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Testata giornalistica settimanale sul soprannaturale. Registrata al Tribunale di Milano, N. 134 del 07/05/2015.

Direttore responsabile: Giorgio Nadali

 

 

 

 

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La Chiesa arretrata di 2 secoli. Morale rabbinica contro morale paolina


di Giorgio Nadali

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La più autorevole voce di riforma della Chiesa cattolica si è spenta. Il Cardinale Carlo Maria Martini avrebbe voluto un altro concilio. E soprattutto una Chiesa moderna, in dialogo e al passo con i tempi. Una Chiesa in cui la Parola (di Dio) incontra le parole (degli uomini). 

“Occorre, conseguentemente, creare atteggiamenti e strumenti di tolleranza, di dialogo, di collaborazione, di comprensione e di perdono reciproco, per favorire l’intesa sull’immagine unitaria dell’uomo. Occorre una nuova mediazione culturale aperta a questi orizzonti”. (Carlo Maria Martini – Lettera pastorale “Attirerò tutti a me” (19), 1982-1983

“Vorrei farmi tuo compagno di strada: ascoltare le domande vere del tuo cuore, confessarti le mie. Questo è importante: non è possibile trovare e dare risposte, se non si sono riconosciute le domande. Una “regola di vita” vorrebbe anzitutto essere un tentativo di dare risposte a domande vere (o forse, più modestamente, l’indicazione di un tracciato, lungo il quale cercare e incontrare risposte vere)”. (Carlo Maria Martini – Lettera pastorale “Parlo al tuo cuore” (1), 1996-1997)

Un “antagonista fedele” di Benedetto XVI esce di scena. Ora sarà più facile che tutto rimanga come prima. Martini: I divorziati risposati? Vanno accolti in chiesa. Gli omosessuali? Non vanno giudicati. La pillola? La Chiesa oggi può cambiare atteggiamento. La lotta all’aids? Se un coniuge è malato, è lecito il preservativo. L’eutanasia? È giusto morire con dignità. Per questo ha rifiutato l’accanimento terapeutico.

Le correnti tra i cardinali sono opinioni sul modo in cui i fondamenti della fede debbano essere espressi. Queste correnti possono cambiare col passare del tempo, producendo nuove configurazioni. Nessun cardinale dichiarerà mai di appartiene ad una corrente piuttosto che ad un’altra. Alcuni cardinali negano proprio l’esistenza di orientamenti politici tra le loro fila.

Corrente  della “Riforma della Chiesa” “Sinistra” Corrente  della “Luce del Mondo”“Centrosinistra” Corrente  dei “Guardiani della Fede”  “Destra”
C’è bisogno di una morale paolina (basata sui valori), non di una morale rabbinica (basata sulla legge). Questo il pensiero  di uno dei maggiori rappresentanti di questa corrente. Il Cardinale Carlo Maria Martini. I prìncipi della Chiesa “riformatori” ritengono che il dialogo sui temi scottanti sia essenziale. Nessuno di loro è d’accordo con l’ordinazione delle donne o con l’accettazione dell’omosessualità, ma lo stile di approccio ai temi è diversa. Recentemente il Cardinale Martini si era espresso a favore per un’apertura maggiore della Chiesa ai divorziati. Questa corrente è favorevole ad una maggiore collegialità dei vescovi e meno centralizzazione sulla Santa Sede. Vogliono che la Curia Romana funzioni come serva delle chiese locali, non come padrona. Si esprimono a favore di una maggiore libertà delle chiese locali nell’adattare gli insegnamenti le pratiche alle loro particolari circostanze. Il Concilio Vaticano II è stato per loro una stagione di riforme prematuramente interrotte dal pontificato di Giovanni Paolo II. Il rappresentante principale di questa corrente riformatrice è stato il Card. Franz Konig, scomparso nel 2004 e appunto Martini, appena scomparso. Altri sono Lehmann, Kasper,  Danneels, Tettamanzi, Lehmann, Marchisano, Hummes, Mahony, Cassidy. Le loro strategie riformatrici della Chiesa sono diverse, ma hanno in comune il desiderio per una Chiesa più aperta, che condanni di meno e che sperimenti maggiormente il dialogo. Progressi senza compromessi verranno da un papa di questa corrente. Se glielo permetteranno. I membri di questa corrente ritengono che il Popolo di Dio non debba perdere tempo in dibattiti teologici. Desiderano gettare ponti con le culture differenti da quella cattolica. Desiderano preservare la tradizione cattolica, ma sotto forma di influsso politico sui governi affinché questi adottino scelte in linea con la morale cattolica. Ad esempio – in Italia -col referendum contro la legge 40 in bioetica. L’ordine sociale deve riflettere gli insegnamenti cattolici. Interesse sulla questione sociale e su come il sistema sociale promuova la giustizia. Ad esempio attraverso   la cancellazione del debito ai Paesi del Terzo Mondo. Fanno parte di questa corrente i cardinali McCarrick,  Maradiaga, Arns, Ruini, Daarmatmadja, Napier.  Sono molto preoccupati dell’impatto del relativismo e del secolarismo sulla Chiesa. Il relativismo è la negazione di verità assolute, specialmente in campo morale. Il secolarismo è invece la marginalizzazione o esclusione dei valori della fede religiosa nella vita quotidiana. Il relativismo pone diversi problemi perché mette in discussione l’autorità della Chiesa sulle questioni morali, che diventano un fatto soggettivo. Col relativismo non c’è più bisogno di un’autorità centrale della Chiesa che indichi una retta via. Ma manca anche la percezione di un bene e di un male assoluti per l’uomo. Il relativismo dovrebbe quindi anche negare i diritti umani universali proprio in quanto universali, cioè non relativi. Inoltre se tutte le religioni, tutte le verità  si equivalgono non c’è più bisogno di conversione al Cattolicesimo. La secolarizzazione invece tende a separare a Chiesa dallo Stato e riduce o elimina l’influsso della Chiesa sulla politica di una nazione. È l’esempio di quelle nazioni che hanno approvato l’aborto,  l’eutanasia, la contraccezione,  ecc.Questi cardinali si preoccupano della perdita di identità cristiana dei fedeli, dell’obbedienza all’autorità della Chiesa e dell’assimilazione della cultura cristiana a culture estranee ai suoi valori. Due sono i rimedi: Ribadire i principi dottrinali e morali anche a costo di entrare in contrapposizione dura con il mondo non cattolico. La fedeltà e l’identità cattolica sono più importanti del dialogo. Il cardinale Biffi, ad esempio, ha suggerito di adottare leggi per ridurre l’immigrazione islamica al fine di preservare la cultura cattolica. Il leader del “”partito conservatore” all’interno il Collegio cardinalizio è stato sino alla sua elezione a Papa, Joseph Ratzinger. Benedetto XVI fu prefetto della Congregazione della Fede fino al 1981 e nel 2001 scrisse la Dominus Iesuribadendo i principi del cattolicesimoela relazione tra il Cattolicesimo e le altre Religioni, rassicurando della superiorità del Cattolicesimo. Un forte accento è messo anche sulla liturgia, perché questa dà identità ed è uguale in tutto il mondo e ha il potere di rinforzare e di alimentare la fede. Ad esempio, nel maggio 2001 il cardinale Medina ha promulgato nuove regole per i testi liturgici, il più possibile fedeli all’originale latino.Un altro accento è posto sulla forte distinzione tra clero e laicato. Vi è un’enfasi su una Chiesa aggressiva, che erge barriere contro gli “attacchi” delle culture estranee ad essa. Clericalismo quindi come barriera alle invasioni e agli attacchi contro la cultura (e all’autorità) cattolica. I membri di questa corrente di “destra” sono – tra gli altri – i cardinali Biffi, Medina, Schotte, Schoumn, Law, George, Degenhard, Dias, Cornell, Ambrozic, Tomko, Jaworski, Schonborn.[1] 

[1] Cf. John L. Allen, Jr., Conclave, New York, Doubleday, 2002, pp.132-157

Nell’ultima intervista il Cardinale Carlo Maria Martini si espresse così

Come vede lei la situazione della Chiesa?
«La Chiesa è stanca, nell’Europa del benessere e in America. La nostra cultura è invecchiata, le nostre Chiese sono grandi, le nostre case religiose sono vuote e l’apparato burocratico della Chiesa lievita, i nostri riti e i nostri abiti sono pomposi. Queste cose però esprimono quello che noi siamo oggi? (…) Il benessere pesa. Noi ci troviamo lì come il giovane ricco che triste se ne andò via quando Gesù lo chiamò per farlo diventare suo discepolo. Lo so che non possiamo lasciare tutto con facilità. Quanto meno però potremmo cercare uomini che siano liberi e più vicini al prossimo.
Come lo sono stati il vescovo Romero e i martiri gesuiti di El Salvador. Dove sono da noi gli eroi a cui ispirarci? Per nessuna ragione dobbiamo limitarli con i vincoli dell’istituzione».
Chi può aiutare la Chiesa oggi?
«Padre Karl Rahner usava volentieri l’immagine della brace che si nasconde sotto la cenere. Io vedo nella Chiesa di oggi così tanta cenere sopra la brace che spesso mi assale un senso di impotenza.
Come si può liberare la brace dalla cenere in modo da far rinvigorire la fiamma dell’amore? Per prima cosa dobbiamo ricercare questa brace. Dove sono le singole persone piene di generosità come il buon samaritano? Che hanno fede come il centurione romano? Che sono entusiaste come Giovanni Battista? Che osano il nuovo come Paolo? Che sono fedeli come Maria di Magdala? Io consiglio al Papa e ai vescovi di cercare dodici persone fuori dalle righe per i posti direzionali.
Uomini che siano vicini ai più poveri e che siano circondati da giovani e che sperimentino cose nuove. Abbiamo bisogno del confronto con uomini che ardono in modo che lo spirito possa diffondersi ovunque».
Che strumenti consiglia contro la stanchezza della Chiesa?
«Ne consiglio tre molto forti. Il primo è la conversione: la Chiesa deve riconoscere i propri errori e deve percorrere un cammino radicale di cambiamento, cominciando dal Papa e dai vescovi. Gli scandali della pedofilia ci spingono a intraprendere un cammino di conversione. Le domande sulla sessualità e su tutti i temi che coinvolgono il corpo ne sono un esempio. Questi sono importanti per ognuno e a volte forse sono anche troppo importanti. Dobbiamo chiederci se la gente ascolta ancora
i consigli della Chiesa in materia sessuale. La Chiesa è ancora in questo campo un’autorità di riferimento o solo una caricatura nei media?
Il secondo la Parola di Dio. Il Concilio Vaticano II ha restituito la Bibbia ai cattolici. (…) Solo chi percepisce nel suo cuore questa Parola può far parte di coloro che aiuteranno il rinnovamento della Chiesa e sapranno rispondere alle domande personali con una giusta scelta. La Parola di Dio è semplice e cerca come compagno un cuore che ascolti (…). Né il clero né il Diritto ecclesiale possono sostituirsi all’interiorità dell’uomo. Tutte le regole esterne, le leggi, i dogmi ci sono dati per chiarire la voce interna e per il discernimento degli spiriti.
Per chi sono i sacramenti? Questi sono il terzo strumento di guarigione. I sacramenti non sono uno strumento per la disciplina, ma un aiuto per gli uomini nei momenti del cammino e nelle debolezze della vita. Portiamo i sacramenti agli uomini che necessitano una nuova forza? Io penso a tutti i
divorziati e alle coppie risposate, alle famiglie allargate. Questi hanno bisogno di una protezione speciale. La Chiesa sostiene l’indissolubilità del matrimonio. È una grazia quando un matrimonio e una famiglia riescono (…). L’atteggiamento che teniamo verso le famiglie allargate determinerà l’avvicinamento alla Chiesa della generazione dei figli. Una donna è stata abbandonata dal marito e trova un nuovo compagno che si occupa di lei e dei suoi tre figli. Il secondo amore riesce. Se questa famiglia viene
discriminata, viene tagliata fuori non solo la madre ma anche i suoi figli. Se i genitori si sentono esterni alla Chiesa o non ne sentono il sostegno, la Chiesa perderà la generazione futura. Prima della Comunione noi preghiamo: “Signore non sono degno…” Noi sappiamo di non essere degni (…).
L’amore è grazia. L’amore è un dono. La domanda se i divorziati possano fare la Comunione dovrebbe essere capovolta. Come può la Chiesa arrivare in aiuto con la forza dei sacramenti a chi ha situazioni familiari complesse?»
Lei cosa fa personalmente?
«La Chiesa è rimasta indietro di 200 anni. Come mai non si scuote? Abbiamo paura? Paura invece di coraggio? Comunque la fede è il fondamento della Chiesa. La fede, la fiducia, il coraggio. Io sono vecchio e malato e dipendo dall’aiuto degli altri. Le persone buone intorno a me mi fanno sentire l’amore. Questo amore è più forte del sentimento di sfiducia che ogni tanto percepisco nei confronti della Chiesa in Europa. Solo l’amore vince la stanchezza. Dio è Amore. Io ho ancora una domanda per te: che cosa puoi fare tu per la Chiesa?».

