung)

             «L’intimità si riferisce a sentimenti di confidenza, di unione e di affinità che creano un’esperienza di calore. Sternberg e Grajek (1984) hanno individuato, nel rapporto amoroso, dieci segnali di intimità: 1) il desiderio di contribuire al benessere materiale della persona amata; 2) sentirsi felici con la persona amata; 3) avere una profonda stima della persona amata; 4) poter contare sulla persona amata, in caso di bisogno; 5) darsi reciproca comprensione; 6) condividere con la persona amata il proprio mondo interno e le proprie risorse materiali; 7) ricevere sostegno emotivo dalla persona amata; 8) dare alla persona amata sostegno emotivo; 9) comunicare alla persona amata i propri desideri più intimi; 10) considerare il rapporto con la persona amata come qualcosa di grande valore nella propria vita».

             La componente passione riguarda «un forte eccitamento psicologico e fisiologico, segnato da un’intenso desiderio di unione con l’altro… Nei rapporti romantici la passione in genere include una potente attrazione sessuale, il desiderio di stringere fisicamente l’altro e di confondersi biologicamente con lui. Nei rapporti non romantici – come ad esempio nell’amore genitoriale o nella devozione religiosa – l’aspetto sessuale viene soppresso e l’eccitamento psicologico assume altre forme».

             «Nella componente decisione/impegno convivono due aspetti, uno a breve e l’altro a lungo termine. L’aspetto a breve termine è rappresentato dalla decisione di amare qualcuno. L’aspetto a lungo termine è rappresentato dall’impegno a conservare vivo quell’amore. Essi tuttavia non sono necessariamente inscindibili, dal momento che l’impegno non è la conseguenza inevitabile della decisione, e viceversa: esistono molti casi di persone coinvolte in un rapporto amoroso (impegno) che non hanno mai ammesso di amare il partner e di esserne innamorato (decisione). Il più delle volte, tuttavia, la decisione precede l’impegno»

             «Tutti i vari significati contenuti nel termine impegno indicano comunque la stabilità di un vincolo interpersonale di fronte al fluttuare delle situazioni personali, relazionali e ambientali. Il profondo e continuativo senso di impegno rispetto a un legame – anche in assenza di calore o addirittura in presenza di ostilità – deriva dai sentimenti di investimento cumulativo o di interdipendenza»

             Le varie combinazioni di queste componenti dell’amore maturo danno origine ai seguenti tipi d’amore:

«Simpatia» (solo intimità)

«Amore vuoto»                   (solo impegno) che qui noi preferiremmo chia-mare «carità», rispetto al termine usato da Sternberg, in quanto essa non richiede né intimità, né passione, ma è tutt’altro che essere un tipo di amore vuoto, pur richiedendo unicamente impegno per il bene dell’altro, senza distinzioni, né esclusività, a imitazione dell’amore divino e in forza di esso.

«Amore amicizia»              (intimità + impegno)

«Infatuazione»                    (solo passione)

«Amore romantico»          (intimità + passione)

«Amore fatuo»                    (passione + impegno)

«Amore vissuto»                (passione + intimità + impegno)

nell’ordine che ci sembra seguire la genesi di questo amore, a differenza dell’amore amicizia, che parte dall’intimità per arrivare all’impegno, sorretto dall’intimità.

Sternberg definisce l’amore composto dalla sola componente passione come «amore-infatuazione», che ama l’altro (in questo caso Dio) come un oggetto idealizzato e non come la persona che è in realtà. E’ un sentimento improvviso ed estremamente fugace e transitorio, sussistente solo se il rapporto con l’altro non è realmente vissuto o se almeno non subisce l’impatto con le frustrazioni. Nasce più che altro da una proiezione dei desideri della persona e non da un vivo interesse per l’altro. Dà luogo a rapporti asimmetrici direttamente proporzionali all’angoscia con cui il rapporto viene vissuto. Essendo l’altro idealizzato, questo rapporto è particolarmente soggetto all’angoscia. Infatti, rapportato al nostro ambito di esperienza della grazia (mediata dalla comunità di fede), gli individui che non integrino questo elemento con l’intelligenza prima, e con la volontà poi, la ridurranno a pura esperienza emotiva, legata esclusivamente all’ambiente dove l’hanno esperita, conducendoli a forme di religiosità «dipendente» nella quale «l’onnipotenza divina è cercata come medicina compensataria alla propria insicurezza profonda; ogni trauma della vita è vissuto come un tradimento da parte di Dio che non ha più continuato a proteggerli. Conseguenza è anche una perdita dell’autostima, proprio perché essa è rimasta connessa ad un costante bisogno di essere rassicurati, protetti e amati. La religiosità di costoro è caratterizzata dalla ricerca di confortanti simboli di protezione e dall’aspettativa di interventi magici».

SOLO PASSIONE

Infatuazione. Amore che ama l’altro come oggetto idealizzato e non come persona reale. Altamente instabile e provvisorio, istintivo.

Componente volontà assente. Componente riflessione assente. Attrazione fisica o eccitamento psicologico, nel caso di passione di genitori o di devoti religiosi (verso Dio).

Fromm mette in guardia sul carattere illusorio e possessivo di questo «amore».

La motivazione inconscia che la alimenta può essere egoistica e addirittura violenta, generando una falsa idea di unione e amore.

Conseguenze possibili: la persona è ansiosa perché deve continua-mente alimentare il rinforzo della attrazione sull’altro.

Non sa mai se è accettata per quello che è o per come appare, quindi non sperimenta la vera libertà interiore.

