Il compassionevole musulmano?


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“Non esiste un Islam moderato. Il Corano è il loro Mein Kampf…  Non credo alla frode dell’Islam Moderato. Quale Islam moderato? Quello dei mendaci imam che ogni tanto condannano un eccidio ma subito dopo aggiungono una litania di «ma», «però», «nondimeno»? È sufficiente cianciare sulla pace e sulla misericordia per essere considerati Mussulmani Moderati? È sufficiente portare giacche e pantaloni invece del djabalah, blue jeans invece del burka o del chador, per venir definiti Mussulmani Moderati? È un Mussulmano Moderato un mussulmano che bastona la propria moglie o le proprie mogli e uccide la figlia se questa si innamora di un cristiano? Cari miei, l’Islam moderato è un’altra invenzione. Un’altra illusione fabbricata dall’ipocrisia, dalla furberia, dalla quislingheria o dalla Realpolitik di chi mente sapendo di mentire. L’Islam Moderato non esiste. E non esiste perché non esiste qualcosa che si chiama Islam Buono e Islam Cattivo”. Lo scriveva Oriana Fallaci.

Musulmani in chiesa per mostrare compassione a un prete cattolico sgozzato da combattenti del sedicente stato islamico? Vediamoci chiaro…

L’Islàm dà una grande importanza ai bisogni di tutti, specialmente dei bisognosi, dei deboli e dei poveri. Fondati su questi nobili principi come pace, amore e misericordia, vi sono parecchi termini che denotano la centralità della compassione nella religione Islamica. Ad esempio: rahman, rahim, gafur, merhamah, rahmah. Secondo la prospettiva Islamica, la compassione è il riflesso di Allah su ciò che crea e il profeta Maometto è il segno più grande della sua compassione e il miglior esempio di insegnamento ai musulmani ad essere compassionevoli. Maometto rappresenta il simbolo della compassione e misericordia divina. Nel 622 d.C. il profeta fuggì dalla Mecca dopo essere stato umiliato anche dai suoi parenti. A Taif cercò di diffondere la nuova religione Islamica, ma fu preso a sassate. Non condannò mai chi lo trattò male. Dieci anni dopo conquistò la Mecca e nonostante avesse la possibilità di vendicarsi perdonò tutti coloro che lo afflissero, compreso Wahshi che assassinò Hamza, il suo amato zio. Il Corano dice nella Surah al-Maidah: «Chiunque uccida un uomo, sarà come se avesse ucciso l’umanità intera . E chi ne abbia salvato uno, sarà come se avesse salvato tutta l’umanità». (Sura 5,32). La parola araba insaan, essere umano, deriva dalla parola nasiya, dimenticare. Come umani siamo sempre soggetti al perdono di Dio che deve dimenticare.

Tuttavia… vi sono decine (cento ventitré per l’esattezza) passi del Corano che si prestano facilmente a interpretazioni diametralmente opposte alla virtù della compassione e che possono essere usati da fanatici a sostegno di tesi fondamentaliste in diversi Paesi Islamici come Iran, Pakistan, Arabia Saudita, Nigeria, Sudan, Yemen e Afghanistan e insegnati ai bambini nelle madrasse (scuole coraniche). Storicamente si riferivano alle guerre di conquista islamiche. Tra questi vi sono: «La ricompensa di coloro che fanno la guerra ad Allah e al Suo Messaggero e che seminano la corruzione sulla terra è che siano uccisi o crocifissi, che siano loro tagliate la mano e la gamba da lati opposti o che siano esiliati sulla terra: ecco l’ignominia che li toccherà in questa vita; nell’altra vita avranno castigo immenso» (Sura 5,33). «E quando il tuo Signore ispirò agli angeli: “Invero sono con voi: rafforzate coloro che credono. Getterò il terrore nei cuori dei miscredenti: colpiteli tra capo e collo, colpiteli su tutte le falangi!”» (Sura 8,12). «Muhammad è il Messaggero di Allah e quanti sono con lui sono duri con i miscredenti e compassionevoli fra loro. Li vedrai inchinarsi e prosternarsi, bramando la grazia di Allah e il Suo compiacimento. Il loro segno è, sui loro volti, la traccia della prosternazione: ecco l’immagine che ne dà di loro la Torâh. L’immagine che invece ne dà il Vangelo è quella di un seme che fa uscire il suo germoglio, poi lo rafforza e lo ingrossa, ed esso si erge sul suo stelo nell’ammirazione dei seminatori. Tramite loro Allah fa corrucciare i miscredenti. Allah promette perdono e immensa ricompensa a coloro che credono e compiono il bene» (Sura 48:29). «Combatteteli finchè non ci sia più persecuzione e il culto sia [reso solo] ad Allah. Se desistono, non ci sia ostilità, a parte contro coloro che prevaricano» (Sura 2:193). «Tagliate loro le mani e la punta delle loro dita» (Sura 8:12).  «O voi che credete, non sceglietevi per alleati i giudei e i nazareni, sono alleati gli uni degli altri. E chi li sceglie come alleati è uno di loro». (Sura 5,51). «Lottate per Allah come Egli ha diritto [che si lotti]». (Sura 22:78). «I miscredenti sono per voi un nemico manifesto» (Sura 4,101). Gli stessi passi possono essere usati anche da chi vuole suscitare sentimenti anti Islamici. All’opposto di questi passi coranici vi è la corrente islamica mistica del Sufismo (taṣawwuf), tutta incentrata sull’amore. Il primo maestro Sufi fu Hasan al-Basri (642-728).

Giorgio Nadali

direttore@oltre.online

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