Giorgio Nadali

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La Famiglia Benedetta


di Giorgio Nadali

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Santità, la famiglia come sta? La sua è una “famiglia” molto particolare composta da ecclesiastici e laici accreditati dalla Santa Sede per diversi incarichi. I laici sono: gli assistenti al Soglio, il delegato speciale della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano, l’architetto dei palazzi apostolici, gli addetti di anticamera e l’aiutante di camera, i gentiluomini di Sua Santità, i consultori della Città del Vaticano, i familiari del Papa, il comandante della Guardia Svizzera, i procuratori dei palazzi apostolici che sotto il Pontificato di Innocenzo II avevano il compito di difesa delle cause coram Sanctissimo e la difesa gratuita dei poveri. Infine il presidente della Pontificia Accademia delle Scienze. Il Motu Proprio Pontificalis Domus del 28 marzo 1968 di papa Paolo VI denomina Gentiluomini di Sua Santità: a) i Camerieri Segreti di Spada e Cappa Partecipanti,  b) i Camerieri Segreti di Spada e Cappa,  c) i Camerieri d’Onore di Spada e Cappa. I “bussolanti”  sono gli addetti di anticamera del Papa. Prestano servizio d’anticamera in occasione di ricevimenti ufficiali. Papa Clemente VIII (1592) li chiamava Cavalieri della Bussola. Con il Motu Proprio Iusti Iudicis del 28 giugno 1988, le funzioni spettanti ai Procuratori dei Sacri Palazzi Apostolici sono state trasferite agli Avvocati della Santa Sede, fermi restando i diritti e i privilegi dei Procuratori attualmente in carica. Attualmente i Principi Assistenti al Soglio prestano servizio in occasione delle visite ufficiali dei Capi di Stato. Agli appartamenti hanno accesso Loredana, Carmela, Cristina e Rossella, suore laiche di Comunione e Liberazione. Il fratello don Georg, i segretari Alfred e Georg (detto “il bello”). Sino a poco tempo fa anche un maggiordomo raccomandato, ma un po’ troppo curioso. Paolo Gabriele. Comunque fortunatamente stanno tutti molto bene…

La famiglia – quella “normale” – invece non sta troppo bene. Tre milioni i separati. 74% di divorzi in più neghli ultimi dieci anni.  Boom dei single. Ma quelli alla Chiesa Cattolica non interessano molto. Vocazioni consacrate a parte, si intende.   Ad ogni modo: nel 2010 +10% rispetto al 2007. Dal 2001 al 2007 i single nel nostro Paese sono aumentati da 5.592.381 a 6.910.716 (Istat). A suo tempo l’Eurispes stimò che, in proiezione, se il trend registrato negli ultimi 7 anni si fosse  mantenuto costante, il numero dei single sarebbe aumentato nel 2010 di circa il 10,4% rispetto al 2007. Aveva ragione.

 L’inventore degli incontri mondiali delle famiglie scrisse per il teatro  “La bottega dell’orefice”. Una bottega che faceva affari con le vere nuziali.  L’opera fu pubblicata in anteprima nel 1960 sul numero 78 del mensile cattolico di Cracovia, Znak. L’autore usò lo pseudoniomo Andrzej Jawień. In seguito ne usò un altro: Giovanni Paolo II…  “Certe volte la vita umana sembra essere troppo corta per l’amore, e l’amore umano (…) troppo corto per una lunga vita. O forse troppo superficiale. In ogni modo l’uomo ha a disposizione un’esistenza e un amore” per “farne un insieme che abbia senso (…). L’eternità dell’uomo passa attraverso l’amore (…). L’ uomo si tuffa nel tempo” ma poi finisce col “dimenticare” la sua origine per “esistere solo un attimo e recidersi dall’eternità”.

È arrivato a Bresso poco dopo le 20.30 Papa Benedetto XVI per partecipare alla parte serale della Festa delle Testimonianze dal titolo “One world, family, love”. Ad accoglierlo oltre 350mila persone che sin dalle prime ore del pomeriggio hanno invaso l’area di Milano Campo Nord Aeroporto di Bresso dove domani in Santo Padre celebrerà la Santa Messa.

Seduto in mezzo ad alcune famiglie italiane e del mondo, il Santo Padre è stato accolto dal Cardinale Ennio Antonelli, Presidente del Pontificio Consiglio della Famiglia che insieme alla Diocesi di Milano ha promosso il VII Incontro Mondiale delle Famiglia che lo ha ringraziato per “essere venuto a far festa, con tante famiglie riunite qui a Milano e con le famiglie di tutto il mondo. La sua presenza – ha detto – ci dà fiducia e coraggio perché testimonia quanto la famiglia stia a cuore alla Chiesa, anzi quanto stia a cuore a Dio stesso”. durante la serata ha risposto ad alcune domande legate al tema del VII Incontro Mondiale delle Famiglie “Famiglia: il lavoro e la festa”.

 Il Santo Padre ha partecipato alla festa rispondendo ad alcune domande legate al tema del VII Incontro Mondiale: “La famiglia: il lavoro e la festa”.

Ovviamente tutte le domande sono state preparate dall’organizzazione del VII Incontro Mondiale delle Famiglie, d’accordo col Pontificio Consiglio per la Famiglia. Il Papa ha quindi risposto alle sue stesse domande. 

 La prima a rivolgersi al Pontefice è stata Cat Tien, una bambina vietnamita di 7 anni, che ha manifestato il desiderio di sapere qualcosa della famiglia del Papa e di quando Joseph Ratzinger aveva la sua età.

“Punto essenziale per la mia famiglia è sempre stata la domenica che iniziava già il sabato pomeriggio quando mio padre ci leggeva le letture della domenica in un libro dove erano spiegati i testi – ha detto il Santo Padre.  Il giorno successivo andavamo a Messa e poi pranzavamo insieme. Con la mia famiglia ho cantato molto, mio fratello era musicista. Poi ricordo i viaggi, le camminate. Eravamo un’anima sola e ci nutrivamo di una gioia fatta di cose semplici e di un amore reciproco che era forte. Se provo a immaginare il Paradiso lo penso come al tempo della mia giovinezza, eravamo felici. Il Paradiso dovrebbe essere simile a com’era nella mia gioventù e spero di andare a casa andando dall’altra parte del mondo”.

Serge e Fara dal Madagascar, fidanzati da quattro anni e prossimi a Matrimonio, hanno chiesto al Santo Padre il significato della parola “per sempre” “Una parola – hanno detto- che più di ogni altra ci attrae e allo stesso tempo spaventa”.

“In Europa fino all’800 c’era un altro modello di Matrimonio dominante: il matrimonio era un contratto tra clan attraverso il quale si cercava di difendere il proprio status – ha detto il Pontefice -. Oggi il Matrimonio non è più basato sulla volontà di altri, ma è una libera scelta preceduta dall’innamoramento e dal fidanzamento. Spesso si pensa che l’amore di per sé possa garantire il per sempre, che è assoluto, ma non è così. L’innamoramento è bello, ma non sempre è perfetto. Così com’è il sentimento non è per sempre. Il passaggio dal fidanzamento al Matrimonio prevede una serie di esperienze interiori e il desiderio dell’amore deve rientrare anche la ragione e la volontà. Nel rito del matrimonio  – ha continuato Benedetto XVI – non si dice sei innamorato ma vuoi, sei deciso, coinvolgendo nel cammino la volontà e la ragione. Tutto l’uomo è coinvolto con la sua capacità, il discernimento della ragione e la volontà di dire sì, questa è la mia vita. Alle nozze di Cana il secondo vino è migliore del primo: l’amore deve crescere e maturare coinvolgendo la parrocchia, la Chiesa, gli amici, la giusta comunione di vita con gli altri, con famiglie che condividono la  stessa esperienza, la stessa vita e la fede”.

La famiglia Paleologos dalla Grecia ha chiesto al Papa di affrontare il tema della crisi. “Ci sono giorni – e notti – hanno detto al Santo Padre – nei quali viene da chiedersi come fare a non perdere la speranza. Cosa può dire la Chiesa a tutta questa gente, a queste persone e famiglie senza più prospettiva?”

“Le parole sono insufficienti, dovremmo fare qualcosa di concreto e tutti sappiamo di essere incapaci di fare qualcosa di concreto – ha detto Benedetto XVI -. Nella politica deve crescere il senso di responsabilità di tutti i partiti che promettono cose che non possono realizzare affinché non cerchino solo voti per sé ma siano responsabili per il bene di tutti. Che capiscano che politica è responsabilità umana davanti agli uomini e a Dio”.

“Molti soffrono e devono accettare la realtà senza possibilità di difendersi di fronte alle situazioni – ha continuato il Pontefice -. Ciascuno deve fare il possibile per sé, per le famiglie, per gli altri, sapendo che molti sacrifici sono indispensabili per andare avanti. Penso che la solidarietà nella città tra famiglie e nelle parrocchie possa aiutare. Abbiamo attivi scambi culturali utili e importanti, ma è tempo che una famiglia dell’Italia, della Germania, della Francia prenda la responsabilità di aiutare un’altra famiglia, che aiutino in senso concreto. Siate sicuri che io e tanti altri preghiamo per voi e questo pregare non è solo fare parole ma apre il cuore in Duo e alla creatività”.

È arrivata da vicino New York la famiglia Rerrie. Jay, di origine giamaicana, è un contabile, mentre Anna insegnante si sostegno, hanno sei figli e hanno chiesto al Papa come poter trovare la giusta armonia tra famiglia e lavoro. “Nel vortice di tanti stimoli imposti dalla società contemporanea – hanno chiesto al Papa – come aiutare le famiglie a vivere la festa secondo il cuore di Dio?”

“È una grande questione – ha detto il successore di Pietro – e penso di capire questo dilemma tra due priorità”. Il papa si è rivolto ai datori di lavoro invitandoli a “pensare alle famiglie e di aiutarle perché le due realtà, famiglia e lavoro possono essere conciliate e concedere un po’ di libertà fa bene anche all’impresa perché rafforza l’amore per il lavoro e il posto di lavoro”.

“Occorre poi – ha evidenziato il Pontefice – sperimentare una certa creatività e portare ogni giorno un qualche elemento di gioia e attenzione nella famiglia accettando le oscurità e pensando a questo grande bene che la famiglia è. E poi finalmente c’è la domenica che è il giorno della festa, giorno del Signore e come tale giorno dell’uomo: difendiamo la libertà dell’uomo difendendo la domenica”.

L’ultima domanda al Pontefice è stata posta da Maria Marta e Manoel Angelo Araujo, coppia del Brasile che ha posto il tema dei fallimenti matrimoniali che continuano ad aumentare in tutto il mondo e hanno chiesto al Santo Padre “parole di speranza” per quelle “coppie di risposati vorrebbero riavvicinarsi alla Chiesa, ma quando si vedono rifiutare i sacramenti la loro delusione è grande”.

“Il problema dei divorzi e dei risposati è una delle grandi sofferenze della Chiesa di oggi – ha risposto Benedetto XVI -. Non abbiamo ricette, la sofferenza è grande e possiamo solo aiutare le parrocchie e i singoli promuovendo la prevenzione, approfondendo l’innamoramento, aiutando le coppie e accompagnarle durante il matrimonio affinché le famiglie non siano mai sole ma siano accompagnate nel cammino di ogni giorno. Devono sentire l’amore della Chiesa, devono sentirsi amate e accettate anche se non possono ricevere l’eucarestia. Devono vedere che anche così vivono nella Chiesa, anche se non c’è la confessione l’amicizia con una sacerdote è importante. Possono sentire l’eucarestia e essere spiritualmente nutriti in Cristo”.

Tra una domanda e l’altra Benedetto XVI ha assistito all’esibizione di artisti quali la cantante gospel Lois Kirby, l’italo-somala Saba Anglana, Francesco Garolfi e Ron. Alcune famiglie hanno raccontato la loro storia e pregato insieme al Pontefice.

Sul palco anche alcuni attori famosi del panorama italiano: Serena Autieri, paolo Bonacelli, Myriam Catania, Pamela Villoresi, Giuseppe Cederna.

Il canto del Padre nostro è stato introdotto dalla famiglia Govoni di Cento, vicino a Ferrara, uno dei paesi colpito dai terremoti dei giorni scorsi. Mariacristina e Giuliano hanno salutato il Papa dopo che il Santo Padre si è rivolto a chi era in collegamento da San Felica sul Tanaro: “Cari amici voi sapete che noi sentiamo profondamente il vostro dolore, la vostra sofferenza e vogliamo lavorare per aiutarvi, non vi abbandoniamo”, ha detto il Pontefice ricordando l’attività della Caritas, della Chiesa, dello Stato e delle Comunità attive. “Ognuno di voi – ha concluso – vuole aiutarvi nella preghiera e materialmente”.

Al termine del Padre Nostro Benedetto XVI ha impartito la benedizione solenne per poi tornare in Arcivescovado per la notte.

La serata è continuata fino alle 22.30 con l’esibizione di Dulce Pontes, della cantante israeliana Noa sul palco con Gil Dor, Clelia Sguera e Nico Arcieri, i Sonohra con Hevia, il gruppo zigano Alexian Group.

Il palco della serata, che sarà l’altare della Messa di domani,  lungo 100 metri, alto 25 e profondo 30 è sormontato da una mezza cupola trasparente che rende omaggio alle vetrate del Duomo.