SOLO INTIMITA’ 

Simpatia. Coinvolgimento emotivo e interdipendenza comporta-mentale con l’altro. Attrazione assente. Eccitamento psicologico assente. Il sentimento è però instabile in quanto non è sorretto dall’impegno. In pratica, l’altro non è percepito come valore, ma come qualcuno che si avvicina al proprio modo di essere (effettivo o desiderato).

Il rapporto è condizionato da questo. Non c’è quindi dono gratuito di sé.

Possibili conseguenze: rapporto superficiale, sfiducia negli altri.

SOLO DECISIONE / IMPEGNO

Amore vuoto. «Si configura quando una persona decide di amarne un’altra (un impegno ad amare) in assenza delle componenti di intimità e di passione… a meno che l’impegno non sia profondo, non è improbabile che questo tipo di amore finisca proprio perché si basa su una componente particolarmente soggetta a modificazioni coscienti» (Sternberg).

Potremmo forse usare un altro termine rispetto a quello adottato da Sternberg. Lo stesso Freud, pur non definendolo carità, lo ha riconosciuto, come abbiamo visto, in San Francesco, come «l’esempio più insigne di come ci si possa servire dell’amore ai fini del senso interiore di felicità».

E’ dunque l’amore di carità, che è lo sforzo di un amore totalmente gratuito per l’altro sul modello dell’amore divino per l’uomo, in qualsiasi tipo di rapporto. Fromm concorda sul fatto che «l’amore è essenzialmente un atto di volontà». Senza questa non abbiamo realmente dono all’altro.

D’altra parte siamo nati tutti per amare. E’ il principio dell’esistenza e il suo unico fine, sosteneva Benjamin Disraeli.

PASSIONE + INTIMITA’

Amore romantico. Attrazione fisica (o eccitamento psicologico) più coinvolgimento emotivo della sfera degli ideali.

Amore provvisorio, legato al comportamento e all’aspetto del soggetto amato. Vi è ancora idealizzazione dell’altro. Manca l’impegno ad accogliere l’altro per come è realmente, al di là della gratificazione personale. Può aprire alla forma di amore completo (amore vissuto) purché la persona verifichi i motivi dell’unione e gradualmente si apra all’impegno per la crescita dell’altro, al di là della gratificazione immediata e ricercata volutamente.

Possibili conseguenze: amore vissuto oppure continua impossibilità di manifestare se stesso nel dono oblativo dell’altro con conseguente frustrazione.

Atteggiamenti difensivi. L’altro (ed io stesso) non sa se è accolto per quello che è (anche nella sua debolezza, nei suoi difetti…) o per ciò che gratifica.

PASSIONE + IMPEGNO

Amore fatuo. La fatuità va intesa nel senso che l’impegno si attua sulla base di una passione a cui manca l’elemento stabilizzante del coinvolgimento intimo che, per svilupparsi, ha bisogno di un certo tempo.

 L’amore fatuo è estremamente soggetto all’angoscia. Infatti, quando la passione svanisce – e ciò accade quasi inevitabilmente – tutto ciò che rimane è un tipo di impegno che non si è accresciuto nel tempo ma che, al contrario, è ancora «giovane» e probabilmente superficiale.

E’ l’impegno preso tenendo conto solo della passione.

Possibili conseguenze:

angoscia, frustrazione, cinismo.

INTIMITA’ + IMPEGNO

Amicizia. Nasce da una profonda simpatia per l’altro sostenuta dal-l’impegno di mantenere ed appro-fondire la relazione nel tempo, senza l’eccitazione psicologica o l’attrazione fisica. Poggia il suo essere profondo nelle doti del-l’altro. Totalmente gratuito è l’amore di benevolenza nel quale la persona si dona senza cercare un contraccambio. Esige gratuità, reciprocità, fedeltà, discrezione.

Ci sembra, a questo proposito, molto di più di un amore-vissuto degenerato, ove la componente passione è venuta meno, come afferma Sternberg.

Nel rapporto con Dio l’amicizia è impossibile senza la grazia, a meno di intenderla come un particolare rapporto in cui la persona ha più difficoltà a lasciarsi amare da Dio, cercando più di mantenere la relazione su basi razionali.

Gradualmente, Gesù, trasformerà questa mentalità in Nicodemo (GV 3, 1-21): è necessario rinascere alla grazia (GV 3, 7), per esser suoi amici (GV 15, 14).

PASSIONE + INTIMITA’ + IMPEGNO

AMORE VISSUTO

E’ l’amore di tipo coniugale, nel quale tutte le componenti sono presenti e nel quale si esprime autenticamente il totale dono di sé all’altro anche nella dimensione temporale. Sono presenti i quattro elementi comuni a tutte le dorme d’amore che Fromm identifica in premura, responsabilità, rispetto, conoscenza. La conoscenza è pro-fonda. «L’amore è l’unico mezzo per conoscere, poiché nell’atto dell’unione è la risposta alla mia domanda.

Nell’altro essere trovo me stesso, scopro me stesso, scopro tutti e due, scopro l’uomo… La forma religiosa di amore, che è chiamata l’amore per Dio, psicologicamente non è diversa. Nasce dal bisogno di superare la separazione e di raggiungere l’unione. Infatti, l’a-more per Dio ha altrettante qualità ed aspetti dell’amore per l’uomo e, fino a un certo limite, vi troviamo le stesse differenze» (FROMM, op. cit., pp. 39, 66-67).

 Giorgio Nadali

www.giorgionadali.it

Tratto da:

Giorgio Nadali – Sessualità, Religioni e Sette. Amore e Sesso nei Culti mondiali, Roma, Armando Editore, 1999 

Robert J. Sternberg, Michael L. Barnes (a cura di) – La psicologia dell’amore, Milano, Bompiani, 1990

Pubblicato su “Affari Italiani” del 18.02.2010  http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/amore_scienza170210.html

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