Sul palco trovano posto:

• il S. Padre e i Cardinali concelebranti principali

• i Cardinali

• i Vescovi

• il Seguito Papale

• i concelebranti del Pontificio Consiglio Famiglia

• alcuni Officiali della Segreteria di Stato e dei Dicasteri Vaticani

• il Consiglio Episcopale Milanese ed alcuni presbiteri indicati dall’Arcidiocesi

• i 4 diaconi di servizio liturgico

• i 12 chierici ministranti

• i 5 Cerimonieri Pontifici e il Maestro delle Cerimonie del Duomo

• i 4 Ostiari del Duomo

• il Segretario del Duomo

• il coro e l’animatore dell’assemblea

Sul palco sono collocati i poli liturgici

• altare papale

• sede papale e dei concelebranti principali

• ambone

• credenza dell’altare papale

• sedie per cerimonieri, ministranti, Famiglia pontificia laica, etc.

• sedie per tutti i concelebranti

In una zona presso il palco trovano posto:

• i 2 lettori delle letture

• i 5 lettori delle intenzioni della preghiera universale

• gli 8 incaricati della processione offertoriale

• i 40 fedeli che ricevono la comunione dal S. Padre

• i 70 diaconi permanenti per le Comunioni dei concelebranti

• i 70 seminaristi di Venegono (accoliti e lettori) per Comunioni dei concelebranti

• i 30 ministranti della S. Galdino (servizio liturgico della Cattedrale)

In una zona presso o sotto il palco vari tavoli accolgono tutto ciò che deve “muoversi” al momento dell’offertorio:

• 8 offerte della processione offertoriale

• 300 pissidi per la Comunione dei fedeli

• 70 calici con vino e acqua per la Comunione dei concelebranti

• 70 patene con ostie grandi spezzate (prendono seminaristi Venegono) per la Comunione concelebranti

 

 Processione di ingresso

Viene fatta solo da:

• servizio liturgico

• ostiari Duomo

• 4 diaconi

• Vescovi delle Diocesi lombarde (solo i titolari)

• Vescovi Ausiliari di Milano

• Cardinali

• S. Padre

• Seguito Papale

Saluto al S. Padre

Prima del segno di croce iniziale, il Cardinale Arcivescovo di Milano rivolge un indirizzo di saluto al S. Padre.

Eucologia

Orazioni della solennità della SS. Trinità – Rito Romano

• Le tre orazioni presidenziali in lingua italiana

• Il Prefazio e la Preghiera eucaristica in lingua latina

• Gloria, Credo, Sanctus, Agnus Dei in lingua latina

Liturgia della Parola

Letture della solennità della SS. Trinità – Rito Romano

• 1° lettura proclamata in lingua inglese

• Salmo Responsoriale cantato in lingua italiana

• 2° lettura proclamata in lingua spagnola

• Vangelo cantato il lingua italiana

* Omelia

 «La vostra vocazione non è facile da vivere, specialmente oggi». Sono parole di grande realismo, quelle che Benedetto XVI affida alle famiglie in chiusura del VII incontro mondiale di Milano. Il Papa sa bene che la famiglia, sottoposta a repentini e violenti cambiamenti sociali in tutto il mondo, vive una profonda crisi ed è, sovente, oggetto di attacchi, nonché vittima di delegittimazione politica.

Ma, senza negare i problemi, Papa Ratzinger apre alla speranza, perché le famiglie – a cominciare da quelle che hanno partecipato all’Incontro mondiale – custodiscono «l’amore, l’unica forza che può veramente trasformare il mondo».

E così l’omelia della solenne celebrazione eucaristica – davanti a un’assemblea che, col colore delle bandiere e delle tante famiglie, restituisce la dimensione autenticamente cattolica – si trasforma in un vibrante appello a riscoprire la grande dignità della famiglia cristiana e la sua responsabilità dentro la Chiesa e la società. Una responsabilità che il cardinale Angelo Scola ha richiamato nel suo saluto introduttivo, affermando che «quando  i cristiani sanno essere testimoni risultano propositivi di vita buona in una società plurale come la nostra».

Benedetto XVI invita le famiglie ad «evangelizzare non solo con la parola, ma per “irradiazione”, con la forza dell’amore vissuto». Del resto, è  proprio nei gesti di ogni giorno la fede si gioca: nel modo con cui si vivono gli affetti, ci si impegna nel lavoro, si celebra la festa. E’ questo il messaggio forte del VII incontro mondiale della famiglie: la vita quotidiana  è il teatro della vocazione ordinaria della famiglia cristiana: «nella misura in cui vivrete l’amore reciproco e verso tutti – sottolinea il Papa – diventerete un Vangelo vivo, una vera Chiesa domestica».

Parole molto intense il Papa le ha dedicate alla coppia: in poche righe una vera e “propria teologia nuziale”. «Dio ha creato l’essere umano maschio e femmina, con pari dignità, ma anche con proprie e complementari caratteristiche. (…) Cari sposi, nel vivere il matrimonio voi non vi donate qualche cosa o qualche attività, ma la vita intera. E il vostro amore è fecondo innanzitutto per voi stessi, perché desiderate e realizzate il bene l’uno dell’altro». La fecondità della coppia, poi si allarga alla procreazione, «generosa e responsabile», dei figli, e alla società, perché il vissuto familiare è la prima e insostituibile scuola delle virtù sociali».

Per questo il Papa, in un contesto educativo spesso tentato di scorciatoie “manualistiche”, chiede agli sposi di farsi carico fino in fondo dei propri figli:  «In un mondo dominato dalla tecnica, trasmettete loro le ragioni del vivere, la forza della fede, prospettando loro mete alte e sostenendoli nelle fragilità».

A quanti, poi, «pur condividendo gli insegnamenti della Chiesa sulla famiglia, sono segnati da esperienze dolorose di fallimento e di separazione», alle persone e alle famiglie “dal cuore ferito” il Papa dedica un pensiero molto affettuoso, un balsamo per tanti: «Sappiate che il Papa e la Chiesa vi sostengono nella vostra fatica». Poi le incoraggia a rimanere unite alle loro comunità», alle quali, però, il Papa chiede di realizzare adeguate iniziative di accoglienza e vicinanza».

In chiusura di un Incontro mondiale dedicato a “Famiglia, lavoro e festa” il Papa riserva, infine, poche ma incisive parole a una delle emergenze sociali di oggi: l’equilibrio tra lavoro, festa e tempi della famiglia. Benedetto XVI, che nella “Caritas in Veritate” ha esaltato il valore-bussola della gratuità, denuncia «la mentalità utilitaristica» che «tende ad estendersi anche alle relazioni interpersonali e familiari, riducendole a convergenze precarie di interessi individuali». Ma – insiste – «il progetto di Dio e la stessa esperienza mostrano che non è la logica unilaterale dell’utile proprio e del massimo profitto quella che può concorrere ad uno sviluppo armonico e al bene della famiglia», perché, tra gli effetti collaterali, produce corsa ai consumi e disagio nelle famiglie. C’è bisogno, allora, di lavorare per «armonizzare i tempi del lavoro e le esigenze della famiglia, la professione e la maternità, il lavoro e la festa».

Per gli stessi motivi, una famiglia che voglia dirsi cristiana «pur nei ritmi serrati della nostra epoca», è chiamata a «non perdete il senso del giorno del Signore», ossia «l’oasi in cui fermarsi per dissetare la nostra sete di Dio».

Preghiera dei fedeli

Le cinque intenzioni, introdotte dal Diacono, sono proposte da alcuni fedeli nelle lingue: Tedesca, Inglese, Portoghese, Francese, Spagnola.

Processione offertoriale

8 fedeli presentano al S. Padre il pane d il vino per il sacrifico eucaristico.

Comunione

40 fedeli ricevono la Comunione dal S. Padre.

Concelebranti, diaconi, accoliti e ministri straordinari amministrano la Comunione (in questa occasione non sulla mano) all’assemblea.

Ringraziamento al S. Padre

Conclusa l’orazione dopo la Comunione, il Cardinale Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia rivolge un ringraziamento al S. Padre.

 Allocuzione, Angelus, benedizione

Il S. Padre rivolge l’allocuzione con l’annuncio della sede ospite del prossimo incontro mondiale (Philadelphia, Stati Uniti d’America, 2015) introduce la preghiera dell’Angelus, imparte la benedizione apostolica.

Poi si torna alla realtà di tutti i giorni.

Il Papa atterrerà all’ helicopterorum portum (l’eliporto vaticano) alle 18:45 proveniente dall’aeroporto di Roma Ciampino. La famiglia lo aspetta. I terremotati dell’Emilia anche (ai quali il Papa donerà 500.000 euro tratti dall’Obolo di S. Pietro).

Giorgio Nadali

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foto di apertura “papamobile” di Giorgio Nadali

Religioni, Misteri e Curiosità – Parte terza


di Giorgio Nadali

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Le vere curiosità e misteri sulle Religioni. Diffidate dalle imitazioni!

Giorgio Nadali – Strano , ma Sacro. Enciclopedia delle curiosità religiose. Volume 1.  – Milano, Lampi di Stampa, 2003

Giorgio Nadali – I monaci sugli alberi. E centinaia di altre curiosità su Dio, la Bibbia, il Vaticano. – Cinisello Balsamo, Edizioni San Paolo , 2010

Giorgio Nadali –  ReliGenio. Tutte le invenzioni, le scoperte scientifiche e i progressi in vari campi, dovuti alle Religioni mondiali, Edizioni Lampi di Stampa, Milano, 2012

Esistono terroristi cristiani?

Il terrorismo cristiano è un terrorismo religioso di gruppi o individui che lo motivano con una lettura idiosincratistica lettura della Bibbia. Dal loro punto di vista la Sacra Scrittura e la teologia forniscono giustificazioni per attività politiche violente. In Canada “The Son of Freedom” (I Figli della Libertà), in India il “National Liberation Front of Tripura” (Fronte Nazionale di Liberazione della Tripura”). Negli Stati Uniti la “Army of God” http://www.armyofgod.com  (AOG) organizzazione estemista antiabortista che sostiene l’uso della forza per combattere l’aborto negli USA. Il 31 maggio 2009 il medico abortista George Tiller di Wichita, Kansas (USA) uno dei pochi medici negli USA che praticava l’aborto a nascita parziale fu ucciso dall’attivista Scott Roeder. “Iron Guard” in Romania è un movimento ultranazionalista ortodosso, antisemita e fascista. La legione inserì forti elementi del Cristianesimo ortodosso nelal sua dottrina politica al punto da divenire uno dei rari movimenti politico religiosi con una struttura ideologico religiosa. Il leader del movimento –  Corneliu Zelea Codreanu – era un mistico che puntava ad una risurrezione spirituale della nazione. Dal 1923 al 1927 si affiliò con la Lega Nazionale di Difesa Cristiana (LANC), guidata dal docente universitario antisemita Alexandru C. Cuza. Ku Klux Klan http://www.kkk.bz (KKK in acronimo) è il nome utilizzato da numerose organizzazioni statunitensi, di stampo spesso terroristico che propugnano la superiorità della razza bianca.

Dove si trova la collina con il tunnel con 4 chilometri di Torii shintoisti?

Presso il Fushimi Inari Taisha. Il santuario della volpe. Questo santuario shintoista di Kyoto è stato dedicato agli dei (kami) del riso e del sake, dalla famiglia Hata, nell’VIII Sec. d.C. E’ il più famoso del Giappone. Il complesso, composto da cinque santuari, è situato sulle pendici boscose del Monte Inari. Un percorso di quattro chilometri è disseminato da migliaia di torii, gli archi color arancione crèmisi o rosso fuoco che delimitano un’area sacra shintoista. E’ possibile passare sotto a questi torii, posti in fila, che compongono una sorta di lunghissimo e decisamente suggestivo tunnel sulla collina. Ognuno è stato donato da un fedele o da una famiglia devota. Sono alti mediamente tre metri. A Kyoto gli stessi torii possono essere alti anche dieci metri, posti a cavallo dei due lati della strada, nei pressi di un santuario. Vicino ai torii si trovano decine di statue di volpe, considerata messaggera di Inari, dio dei cereali. La volpe è considerata una figura sacra e misteriosa, capace di possedere gli umani, introducendosi nelle loro unghie.

Cosa sono le “rocce sposate”?

Anche le rocce si sposano. Almeno nella penisola di Kii, in Giappone. Presso la spiaggia di Futamiguara (vicino a Futami), due grandi scogli vicini, uno alto 9 metri e l’altro 4, sono legati da una enorme corda sacra di paglia (detta shimenawa) con i suoi pendagli di carta bianca (gohei), a simboleggiare l’unione di uomo e donna e la santità del matrimonio. Le “rocce sposate” sono chiamate Meoto-iwa e la corda sacra viene benedetta e cambiata ogni anno il 5 marzo, il 5 settembre e la terza domenica di dicembre. La shimenawa con i suoi pendagli gohei, ha lo scopo di allontanare gli spiriti maligni e accogliere il fedele ed è presente anche in tutti i santuari shintoisti.

Qual è  la più grande struttura religiosa del mondo presente anche su di una bandiera nazionale?

E’ il tempio buddhista di Angkor Wat. La più grande struttura religiosa al mondo è presente sulla bandiera nazionale della Cambogia.

Dove si trova la scalinata per il Paradiso?

 In Cina. La T’ai-shan è la scalinata per il paradiso. Montagna sacra del dio T’ai-yüeh ta-ti, nella provincia dello Shantung. La scorciatoia più rapida per il paradiso è rappresentata dai 7000 scalini, affiancati da templi di divinità taoiste. T’ai-yüeh ta-ti controlla le nascita e le morti ed è conosciuto come gestore del mondo. Il dio è inferiore solo all’imperatore di Giada (Yü-huang). Dallo T’ai-shan le anime vengono spedite per far nascere gli uomini e vi ritornano alla morte. Milioni di pellegrini salgono la scalinata per il paradiso, ogni anno. Arrivati in cima trovano due templi: quello dell’imperatore di Giada e quello di Bixia. Il tempio della principessa delle nubi azzurre, sorella dell’imperatore di Giada. Le mamme con figlie che non riescono a concepire, vengono qui a pregare per avere dei nipotini. Le immagini miracolose accanto alla Principessa delle nubi azzurre, sono in grado di curare problemi della vista e malattie infantili.

Perché la setta di Scientology usa la macchina della verità?

L’E-meter è la loro macchina della verità. E’ una macchina (in realtà creata da Volney Mathison e chiamata Electropsychometer) brevettata da Ron Hubbard, fondatore della setta di Scientology, uno dei nuovi movimenti religiosi più potenti e controversi del mondo. Simile ad una macchina della verità, la E-meter servirebbe per individuare i problemi dell’anima (detti engram della mente reattiva). Occorre stringere in ciascuna mano dei terminali costituiti da due lattine vuote. Viene usata sotto il controllo di un auditor (consulente) della setta. Vale 100 dollari, ma la Chiesa di Scientology ne chiede 3600 ad ogni seguace auditor, che deve possederne almeno due. Scientology (fondata nel 1954) ha otto milioni di seguaci nel mondo. Obiettivo finale dei seguaci di Dianetics/Scientology è di diventare dei mini dèi chiamati Thetan, dopo numerose “sedute”, con una spesa che può arrivare per il “livello OT8 Operating Thetan 8”.

Dove si trova la chiesa gonfiabile?

Il designer inglese Michael Gill ha realizzato la chiesa gonfiabile, facilmente trasportabile dai sacerdoti. Una volta montata misura metri 14 di lunghezza per 7,5 di larghezza e 14 di altezza e può ospitare 60 persone (vere) di cui 12 sedute. E’ completa di campanile, di un organo gonfiabile (finto), pulpito, altare, arco gotico e colorate finestre in Pvc. Può essere montata in tre ore e smontata in meno di due. Gill ha presentato la sua opera vicino Londra nel maggio 2003 in occasione della mostra Uk’s National Christian Resources Exibition http://www.creonline.co.uk. dove il luogo di culto gonfiabile è stato benedetto da un ministro della Chiesa di Inghilterra, il reverendo Michael Elfred, il giorno 13 maggio 2003. Sono già in corso contatti con paesi come Belgio, Stati Uniti e Corea del Sud interessati all’acquisto (35.000 Euro). 911 sono i siti Internet che se ne sono occupati. Gill ha affermato di aver già ricevuto ordini per sinagoghe e moschee gonfiabili. Niente più lunghi cortei nuziali. Il luogo di culto viene gonfiato sul luogo del ricevimento. Aria nuova per il culto.

Quale religione usa il morso dell’amore?

 L’Induismo. Il kolacharna è il segno del morso che il marito indù lascia sul corpo della moglie, sia nei momenti passionali, sia quando è triste perché deve partire e lasciarla sola. Dopo la partenza del consorte, la donna si ricorderà romanticamente di lui guardando estasiata  il segno lasciato dai suoi denti.

Chi ha riprodotto il miracolo di Gesù di camminare sulle acque?

Il vangelo di Marco racconta di Gesù che attraversa camminando sull’acqua la sponda occidentale del lago di Galilea. Mc 6,48: <<Vedendoli però tutti affaticati nel remare, poiché avevano il vento contrario, già verso l’ultima parte della notte andò verso di loro camminando sul mare, e voleva oltrepassarli>>. Il lago di Galilea è profondo 43 metri e non ha punti di secca.

Andrè Kole – illusionista – ha camminato sulle acque del lago Saguaro in Arizona (USA); ma per fare questo sono state necessarie ore di preparazione e una strumentazione tecnologica avanzata. In realtà Kole, che è un credente convertito, usa l’illusionismo per smascherare gli imbroglioni e dimostrare che alcune cose si possono compiere o per dono di Dio o garzie alle illusioni create dalla tecnologia.

Quali apparizioni mariane sono state riconosciute come autentiche dalla Chiesa e perché?

ApparizioniNonRiconosciute  Apparizioni riconosciute
1503-1566 Nostradamus, Francia 100-1000 d.C. Alcuni mistici hanno ricevuto una o più rivelazioni private o apparizioni di Cristo, Angeli, e della Madonna. Tra loro Giacomo, Ippolito, Policarpo, Agostino, Crisostomo, Gregorio Magno, Lacanzio, Metodio, Cataldo, Remigio, Cesario di Arles, S. Giovanni Damasceno…
– 1600~ Maddalena della croce, Cordova, Spagna
– 1769-1821 Marie Lenormand, Francia
– 1846 La Salette, Francia, riconosciuta nel 1851 ma condannata dal Sant’ Uffizio Decr. 9 maggio 1923 ed inserita nell’ Index Librorum Prohibitorum (Pio XI)
– 1871-1916 Rasputin, Siberia
– 1861-1922 Felicie Kozlowska, suora francescana scomunicata da Pio X
– 1878 Luigia Piccareta, Corato (I) Condanna Decr. S. Off. 13-07-1938 (Index Librorum Prohibitorum)
– 1931 Ezquioga, Spagna
– 1931 Izurdiaga, Spagna
– 1933 Onkerzele, Belgio
– 1933 Etikhove, Belgio
– 1933 Herzele, Belgio
– 1933 Olsene, Belgio
– 1933 Berchem-Anvers, Belgio
– 1933 Tubize, Belgio
– 1933 Verviers, Belgio
– 1933 Wilrijk, Belgio
– 1936 Bouxiers-aux-Dames,  (F)
– 1936 Ham-sur-Sambre, Belgio
– 1937 Voltago, Italia
– 1938 Kerizinen, Francia
– 1943 Girkalnis, Lituania
– 1943 Athis-Mons, Francia
– 1944 Ghiaie di Bonate, Italia
– 1945 Ida Peerdeman, Amsterdam (NL), condannata dal Vescovo Huibers il 7.5.56, conferma Santa Sede Cardinal Pizzardo il 13.3.57 (prot. N. 511/53), 25.03.1974 Congregazione per la dottrina della fede conferma divieto di propaganda, 26.04.1986 Cardianal Ratzinger conferma validità notifica del 1974.
– 1946 Espis, Francia
– 1947 Pierina Gilli, Montichiari (I)
– 1947 Casanova Stafora (ragazza), Italia
– 1947 Rosa Mistica, Italia, condannata dal Vescovo Bruno Foresti di Brescia
– 1947 Forsweiler, Germania
– 1948 Gimigliano (ragazza), Italia
– 1948 Marina di Pisa, Italia
– 1948 Lipa (1 religioso), Filippine
– 1948 Montlucon (1 religioso), Francia
– 1948 Cluj, Romania
– 1949 Lublin, Polonia
– 1949 Zo-Se (1 religioso), Cina
– 1949 Heroldsbach (4 bambini), Germania
– 1950 Acquaviva Platani (ragazza), Italia
– 1951 Casalicontrada (1 uomo), Italia
– 1953 Cossirano (1 uomo), Italia
– 1953 Santo Saba (ragazzo), Italia
– 1953 Maria Valtorta, Caserta (I), condannata dalla Santa Sede nel 1949, 1960, 1985 e 1993 (16.12.59 Papa Giovanni XXIII conferma “libri proibiti”)
– 1954 Eisenberg (ragazza), Austria
– 1954 Marie-Paule Guigère, Quebec, 1971 forma l’armata di Maria, condannata nel 1987 dal Cardinal Louis-Albert Vachon, Arcivescovo di Quebec con conferma del Cardinal Ratzinger nel febbraio 1987. Agosto 2001 I vescovi canadesi: l’«Armée de Marie» non è cattolica.
– 1956 Urbania (diversi bambini), Italia
– 1961 Garabandal (4 ragazze), Spagna, condannata definitivamente dal Vescovo di Santander Jose Vilaplana 11.10.96
– 1961 Craveggia (1 donna), Italia
– 1961 Rosa Quattrini, San Damiano (I)
– 1962 Ladeira (1 donna), Portogallo
– 1964 San Vittorino, Italia
– 1966 Ventebbio (1 prete), Italia
– 1967 Bohan (2 uomini), Belgio
– 1968 Palmar de Troya (4 ragazzi), Spagna
– 1968 Carmela Carabelli, Italia
– 1970 Veronica Leuken, Bayside (USA), condannata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede 14.6.66 e dal Vescovo di Brooklyn John Mugavero 4.11.86
– 1971 Marisa Rossi, Roma (I), seguita da Don Claudio Gatti incorso nella sospensione “latae sententiae” il 22.10.1998 dal Card. Camillo Ruini.
– 1972 Don Stefano Gobbi, Italia, condanna Arcivescovo Agostino Cacciavillan (USA) 12.1.95
– 1973 Mortzel, Belgio
– 1973 Dozulé (Magdalene Aumont) Francia, condannata dai Vescovi di Bayeux & Lisieux Jean Badré 24.6.83 e Pierre Pican 15.3.91
– 1974 Derval (1 uomo), Francia
– 1976 Cerdanyola, Spagna
– 1977 Le Fréchou (1 uomo), Francia
– 1980 Ampero Cuevas, El Escorial Spagna
– 1980 Ede Oballa (1 uomo), Nigeria
– 1981 Medjugorje (6 ragazzi), Bosnia-Erzegovina. Non riconosciuta dai Vescovi Pavao Zanic (1985) e Ratko Peric (1993, 1997)
– 1981 La Taludière (ragazzo), francia
– 1982 Nowra (1 uomo), Australia
– 1982 Canton (1 donna), USA
– 1983 Penablanca (ragazzo), Cile
– 1983 Olawa (1 uomo), Polonia
– 1984 Gargallo di Carpi (1 uomo), Italia
– 1985 Renato Baron, San Martino di Schio (Vicenza) Italia
– 1985 Oliveto Citra, Salerno (12 ragazzi) Italia
– 1985 Maureen Sweeney, Cleveland (USA)
– 1985 Julia Kim, Naju, Korea
– 1985 Vassula Ryden, Svizzera, “messaggi non divini” Congregazione per la Dottrina della Fede 06.10.95
– 1986 Nsimalen (6 ragazzi), Cameroon
– 1987 Mayfield, Irlanda
– 1987 Terra Blanca (3 ragazzi), Messico
– 1988 Christina Gallagher, Irlanda, “nessun intervento soprannaturale” Arcivescovo Michael Neary
– 1988 Lubbock (diverse persone), USA
– 1988 Scottsdale (diverse persone), USA
– 1988 Estella Ruiz, Phoenix (USA)
– 1989 Joseph Januszkiewicz, Marlboro, New Jersey
– 1990 Teresa Lopez e Veronica Garcia, Denver (USA), divieto di promozione Arcivescovo J. Francis Stafford 9.3.94
– 1992 Carol Ameche, Scottsdale, Arizona (USA)
– 1993 Matthew Kelly, New S. Wales, Australia
1170-1221: S. DOMENICO1265: S. SIMONE STOCK1302: S. GERTRUDE1360: S. CATERINA DA SIENA1373: S. BRIGIDA1531: NOSTRA SIGNORA DI GUDALUPE appare a Juan  Diego1558: S. TERESA D’AVILA1567: S. GIOVANNI DELLA CROCE1634: NOSTRA SIGNORA DELLA FORTUNA a QUITO, ECUADOR appare a Madre Maria Anna di Gesù Torres1690: S. MARGHERITA  ALACOQUE

1774-1824: ANNA CATERINA EMMERICH

1769-1837: B. ANNA MARIA TAIGI

1777: GIORGIO WASHINGTON

1830: LA MEDAGLIA MIRACOLOSA è rivelata a Caterina Laboure

1846: NOSTRA SIGNORA DI LA SALETTE appare in lacrime a due bambini: Melanie e Maximim

1858: NOSTRA SIGNORA DI  LOURDES appare a S. Bernadette Soubirous

1859: S. GIOVANNI VIANNEY

1862: S. GIOVANNI BOSCO

1873: MARIE-JULIE JAHENNY

1899: S. GEMMA GALGANI

1910: SUOR MARIA BENIGNA CONSOLATA FERRERO

1917: NOSTRA SIGNORA DI FATIMA

1918: S. PADRE PIO DA PIETRELCINA

1922: CHARLES VON HAPSBURG

1923: SUOR JOSEFA MENENDEZ

1932: BEAURAING, Belgio, la Madonna appare a cinque bambini

1932: TERESA NEUMANN

1938: B. SUOR MARIA FAUSTINA Kowalska

1940: SUOR ELENA AIELLO

1973: Ad AKITA, GIAPPONE, Suor Agnes Sasagawa Katsugo

1980: NOSTRA SIGNORA DEL NICARAGUA appare a Bernardo Martinez.

1982: NOSTRA SIGNORA DI SOUFANIEH appare a Mirna Nazzour

 

Dove sono sepolti gli Apostoli?

Le tradizioni sulla morte e sepoltura degli Apostoli sono moltissime. Permettono di ricostruire anche il percorso di evangelizzazione primitivo. Ecco le più importanti attribuzioni.

Pietro.                                                                                                            Il suo sepolcro si trova sotto la Basilica di San Pietro, nelle grotte vaticane (Città del Vaticano). La stessa basilica fu costruita (dal 1506) presso il luogo del suo martirio e della sua sepoltura sul colle vaticano. Prima di essa un’altra chiesa sullo stesso colle ne custodiva le spoglie. 
                                                Andrea                                                 Patrasso – GreciaAmalfi – ItaliaEdinburgo – ScoziaVarsavia – PoloniaSant’Apollinare – Italia 
                                                Bartolomeo                                                 Roma  – ItaliaBarletta – Italia
                                                Filippo                                                 ? 
                                                Giacomo di Alfeo                                                 Santiago de Compostela – Spagna
                                                Giacomo di Zebedèo                                                 Roma – Italia
                                                Giovanni                                                 Efeso – Turchia 
                                                Giuda l’Iscariota                                                 ?
                                                Matteo                                                 Salerno – Italia
                                                Pietro                                                 S. Pietro in Vaticano – Città del Vaticano
                                                Simone il Cananeo                                                 Gerusalemme – Israele
                                                Taddeo                                                 ?
                                                Tommaso                                                 Mylapore – India

Religioni, Misteri & Curiosità – Parte seconda


di Giorgio Nadali

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Chi è l’avvocato del Diavolo?

Se siete in odore di santità, significa che siete già in Paradiso e qualcuno sulla Terra si sta occupando del vostro caso per farvi ufficialmente beatificare. L’ultimo ostacolo è, a questo punto, l’”avvocato del diavolo”. Nonostante il termine poco rassicurante, si tratta di un mite monsignore che lavora a Roma, in Piazza Pio XII, negli uffici della Congregazione Vaticana per le Cause dei Santi. Il suo vero nome è “Promotore della Fede”. Una norma canonica stabilisce che devono passare almeno cinque anni prima dell’inizio del processo di canonizzazione. Il vescovo della diocesi in cui è morta o ha operato la persona di cui è richiesta la beatificazione inizia l’indagine con l’assenso della Santa Sede. Vengono nominati un Giudice, un Segretario, un Promotore della Fede (detto popolarmente “Avvocato del Diavolo”), un Postulatore Generale e un Notaio diocesano.

L’”avvocato del diavolo” ha un compito molto preciso: fare di tutto perché agli onori degli altari non ci arriviate. Troverà dei motivi per affossare la vostra causa. Ma se la vostra santità è stata autentica non potrà fare un gran che. La causa proseguirà e verrà convocata una riunione dei cardinali e dei vescovi appartenenti alla Congregazione, dove ciascuno esprimerà un giudizio. Con ogni probabilità una bella domenica il Papa vi dichiarerà beati.

A proposito, il detto “vita, morte e miracoli” deriva proprio dal processo per dichiarare santo (canonizzare) un fedele. Vengono infatti esaminate la vita, il momento della morte e almeno un miracolo avvenuto per sua intercessione sua.

Solo per i martiri il miracolo non viene più richiesto, per volontà di papa Paolo VI.

Quali Paesi hanno un simbolo cristiano sulla bandiera nazionale?

Tutti i seguenti 25 Stati hanno il simbolo cristiano della croce sulla loro bandiera nazionale

Australia, Città del Vaticano, Danimarca (col primato della bandiera nazionale usata da più tempo, 1625), Dominica, Figi, Finlandia, Georgia, Grecia, Isola Anguilla, Isola Bouvet, Isole Cocos, Isole Cook, Isola Falkland, Isole Faroe, Islanda, Malta, Norvegia, Nuova Zelanda, Regno Unito, Repubblica Dominicana, Slovacchia, Svezia, Svizzera, Tonga, Tuvalu

Inoltre Andorra ha sulla sua bandiera uno stemma con la tiara del vescovo e il bastone pastorale.

Chi sono i Dervisci rotanti?

Col termine derviscio (in persiano e arabo darwīsh, lett. “povero”, la cui etimologia resta sostanzialmente sconosciuta) si indicano i discepoli di alcune confraternite islamiche (turuq) che, per il loro difficile cammino di ascesi e di salvazione, sono chiamati a distaccarsi nell’animo dalle passioni mondane e, di conseguenza, dai beni e dalle lusinghe del mondo. Si tratta di un termine afferente a molte generiche confraternite islamiche sufi, anche se tendenzialmente ci si riferisce alla arīqa della Mawlawiyya/Mevleviyè. I dervisci sono asceti che vivono in mistica povertà, simili ai frati mendicanti cristiani.

L’Ordine dei Mevlevi, in Turchia, pratica la celebre danza turbinante come metodo per raggiungere l’estasi mistica (jadhb, fanāʾ). Le danze sacre sono la più antica forma di trasmissione dei “misteri” che sia pervenuta all’uomo dall’antichità, e coloro che sono ammessi a un tale esercizio passano attraverso un insegnamento speciale che prevede una lunga preparazione.

Oltre alla danza roteante esistono altri tipi di danze, tutte caratterizzate dalla grande attenzione particolari apparentemente insignificanti. Nel loro apprendistato i futuri Dervisci vengono addestrati dai sapienti monaci con tecniche molto raffinate; una di queste prevede l’utilizzo di un marchingegno molto curioso, in tutto e per tutto simile ad un albero: dalla sua base, generalmente in legno, si dipartono due o più rami dai quali a loro volta se ne dipartono altri ancora, e così via per un numero preciso di volte; ogni segmento è collegato all’altro tramite delle sfere, in genere d’avorio, risultando così un meccanismo affine a quello delle articolazioni scheletriche, capace di assumere numerose combinazioni di posizioni. Coll’ausilio di questo speciale strumento i monaci mostrano le posizioni che i discepoli dovranno imitare e sostenere per svariate ore, completamente immobili, con l’obiettivo di imparare a “sentirle” dentro se stessi.

Quale religione utilizza amuleti fallici?

Il buddhismo thailandese. Il nome thailandese palad khik significa “onorabile pene surrogato”. Sono amuleti fallici di varie dimensioni, indossati sotto i vestiti e legati con una cordicella, da ragazzi e uomini, lontano dal reale membro maschile, nella speranza che l’amuleto attragga e assorba qualsiasi offesa magica diretta verso gli organi genitali. E’ molto diffuso per gli uomini indossare contemporaneamente diversi palad khik, ognuno con un compito diverso. Ad esempio, uno per aumentare la fortuna al gioco, uno per attrarre le donne, un terzo per ottenere l’invulnerabilità da pallottole e coltelli.

Si dice che l’amuleto palad khik abbia avuto origine nel Shivalingam indù e sia stato importato in Thailandia da monaci cambogiani nell’ottavo secolo d.C. Antichi modelli di palad khik hanno impresse delle invocazioni e preghiere a Shiva, le più recenti combinano queste ad invocazioni con altre preghiere e invocazioni a Buddha, quelli moderni, infine, hanno solo iscrizioni buddhiste, scritte in una vecchia forma, illeggibile ai moderni thailandesi, la lingua Pali del buddhismo theravada. I palad khik sono scolpiti in legno, osso, o corno e sono prodotti da monaci specializzati in questa manifattura.

Quale religione usa il rito delle tre capre per il bambino?

L’Islam. L’aqiqah è la cerimonia per dare un nome al nuovo nato, a sette giorni dalla sua venuta alla luce. Viene usato il Corano per scoprire un nome adatto. Se è maschio verrà sempre aggiunto il prefisso Abd (servo), o Ghulam (schiavo) o ancora Baks (“dato da”). Subito dopo due capre, se è maschio o una sola, se è femmina, verranno sacrificate nel rituale detto Ukika. Non è finita. I capelli del bimbo (o della bimba) vengono rasati, legati in un panno e gettati in un fiume. La carne delle capre viene cotta e distribuita tra i familiari e gli amici. Per quattro anni il bambino è a posto. Al raggiungimento del quarto anno, con la cerimonia Bismillah (“prendere il nome di Dio”) dovrà ripetere insieme all’officiante (maulvi) il primo capitolo (Sura) del Corano, vestito con un abito floreale chiamato sehra. La circoncisione ha luogo a sei anni di età, dopo essere stato anestetizzato con un oppiaceo chiamato bhang. Non ci sono però riferimenti a questa pratica nel Corano.

Cos’è la cerimonia della schiena?

Nel buddhismo thailandese la cerimonia inizia col sermone di un monaco nel padiglione del tempio dedicato a questo scopo, chiamato sala. Al termine del sermone i fedeli che provano dolori alla schiena si stendono proni per terra e attendono che il monaco cammini sopra di loro, mentre li asperge con acqua sacra. Al termine del rito il monaco viene ringraziato con una piccola offerta e col saluto tradizionale del wai

Cos’è lo sterco che esorcizza?

Nell’Induismo lo gokarisam è lo sterco che esorcizza. Si tratta di sterco di mucca essicato. Il gokarisam fa parte dei cinque elementi (pancagavya) della mucca (go) notoriamente venerata come animale sacro nell’Induismo. La gokarisam viene posta sul capo dei bambini posseduti da spiriti malvagi e quindi da esorcizzare. Questo perché nella mitologia indù è narrato che quando la demone Putana tentò di avvelenare il giovane Krishna, Yasoda agitò una coda di vacca sopra di lui, mentre Nanda pose dello sterco di mucca essicato in polvere, sul suo capo.

 Quale religione fa una pallina di defunto cremato?

L’induismo. Makti è la pallina del defunto cremato. E’ una pallina composta dalle ceneri di un defunto cremato… Prima della cremazione il morto riceve alcune gocce di ganga jan (acqua del Gange). Poi, le sue ceneri vengono impastate col latte per essere purificate. Al composto viene dato la forma di una pallina (la makti), che viene infine immersa nell’acqua. Questo rito si chiama Asthi Bisorjan ed è praticato nel Bengala.

Per quale religione i topi sono diabolici?

Per l’Islam.  Tempi duri per topi e ratti nei paesi islamici. Vengono considerati strumenti di Satana. Fuwaysiqah è ciò che provoca il male fasaqa. Insieme con altri quattro animali, corvi, aquile, scorpioni e cani folli, i topi e i ratti possono essere uccisi in ogni momento senza pietà. I fa’rah (topi) sono colpevoli di aver danneggiato la casa del Profeta [Maometto] e sono un mezzo di diffusione di malattie e corruzione dei cibi.

Un hadith (detto del Profeta) narra di come un topo trascinò lo stoppino della lampada di fronte al Messaggero di Allah [Maometto], sul tappeto sul quale egli sedeva, provocando un buco della dimensione di un dinaro. Egli disse: “Quando vi coricate, spegnete le vostre lampade, perché Shaytaan [Satana] dirà a creature come queste di fare qualcosa di simile per bruciarvi”. (Abu Dawood 5427).

Per quale religione gli strumenti musicali e la corrente elettrica sono diabolici?

Per gli Amish. La corrente elettrica è rifiutata perché nella Lettera di San Paolo ai Romani (12,2) è scritto: “Non conformatevi alla mentalità di questo mondo”. Nel 1919 i capi delle comunità Amish diedero l’assenso al collegamento con la rete elettrica, ma la decisione fu annullata perché la corrente avrebbe portato a molte tentazioni, al deterioramento della chiesa e della vita familiare. Gli strumenti musicali sono proibiti perché sono contrari allo spirito di umiltà (glassenheit) e accendono emozioni. Sono pacifisti. Non giudicano gli altri. I Mennoniti sono circa un milione, in sessanta Paesi del mondo.

Quale religione usa le mutande sacre da insossare sempre?

I mormoni. I mormoni hanno le mutande sacre.  Durante il “rituale della dote” (endowment ritual) presso un tempio mormone, uomini e donne ricevono dei mutandoni (sacri) del tipo costumi da bagno dell’Ottocento, che li proteggeranno dai mali fisici e spirituali e li renderanno “degni”. Proteggono anche da Satana. Andranno sempre indossati. Sono lunghi, con maniche corte, bianchi, col ricamo di un antico simbolo massonico: la squadra del carpentiere. La Chiesa istrusice i suoi membri a indossare le mutande sacre giorno e notte. Non vanno rimosse per attività che ragionevolmente possano essere svolte con le mutande sacre idossate. In alcuni casi possono essere tolte, ma insossate subito dopo l’attività – ad esempio il nuoto. Non bisogna metterle in modo che si possano indossare sopra indumenti immodesti lasciando scoperte le spalle e i fianchi. Ai membri della Chiesa viene anche raccomandato di mantenere pulite le mutande sacre e di non esporle a chi non ne capirebbe il significato. Prima di disfarsi di un vecchi paio di mutande sacre bisogna rimuovere i segni sacri sopra di esse. Dopo aver fatto questo non sono più sacre. Lo scopo delle mutande sacre è di ricordare costantemente le riunioni nel tempio, proteggere contro il male e le tentazioni e da ultimo, servono da espressione esteriore di un impegno interiore di seguire Gesù Cristo. I Mormoni usavano un tempo per la preghiera di dotazione (vedi sotto) le parole in lingua adamitica “Pay Lay Ale” (probabilmente drivanti dall’ebraico “pe le-El” cioè “bocca a Dio”) ora rimpiazzate dalla traduzione in lingua locale. I mormoni sono 13 milioni nel mondo in 150 Paesi. 18.400 in Italia. Sede principale è l’enorme tempio di Salt Lake City, Utah  (USA). La Chiesa è stata fondata da Joseph Smith il 6 aprile 1830 nello stato di New York (USA). 

Copyright:  Giorgio Nadali

Immagine di copertina: Collezione oggetti sacri di www.giorgionadali.it/Collezione.html

Per approfondire:

Giorgio Nadali – Strano , ma Sacro. Enciclopedia delle curiosità religiose. Volume 1.  – Milano, Lampi di Stampa, 2003

Giorgio Nadali – I monaci sugli alberi. E centinaia di altre curiosità su Dio, la Bibbia, il Vaticano. – Cinisello Balsamo, Edizioni San Paolo , 2010

Giorgio Nadali

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ReliGenio. In arrivo l’ottavo libro di Giorgio Nadali


di Giorgio Nadali

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 Albert Einstein diceva: «Senza la religione l’umanità si troverebbe oggi ancora allo stato di barbarie… E’ stata la religione che ha permesso all’umanità di progredire in tutti i campi». Un genio dotato di umiltà contro l’opinione laicista e superba, carica di odio e d’ignoranza convinta che la religione sia stata e ancora sia un ostacolo ai progressi scientifici. Non solo questa opinione è totalmente sbagliata, ma non tiene conto del contributo della religione al progresso dell’umanità va ben oltre le scoperte e le invenzioni in campo scientifico e tecnologico. Dagli occhiali al caffè cappuccino. Dalle note musicali ai caratteri ereditari della moderna genetica. Dal telescopio equatoriale all’uso dei segni più e meno in matematica, passando per le equazioni differenziali… Chi l’avrebbe mai detto che la funzione delle ovaie l’avesse scoperta un vescovo?

 Come la prenderebbe quel noto matematico piemontese anticlericale[1] che oltre a non conoscere i progressi della sua disciplina dovuti proprio al Cristianesimo e all’Islam, si permette di sproloquiare in un libro sul motivo per cui – a suo parere – Dio non esiste? Secondo lui «la vera religione è la matematica». Ma senza la religione oggi lui dovrebbe fare un altro lavoro. Forse potrebbe fare il matematico che rispetta la fede. “Fede” che – in un certo senso – c’è anche in matematica. Forse non ha pensato che la congettura di Golbach è un puro atto di “fede”. E’ data sì per vera, ma nessuno è mai riuscito a dimostrare che ogni numero pari maggiore di 2 può essere scritto come somma di due numeri primi. Dunque una cosa creduta e non dimostrata! Uno dei maggiori problemi irrisolti della teoria dei numeri. Teoria – detto per inciso – formulata da Pierre de Fermat, grande estimatore della consulenza dei matematici gesuiti. Gli stessi che hanno scoperto  le funzioni iperboliche e le equazioni differenziali, l’iperbole rettangolare, le geometrie non euclidee, e così via. Tutti preti.

 Che scacco per quel professore superbo che in storia della matematica meriterebbe il voto inventato proprio dai matematici induisti: lo zero. Un primo studio dello zero, dovuto a Brahmagupta, risale al 628. Allora, con molta umiltà e una buona dose di stupore forse è meglio conoscere ed essere grati a tanti uomini di scienza e di puro genio, che da Dio hanno ricevuto questo talento ed umilmente Gli sono stati grati. E noi a Lui per il loro ingegno. D’altra parte, l’uomo è più grande quando si inginocchia – come scriveva Alessandro Manzoni – e di conseguenza è ancora più piccolo quando dal basso della sua arroganza sfida Dio e per questo rimane cieco alla vera saggezza.  Per questo Gesù esclamò: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli». (Mt 11,25)I piccoli sono le persone umili e i geni che andremo a conoscere tra poco sono state tutte persone umili nella loro grandezza. Umili geni come Guglielmo Marconi, che disse: «La scienza è incapace di dare la spiegazione della vita; solo la fede ci può fornire il senso dell’esistenza: sono contento di essere cristiano». O come Louis Pasteur:  «Più studio e più acquisto la fede del contadino». O ancora Isaac Newton di cui quel professore arrogante è un grande estimatore:  «Questa notte io fui assorbito dalla meditazione della natura. Ammiravo il numero, la disposizione, la corsa di quei globi innumerevoli. Ma ammiravo ancor più l’Intelligenza infinita che presiede a questo vasto meccanismo. Dicevo a me stesso: Bisogna essere ben ciechi per non restare estasiati a questo spettacolo, sciocchi per non riconoscerne l’Autore, pazzi per non adorarlo… L’uomo che non ammette Dio è un pazzo». Proprio così. Newton darebbe del pazzo ad un suo estimatore malato di razionalismo. Cosa ben diversa dalla razionalità.

I religiosi hanno scoperto così tanto perché la conoscenza è un modo di avvicinarsi a Dio, fonte di ogni sapienza. Un modo per volere conoscere sempre di più con un atteggiamento di stupore e umiltà. Il grande scrittore russo  Lev Tolstoj scisse: «Ritengo che la verità religiosa sia l’unica verità accessibile all’uomo, e la dottrina cristiana io la ritengo una verità che – lo vogliano riconoscere gli uomini o no – si trova a fondamento di tutto il sapere umano». Inoltre il privilegio dello studio è stato per diversi secoli riservato ai membri del clero. 

“Nei cosiddetti Secoli Bui il progresso fu tale che, non più tardi del XIII secolo, l’Europa si era spinta ben oltre Roma, la Grecia e il resto del mondo. Perché? Principalmente perché il Cristianesimo insegnava che il progresso era “normale” e che “nuove invenzioni sarebbero sempre state prossime”. Questa era l’idea rivoluzionaria. E la fiducia nel progresso non si limitava solamente alla tecnologia e alla cultura più elevata. L’uomo medievale europeo era altrettanto incline a sviluppare modi migliori per fare le cose”.[2]    

 E’ l’immenso mistero della libertà dell’uomo che faceva dire a Isaac Newton «l’uomo che non ammette Dio è un pazzo» e a Stephen Hawking – dalla stessa cattedra di Cambridge tre secoli dopo – che Dio non esiste perché non esiste tempo prima del Big Bang e quindi nessuno può avere creato nulla prima del tempo. Teoria del Big Bang – per inciso – sviluppata nel 1927 da un giovane prete gesuita belga: Padre Georges Lemaître. Possiamo capire che Hawking sia depresso per il suo grave handicap e per non aver mai vinto il premio Nobel. Premio che nel 1909  fu assegnato a Guglielmo Marconi, che disse:  «Credo nella potenza della preghiera come cristiano e come scienziato… La scienza è incapace di dare la spiegazione della vita; solo la fede ci può fornire il senso dell’esistenza: sono contento di essere cristiano». Giustificare la non esistenza di Dio screditando millenni di culture e la fede di miliardi di persone con una pseudo teoria scientifica basata sul tempo non fa certo onore alla sua intelligenza. E’ stata la Chiesa che ha creato le prime università e ha giocato un ruolo primario nella rivoluzione scientifica. Questi contributi storici hanno reso possibile anche la sua carriera. La Bibbia dice: Lo stolto pensa: «Dio non esiste» (Salmo 53,2). La questione non riguarda tanto l’intelligenza, ma l’umiltà. Non è solo con l’intelligenza che si giunge alla fede. Non è l’intelligenza che può mettere in discussione l’esistenza di Dio. In realtà fede e ragione non sono in contrasto. La conoscenza della realtà non è mai solo un fatto razionale, come nell’illusione razionalista. Pensiamo all’amore. E’ un fatto razionale innamorarsi? Solo con la ragione il mondo finirebbe. Nessuno si innamorerebbe più di nessuno. Cosa conoscerei del mistero di una persona solo con la ragione? O del senso di quadro? Forse quanto è grande la cornice e quale tecnica è stata usata per dipingerlo. Troppo poco. Senza valori spirituali la conoscenza è incompleta e l’uomo si riduce ad una macchina pensante. Giovanni Paolo II scriveva:  «La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s’innalza verso la contemplazione della verità. E’ Dio ad aver posto nel cuore dell’uomo il desiderio di conoscere la verità e, in definitiva, di conoscere Lui perché, conoscendolo e amandolo, possa giungere anche alla piena verità su se stesso»[3]. La fede senza la ragione e la ragione senza la fede sono due tipi di fanatismi estremi ed opposti che non portano allo sviluppo dell’uomo, ma solo a disastri ideologici. Il matematico italiano Vincenzo Flauti (1782-1863) pubblicò la “Teoria dei miracoli”, una dimostrazione matematica dell’esistenza di Dio. George Boole –  inventore della logica matematica – espresse in formule la dimostrazione dell’esistenza di Dio.

    Fatto sta che quando la scienza cerca di intromettersi nella fede religiosa per screditarla, fa solo un’operazione di goffa superbia. Quando la fede religiosa di tanti geni ha alimentato il  desiderio di capire, di scoprire e di inventare,  ha sempre portato a grandi progressi per l’umanità. 

    E – detto per inciso – la tesi di Stephen Hawking non tiene, perché il tempo non è (solo) un concetto scientifico, ma soprattutto metafisico. Come la fede. Dio è al di là del concetto di tempo, la vita intelligente non può generarsi da sola. Vita il cui senso ultimo va ben oltre le spiegazioni scientifiche. Le stesse leggi fisiche dell’universo potenti e costanti non possono generarsi da sole, ma necessitano di una Mente trascendente. Uno scienziato superbo non smonterà mai la fede religiosa. Solo gli umili geni hanno dato e continueranno a dare un importante aiuto all’umanità. Grazie anche alla loro grande fede. 


[1] Piergiorgio Odifreddi

[2] Rodney Stark, La vittoria della ragione. Come il Cristianesimo ha prodotto libertà, progresso e ricchezza – Torino, Lindau,2006., p. 93

[3] Giovanni Paolo II, Enciclica Fides et Ratio, 1, 1998

Giorgio Nadali

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Capodanno e calendario gregoriano invenzioni cattoliche


di Giorgio Nadali

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Calendario gregoriano e Anno bisestile

Fu il papa italiano Gregorio XIII (Ugo Boncompagni- 1502-1585) che nel 1582 inventò l’attuale calendario in uso nei Paesi cattolici, sostituendo il vecchio calendario giuliano, inventato dall’astronomo greco Sosigene di Alessandria nel I Sec. a.C. e adottato da Giulio Cesare nel 46 a.C.  Gregorio XIII introdusse il calendario gregoriano su base solare, con la bolla Inter Gravissimas. Entrò in vigore il 15 ottobre 1582. I Paesi protestanti, luterani e calvinisti non accettarono la riforma e mantennero il calendario giuliano – che prevedeva il capodanno il primo di aprile – sino al XVIII secolo. Da qui l’usanza di chiamare “sciocchi di Aprile” (April’s fools) coloro che non si erano adattati. Questo diede origine alla burla del pesce d’aprile. L’anno solare si discosta, anche dopo la riforma giuliana, di circa 11 minuti rispetto ai 365 giorni e 1/4 (bisestile). Ogni 128 anni si sommano differenze di circa un giorno, o l’equivalente di 3 giorni ogni 400 anni. Per questo papa Gregorio XIII nel 1582 introdusse una nuova riforma, sostenuta dal medico Aloysius Lilius (Luigi Giglio o Lilio), dal matematico gesuita Cristoforo Clavio e dal matematico e vescovo domenicano Ignazio Danti (al secolo Pellegrino Rainaldi Danti). La riforma gregoriana stabilì che gli anni secolari non divisibili per 400 non erano bisestili (quando previsto dal calendario giuliano), quindi dovevano avere 28 giorni in febbraio. Di conseguenza tutti gli anni che terminano con due zeri e sono divisibili per 4 non sono bisestili. Con la riforma gregoriana furono corretti gli errori del passato: il giorno successivo a quello di giovedì 4 ottobre 1582 fu venerdì 15 ottobre, con un salto di 10 giorni. Il periodo fu scelto in quei dieci giorni perché  non vi erano ricorrenze solenni. Il calendario gregoriano si è diffuso nella maggior parte degli stati in modo graduale. Furono ritardatari: Germania (1775), Gran Bretagna (1752), Svezia (1753), Russia (1918), Giappone (1873), Cina (1812 e 1949). Il calendario gregoriano ha un’approssimazione di errore di un giorno ogni 3000 anni. La riforma di papa Gregorio XIII corregge l’epatta – cioè l’età della Luna al 31 dicembre dell’anno precedente – chiamandola «equazione lunare». L’epatta gregoriana si ripete con un periodo di 5.700.000 anni.

 Capodanno

 L’usanza di celebrare l’inizio dell’anno il primo di gennaio fu voluta da papa Gregorio XIII nel 1582 (vedi sopra) in seguito alla sua riforma del vecchio calendario giuliano.

 Natale e calcolo degli anni dalla nascita di Gesù Cristo

 Il Natale non è presente tra i primi elenchi di festività cristiane di Sant’Ireneo e Tertulliano. Il monaco Dionigi il Piccolo nel 527 calcolò la data esatta della nascita di Cristo e introdusse l’usanza di contare gli anni ab Incarnatione Domini nostri Iesu Christi, cioè “dall’Incarnazione del nostro Signore Gesù Cristo”. Il processo che portò il 25 dicembre (antica data pagana della festa della luce, i lupercàli romani) a divenire la ricorrenza della nascita di Gesù Cristo per tutta la cristianità, iniziò solo nel III secolo e durò fino a quello successivo con variazioni temporali secondo le diocesi. Questa usanza si diffuse in tutto il mondo cristiano entro l’VIII secolo, sostenuta da Beda il Venerabile. La nascita di Cristo è avvenuta in realtà 6 o 7 anni prima dell’anno 1. Fu Dionigi a scoprire l’errore. Solo la nascita di Gesù Cristo ha diviso la storia in prima e dopo di lui ed è il calcolo del tempo più diffuso al mondo. Non esiste attualmente un calcolo del tempo che non parta da un fatto storico di una religione mondiale. Non esistono calendari “laici”.

 Giorgio Nadali

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La dieta religiosa halal e kosher: i cibi religiosi piacciono perché più leggeri


di Giorgio Nadali

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Animalisti forse scontenti per il terribile modo in cui sono macellati gli animali per l’alimentazione halal, secondo i precetti islamici e quelli kosher ebraici. Salutisti invece felici per la leggerezza di questi alimenti. Gli animali devono essere coscienti al momento dell’uccisione, anche se bendati. Il  macellaio musulmano deve girare la testa dell’animale verso la Mecca e pronunciare la formula della basmala – “In nome di Dio, Clemente, Misericordioso” prima di dissanguarlo con un solo colpo recidendo la trachea e l’esofago. Niente elettronarcosi o pistola a proiettile captivo usati nei mattatoi laici. La macellazione halal è vietata nella maggior parte dei paesi europei perché contravviene alle leggi internazionali sulla tortura degli animali. Due macellazioni simili, la halal islamica e la schechità ebraica eliminano tutti i grassi. Quest’ultima con una tecnica: la nikkùr. Al salutista interessa che Il grasso – lo chelev –  venga eliminato e non sa che questo ha anche un significato religioso. L’assorbimento dei grassi dell’animale rappresenta un accumulo egoistico e la loro metabolizzazione corromperebbe la natura altruistica dell’ebreo. Ma questo giova anche alla dieta di chi giudeo non è. E con tanto  di approvazione divina: “potrai ammazzare bestiame grosso e minuto che il Signore ti avrà dato, come ti ho prescritto” (Deuteronomio 12,21).  «Parla agli Israeliti e riferisci loro: Non mangerete alcun grasso, né di bue, né di pecora, né di capra ». (Levitico 7,23).

Nel 2010 è stato inaugurato un angolo per la carne kosher e halal nell’ Ipercoop Casilino di Roma, con soddisfazione di clienti musulmani, ebrei e salutisti e manifestazioni di protesta da parte di animalisti, davanti al negozio. La carne presenta la dicitura “conforme al rito islamico la procedura di stordimento preventivo”. In deroga al decreto legislativo 333/1998. Un imam presiede alle operazioni di sgozzamento presso l’esercizio commerciale.

Non solo carne però. I cibi kosher sono più leggeri anche perché non possono contenere strutto, olii e grassi animali idrogenati, additivi, ecc.  

Ogni anno nel mondo 2500 prodotti diventano kosher, per un mercato di 150 miliardi di dollari di cui 5 solo in Italia.

Il cibo Kosher si può suddividere in tre gruppi:

–          a base di carne

–          a base di latte 

–          “Parve” che significa “neutrale”. E’ il cibo che non contiene ingredienti né di carne né di latte, come la frutta e verdura. Un cibo neutrale, può inquinarsi a seguito della lavorazione o cottura.

Il vino e il succo d’uva possono essere approvati solo dai rabbini. Il pane è  a rischio se è cotto nello stesso forno di pane o dolci non Kosher, il che lo renderebbe automaticamente non Kosher: in effetti, nessun pane non controllato può essere considerato Kosher.  La margarina contiene grassi ed emulsionanti che possono avere un’origine animale e quindi si può impiegare solo quella approvata da un rabbino. In Italia 200 sono le aziende autorizzate Kosher, ma solo 20 usano il marchio.

Gli ebrei hanno ben 613 comandamenti – detti mitzvot– anche se non tutti vengono osservati oggi. I più religiosi ne osservano al massimo la metà. Gli altri sono in disuso. Quelli riferiti al cibo e osservati ancora oggi sono:

 

176 Esamina i segni degli animali per valutare se sono kasher o non kasher. – Lev. 11:2

177 Esamina i segni dei volatili per valutare se è kasher o non kasher. – Deut. 14:11

178 Esamina i segni dei pesci per valutare se sono kasher o non kasher. – Lev. 11:9

179 Esamina i segni degli insetti per valutare se sono kasher o non kasher. – Lev. 11:21

180 Non mangiare animali non kasher. – Lev. 11:4

181  Non mangiare volatili non kasher. – Lev. 11:13

182  Non mangiare pesci non kasher. – Lev. 11:11

183  Non mangiare insetti volanti non kasher. – Deut. 14:19

184  Non mangiare creature che strisciano sulla terra. – Lev. 11:41

185  Non mangiare larve. – Lev. 11:44

186  Non mangiare vermi trovati nei frutti della terra. – Lev. 11:42

187 Non mangiare creature che vivono nell’acqua e non sono pesci. – Lev. 11:43

188 Non mangiare la carne di animali che sono morti in maniera diversa dalla macellazione rituale. – Deut. 14:21

189 Non mangiare carne di un animale che abbia ucciso una persona. – Es. 21:28

190 Non mangiare la carne di animali feriti a morte. – Es. 22:30

191 Non mangiare parti di animali strappati ad animali ancora viventi. – Deut. 12:23

192 Non mangiare sangue. – Lev. 3:17

193 Non mangiare parti grasse di animali puri. – Lev. 3:17

194 Non mangiare il nervo sciatico. – Gen. 32:33

195 Non mangiare carne e latte cotti insieme. – Es. 23:19

196 Non cuocere carne e latte insieme. – Es. 34:26

197 Non mangiare pane ottenuto da grano fresco prima dell’offerta di un omer dovuta nel secondo giorno di Pesach. – Lev. 23:14

198  Non mangiare grano abbrustolito prima dell’offerta di omer. – Lev. 23:14

199 Non mangiare grano appena maturato prima dell’offerta di omer. – Lev. 23:14

200 Non mangiare i frutti di alberi che non siano piantati da almeno tre anni. – Lev. 19:23

201 Non mangiare frutti di semi differenti piantati in una stessa vigna (in Israele). – Deut. 22:9

202 Non mangiare i prodotti dai quail non siano state sottratte le decime. – Lev. 22:15

203 Non mangiare o bere alcunché che sia stato offerto in sacrificio agli idoli. – Deut. 32:38

204 Macella in maniera rituale un animale prima di mangiarlo. – Deut. 12:21

205 Non macellare un animale e i suoi figli lo stesso giorno. – Lev. 22:28

206 Ricopri con la terra il sangue di un animale macellato. – Lev. 17:13

Giorgio Nadali

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La matematica di Dio contro i professori atei e ignoranti


di Giorgio Nadali

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Albert Einstein diceva: «Senza la religione l’umanità si troverebbe oggi ancora allo stato di barbarie… E’ stata la religione che ha permesso all’umanità di progredire in tutti i campi». Un genio dotato di umiltà contro l’opinione laicista e superba, carica di odio e d’ignoranza convinta che la religione sia stata e ancora sia un ostacolo ai progressi scientifici. Non solo questa opinione è totalmente sbagliata, ma non sa che il contributo della religione al progresso dell’umanità va ben oltre le scoperte e le invenzioni in campo scientifico e tecnologico. Dagli occhiali al caffè cappuccino. Dalle note musicali ai caratteri ereditari della moderna genetica. Dal telescopio equatoriale all’uso dei segni più e meno in matematica, passando per le equazioni differenziali. E chi l’avrebbe mai detto che la funzione delle ovaie l’avesse scoperta un vescovo?

     Come la prenderebbe quel noto matematico piemontese anticlericale e superbo che oltre a non conoscere i progressi della sua disciplina dovuti proprio al Cristianesimo e all’Islam, si permette di sproloquiare in un libro sul motivo per cui – a suo parere – Dio non esiste? Secondo lui «la vera religione è la matematica». Ma senza la religione dovrebbe oggi fare un altro lavoro. Forse il matematico che lascia stare la fede. “Fede” che c’è anche in matematica. Non sa che la congettura di Golbach è un puro atto di “fede”. E’ data per vera, ma nessuno è mai riuscito a dimostrare che ogni numero pari maggiore di 2 può essere scritto come somma di due numeri primi. Una cosa creduta e non dimostrata! Uno dei maggiori problemi irrisolti della teoria dei numeri. Teoria – detto per inciso – formulata da Pierre de Fermat, grande estimatore della consulenza dei matematici gesuiti. Gli stessi che hanno scoperto  le funzioni iperboliche e le equazioni differenziali, l’iperbole rettangolare, le geometrie non euclidee, e così via. Tutti preti.

     Che scacco per quel professore superbo che in storia della matematica meriterebbe il voto inventato dai matematici induisti: lo zero. Un primo studio dello zero, dovuto a Brahmagupta, risale al 628. Allora, con molta umiltà e una buona dose di stupore forse è meglio conoscere ed essere grati a tanti uomini di scienza e di puro genio, che da Dio hanno ricevuto questo talento ed umilmente Gli sono stati grati. E noi a Lui per il loro ingegno. D’altra parte l’uomo è più grande quando si inginocchia – come diceva Alessandro Manzoni – e di conseguenza è ancora più piccolo quando dal basso della sua arroganza sfida Dio e per questo rimane cieco alla vera saggezza.  

     Nel Vangelo di Luca (10,21) Gesù esclama: «Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così a te è piaciuto». I piccoli sono le persone umili. E i geni che andremo a conoscere tra poco sono state tutte persone umili nella loro grandezza. Umili geni come Guglielmo Marconi, che disse: «La scienza è incapace di dare la spiegazione della vita; solo la fede ci può fornire il senso dell’esistenza: sono contento di essere cristiano». O come Louis Pasteur:  «Più studio e più acquisto la fede del contadino». O ancora Isaac Newton di cui quel professore arrogante è un grande estimatore:  «Questa notte io fui assorbito dalla meditazione della natura. Ammiravo il numero, la disposizione, la corsa di quei globi innumerevoli. Ma ammiravo ancor più l’Intelligenza infinita che presiede a questo vasto meccanismo. Dicevo a me stesso: Bisogna essere ben ciechi per non restare estasiati a questo spettacolo, sciocchi per non riconoscerne l’Autore, pazzi per non adorarlo… L’uomo che non ammette Dio è un pazzo».

 Algebra

 Il matematico persiano Abū Jaʿfar Muhammad ibn Mūsā al-Khwārizmī, (780 – 850) è l’autore dell’al-Kitāb al-mukhtaar fī isāb al-ǧabr wa al-muqābala, il primo libro che tratta soluzioni sistematiche di equazioni lineari e di secondo grado. Viene considerato pertanto il padre dell’algebra, titolo che divide con Diofanto.

 I segni più e meno

 L’introduzione dei segni “più” e “meno” nella matematica italiana, furono tutti successi tipici della Compagnia di Gesù (i Gesuiti), e scienziati influenti come Fermat, Huygens, Leibniz e Newton il non furono i soli a tenerli da conto come preziosi consulenti…

 Rapporto aureo

 Luca Bartolomeo de Pacioli o anche Paciolo (1445 circa – 1517). Sacerdote. Nel 1509 pubblicò una traduzione latina degli Elementi di Euclide e un testo che aveva già concepito alla corte di Ludovico il Moro, il De Divina Proportione (1497), con le celebri incisioni dovute a Leonardo da Vinci raffiguranti suggestive figure poliedriche. Sono le questioni attinenti al rapporto aureo che danno il titolo al libro, che si estende poi a questioni cosmologiche e matematiche connesse ai solidi platonici e ad altre tipologie di poliedri

  Teoremi per determinare la superficie ed il volume dei solidi di rotazione

 Habakkuk Guldin (Paolo Guldino) (1577-1643). Si converte dall’Ebraismo nel 1597 e diventa prete gesuita. nell’opera “Centrobaryca” (baricentri), edita in tre volumi (1635,1640,1641), si trovano i due teoremi che portano il suo nome.

 Primo teorema:

 L’area di una superficie di rotazione ottenuta ruotando di un angolo  attorno all’asse z una curva regolare semplice γ di supporto Γ è dove x è l’ascissa del baricentro della curva e  è la lunghezza di γ.

 Secondo teorema:

 Il volume di un solido di rotazione Ω ottenuto ruotando di un angolo  attorno all’asse z una figura piana K è dove x è l’ascissa del baricentro della figura piana e A è l’area di K,

  Numeri di Cullen nella teoria dei numeri

 I numeri di Cullen sono stati scoperti dal prete gesuita James Cullen (1867-1933). Fanno parte della teoria dei numeri –  quel ramo della matematica pura che si occupa delle proprietà dei numeri interi. Sono quei numeri naturali  indicati con:   Cn = n . 2 alla n + 1

 Monomi

 Nel 953 Abu Bekr ibn Muhammad ibn al-Husayn Al-Karaji o semplicemente al-Karkhi fu il primo a slegare l’algebra dalle operazioni geometriche per sostituirle con quelle aritmetiche che sono tutt’oggi il cuore dell’algebra. E’ stato il primo a definire i monomi x, x2, x3, … e 1 / x, 1 / x2, 1 / x3, …  e a dare regole per i prodotti di qualsiasi coppia di questi. Ha fondato una scuola algebrica che ha prosperato per secoli. Ha scoperto il teorema dei binomi per gli esponenti interi.

 Funzioni iperboliche ed equazioni differenziali

 Vincenzo Riccati (1707-1775). Prete gesuita. Figlio del matematico Jacopo Riccati. Tra  le equazioni differenziali anche quella che porta il suo nome

 Infinitesimali

 André Tacquet (1612-1660). Prete gesuita.

 Geometrie non euclidee

 Giovanni Girolamo Saccheri  (1667-1733). Prete gesuita. Considerato il padre, seppure inconsapevole, delle geometrie non euclidee.

Saccheri voleva provare il V postulato di Euclide sulle rette parallele attraverso una dimostrazione per assurdo. Il suo punto di partenza fu il quadrilato birettangolo isoscele, ovvero un quadrilatero con due lati opposti congruenti ed entrambi perpendicolari ad uno solo degli altri lati. Saccheri introdusse dunque tre ipotesi sugli angoli del quadrilatero opposti a quelli costruiti retti. Nel 1697 pubblicò un notevole trattato di logica e nel 1708 un trattato di statica. Nel 1733, l’anno della sua morte, uscì l’opera di maggiore importanza per la storia dei fondamenti della geometria e per la quale la sua figura è oggi ampiamente ricordata: “Euclides ab omni nævo vindicatus” (Euclide riscattato da ogni difetto). In essa, Saccheri dimostrò per assurdo il postulato delle rette parallele di Euclide.

 Iperbole rettangolare

 Gregory Saint Vincent, Prete gesuita (1584-1667) La scoperta fu essenziale per i logaritmi

 Tommaso Ceva, Prete gesuita  (1648 – 1737)  In Opuscola mathematica (1699) riunì varie note di matematica e di geometria, tra le quali la descrizione di uno strumento, da lui ideato, per ottenere meccanicamente la divisione di un angolo in parti uguali

 La difficile matematica induista

 Il bramino indù Baudhāyana nel IX secolo A.C. scrisse la Baudhayana Shrauta Sutra. – un’appendice dei testi sacri induisti chiamati Veda – con regole per la costruzione di altari, ma anche di importanti regole matematiche. C’è infatti più matematica che religione in questo testo sacro indù! Parla di sacrifici vedici, ma anche della quadratura del cerchio, del teorema di Pitagora – tre secoli prima della sua formulazione da parte del matematico greco – e della radice di 2.

 Lo Zero

 La prima esposizione sistematica dei numeri con lo zero è del matematico indiano Brahmagupta nel VII secolo d.C. Furono poi gli Arabi in questo 810 d.C. – con il matematico

 Muhammad ibn Al-Khwarizimi (780-850) – durante la loro dominazione a utilizzarli  (come concetto ma non come scrittura) e solo molto più tardi con a possibilità di fare risultati di aritmetica pratica, fu Leonardo Fibonacci (1170-1230) a diffonderli nell’Europa medioevale, con il suo trattato “Liber abaci”. Essendo notoriamente usati dagli arabi,     impropriamente si chiamarono numeri arabi, invece la scrittura vera e propria era quella indiana.

 L’uso dello zero come numero in sé è un’introduzione relativamente recente della matematica, che si deve ai matematici indiani. Un primo studio dello zero, dovuto a Brahmagupta, risale al 628.

 Brahmagupta diede notevoli contributi all’algebra: nella sua opera si trovano soluzioni generali alle equazioni di secondo grado, comprendenti due radici anche nel caso che una di esse sia negativa. Diede parecchi contributi anche allo sviluppo dell’analisi indeterminata. Fu il primo a dare una soluzione generale all’equazione diofantea lineare ax + by = c, dove a, b, c sono numeri interi. Perché questa equazione abbia soluzioni intere occorre che il massimo comune divisore di a e b divida anche c; Brahmagupta sapeva che se a e b sono primi fra loro, tutte le soluzioni dell’equazione sono date da x = p + mb, y = q – ma, dove m è un numero intero arbitrario. Suggerì anche l’equazione diofantea di secondo grado x2 = 1 + py2, che prende il nome da John Pell (1611-1685), ma che viene usata per la prima volta nel problema archimedeo dei buoi.

 L’equazione attribuita a Pell venne risolta per alcuni casi speciali da un altro matematico indiano di epoca posteriore, Bhaskara (1114-1185). Va a Brahmagupta il pieno merito di aver fornito tutte le soluzioni intere dell’equazione diofantea lineare, mentre Diofanto si era limitato a dare una soluzione particolare di un’equazione indeterminata.

 Giorgio Nadali

I cattivi maestri di black bloc, indignati e violenti


di Giorgio Nadali

www.giorgionadali.it

Amo l’odio, bisogna creare l’odio e l’intolleranza tra gli uomini, perché questo rende gli uomini freddi e selettivi e li trasforma in perfette macchine per uccidere“. Chi l’ha scitto? Che Guevara. Bandiere col suo volto alle manifestazioni di pacifisti, “indignati”, di semplici comunisti… Un volto, un programma di vita.  Il “Che” diceva: “Mi rendo conto di aver maturato in me qualche cosa che da tempo cresceva nel frastuono cittadino: l’odio per la civiltà, la rozza immagine di persone che si muovono come impazzite al ritmo di quel tremendo rumore”. Ed ecco pronte orde di animali in preda a deliri vandalici, perché  “La via pacifica è da scordare e la violenza è inevitabile. Per la realizzazione di regimi socialisti dovranno scorrere fiumi di sangue nel segno della liberazione, anche al costo di vittime atomiche”. Non c’è da meravigliarsi che un’ideologia basata sull’odio generi individui pronti alla violenza. D’altra parte, chi non è all’altezza di costruire può solo distruggere. 100 milioni le “vittime del comunismo”. In comune col Nazismo: entrambe le ideologie non accettano la natura umana. Vogliono cambiare l’uomo. In peggio. Il Nazional Socialismo (Nazismo) discrimina su base razziale. E’ una falsa biologia. Il Comunismo discrimina su base sociale. Lotta di classe. Proletari contro borghesi. Una fasa sociologia. L’invidia è alla sua base. Se hai delle qualità migliori degli altri, queste non possono emergere. Tutti devono appiattirsi all’ideologia. Ideologie contro. Mai “per”. Un cancro della società che oggi è malata anche di altri 3 grandi mali: il relativismo (opinioni assunte a verità, non vi sono verità valide per ogni uomo. Il bene e il male sono cose relative. Tranne poi compiacersi della carta universale dei diritti umani, nata in ambiente cristiano. Universale è il contrario di relativo). La proliferazione di presunti diritti. Oggi al parola magica per far passare ogni capriccio è “diritto”. E’ chiaro che il relativismo favorisce questo. Non essendoci una verità assoluta sull’Uomo, ogni opinione è buona. Ogni capriccio è un diritto. Terzo. La libertà senza la responsabilità. Deresponsabilizzando la persona la libertà diventa il terreno dell’utilitarismo più cinico.

Forse chi ha distrutto la statua della Madonna nei recenti scontri di Roma non sa che l’unica Religione che considera ogni uomo come un fratello è il Cristianesimo. Dovrebbe provare ad essere un lebbroso in India e subire il disprezzo dei sacerdoti indù che ti dicono che se sei così è frutto del tuo karma, che è peggio per te, che sei un fuori casta. Chi prende l’aereo e va ad aiutare quei poveracci sono i cattolici. Non per convertire, ma per amare ogni uomo in nome di un Dio che è “uno di noi”, che si è fatto “uno di noi”. Gli stessi che ti danno un piatto di minestra se non sai come mangiare all’ora di pranzo. Prova a a bussare al tuo centro sociale o al tuo Sindaco… E non ti chiederemo se sei bianco o nero, clandestino o regolare, musulmano o ateo. Neanche se sei un deficiente, o ti compiaci della tua ideologia distruttrice, hai per idoli dei criminali, o ti piace la morte, l’aborto, l’eutanasia, la droga, e tutto ciò che non ha niente a che fare con l’amore vero…  perché – lo sappiamo – lo scriveva Konrad Adenauer: “all’intelligenza Dio ha posto limiti, alla stupidità no”.
  

PACE CRISTIANA

PACIFISMO IDEOLOGICO
 X  E’ basata su 4 princìpi fondamentali:X  GIUSTIZIA, VERITA’, CARITA’, LIBERTA’ La Veritàdistingue il bene dal maleX  La Giustiziastabilisce diritti e doveri e li rispettaX  La Libertàtutela la dignità della persona X  La Caritàcrea le condizioni per la pace: Perdono (lo chiedo o lo offro). Aiuto di chi è in difficoltà (difesa, protezione, sostegno…)X  Il simbolo della pace è la Croce di Cristo: Colui che vincendo per noi la morte e il peccato ci ha riconciliati con Dio Padre.X  E’ impegno per la giustizia e frutto della caritàX  E’ dono di Dio. La shalombiblica è pienezza del bene e della verità.X  Ha 2000 anni

X  Non esiste pace senza giustizia e verità. La verità è qui il rispetto della dignità di ogni uomo, figlio di Dio.

X  Gesù dà la sua pace non come la dà il mondo. Vuol dire una pace duratura con Dio che mi fa rispettare e amare ogni figlio di Dio.

X  E’ pronta al sacrificio personale per ristabilire la pace, a costo della propria croce. L’indifferenza

X  non costruisce la pace

X  E’ pronta al dialogo

X  La non violenza è non odiare e cercare soluzioni pacifiche. Non vuol dire non difendersi

X  Prevede il diritto ad una legittima difesa

X  Prevede l’uso della forza, anche militare in caso di attacco esterno o quando ogni sforzo diplomatico è risultato inutile (ius ad bellum. S. Agostino). Gli stati hanno il diritto di difendersi.

X  Non è per il disarmo totale. Gli eserciti servono a mantenere la pace, come deterrente contro i violenti e per difendere la propria nazione. Ogni caserma ha un cappellano militare, un sacerdote col grado di ufficiale per assistere i militari cattolici. Esiste un Ordinario (un Vescovo) militare.

X  L’obiezione di coscienza contro il servizio militare non è (quindi) obbligatoria

X  “Vi è stato detto: Occhio per occhio, dente per dente” (Ain ta ha ain Shen ta ha shen). Ma io vi dico di non opporvi al malvagio. Anzi, se uno ti percuote sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra” (Gesù, Vangelo di Matteo 5,39)

        Non vuol dire subisci passivamente la violenza,

        ma dai un’altra possibilità al confronto pacifico.

        Gesù invita a rinunciare alla logica della 

        vendetta, ancora presente nell’Antico  

         Testamento.

X  In caso di assoluta necessità si può colpire l’aggressore.

X  Violenza è solo l’abuso delle proprie forze (fisiche, morali, psicologiche). La difesa di un innocente non è violenza. Solo l’aggressione lo è.

 

 

  • E’ lotta politica
  • E’ ideologia politica
  • Il simbolo della pace, è in realtà un simbolo anticristiano. La croce rovesciata e cerchiata. Nacque negli anni settanta quando alcuni movimenti pacifisti antireligiosi credevano che senza la religione ci sarebbe stata pace nel mondo. Essa rappresenta la croce del cristo con le braccia abbassate in segno di disperazione. Infatti il simbolo è anche la Runa della Morte nell’alfabeto runico Futhark
  • Mette sullo stesso piano aggrediti e aggressori
  • Nega il diritto ad uno stato di una difesa armata
  • Ha 36 anni (Berkley 1968)
  • E’ per il disarmo totale incondizionato
  • Nessun uso della forza, anche se necessario e inevitabile per aiutare un popolo oppresso da un regime violento.
  • E’ contrario all’invio di nostri militari per le missioni di mantenimento della pace (peace keeping) in stati che hanno appena ristabilito una precaria situazione di pace (Es. Kossovo, Afghanistan, ecc.)
  • Molti episodi violenti in manifestazioni pacifiste (rottura di vetrine, imbrattamenti con vernice, atti di vandalismo, ecc.)
  • E’ semplice quieto vivere
  • Odia chi la pensa diversamente
  • Obiezione di coscienza al servizio militare
  • Spesso si ispira ad un’ideologia politica che è presente in diversi stati come dittatura e negazione violenta dei diritti umani (Cuba, Corea del Nord, Cina, ecc.) e che ha causato 240 milioni di morti dissidenti dal regime negli ultimi cento anni.
  • E’ “antimperialista”
  • E’ fanatismo ideologico. Come ogni fanatismo dice: “Chi non è con noi è contro di noi”
  • La pace del mondo è una pace provvisoria e di tipo politico. C’è pace quando non c’è guerra. Non è la pace con Dio.
  • Parla di pace, ma odia qualcuno. (Es. l’America, Bush, ecc.). La Chiesa invita alla pace, ma non parla di pace condannando qualcuno.  
  • Agisce contro dei simboli (Questo è tipico di qualsiasi fanatismo)

 

Giorgio Nadali

www.giorgionadali.it

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