Quel tram chiamato desiderio


di Giorgio Nadali


Intervista di Giorgio Nadali pubblicata per PLAYBOY Italia, Novembre 2015

Dove va il desiderio maschile e quali sono le difficoltà che incontra? Quali sono i segreti dell’attrazione e della seduzione? Ne parliamo con il sessuologo e psichiatra Marco Rossi, della fortunata trasmissione “Loveline” di MTV.

È nella natura del desiderio di non poter essere soddisfatto, e la maggior parte degli uomini vive solo per soddisfarlo, scriveva Aristotele. Ma una vita serena passa per il soddisfacimento di un sano desiderio sessuale. “Provo un intenso desiderio di tornare nell’utero… di chiunque”. Se per Woody Allen è così, a noi basta invece fare centro in maniera un po’ più mirata, ma senza disperdere inutili energie. Ma come? Quali sono i segreti dell’attrazione? Non ci basta desiderare. Vogliamo essere desiderati! Gli esperti dicono che gli uomini hanno una libido maggiore delle donne, mentre il desiderio di signorine e signore è più “fluido”.
Secondo il sociologo americano Edward Laumann, “Il desiderio femminile è molto sensibile all’ambiente e al contesto della relazione”. Le fantasie sessuali femminili, a differenza di quelle maschili, esaltano il tatto, i sentimenti del partner, la risposte fisiche ed emotive a ciò che sta accadendo, l’umore e l’ambiente dell’incontro. È ciò che emerge da una ricerca delle psicologo dell’evoluzione Donald Symons, ma molti lettori se ne erano già accorti.
La concorrenza è spietata. Le donne fanno paragoni! Sono più inclini a fantasticare su un uomo col quale sono state in intimità e a concentrarsi sui dettagli personali del partner, compreso il fatto che lui è stato in grado di eccitarle emotivamente e sessualmente. Le fantasie femminili si sviluppano più lentamente, con più tempo dedicato ad immaginare carezze e a toccamenti non genitali, piuttosto che ad atti sessuali veri e propri. Quelle maschili – secondo diversi studi – sono più impersonali e visivamente sessuali con un’attenzione su immagini sessuali e atti espliciti. Noi maschi immaginano una varietà di partner sessuali… comprese tutte quelle “prede” desiderate, ma che ci sono sfuggite. Ecco dunque come fare perché questo non accada più. Che non ci sfuggano più – intendiamoci, non sulla varietà 😉

Dottor Rossi, quali sono i segreti della seduzione e gli errori più comuni che si fanno?
Il segreto maggiore della seduzione è l’autostima. Le donne sono particolarmente attirate da una sensazione di forza e di decisione che l’uomo è in grado di dare loro, contrariamente a come succede agli uomini, da un fattore estetico. Gli uomini sono attratti dall’aspetto estetico, mentre le donne da questa idea di forza e di decisione che l’uomo dà loro. Questa c’è solo se c’è una forte componente di autostima. L’errore che più facilmente viene commesso è quello dell’insistenza. Cioè insistere con una donna dà l’idea di avere bisogno di lei e questo non va bene per il gioco seduttivo, perché una donna deve comunque avere la sensazione che è lei in grado di attirare l’attenzione e non che l’uomo ha bisogno di lei perché ha un qualche tipo di esigenza. Invece deve avere la sensazione di no avere alcun tipo di esigenza, ma cerca proprio lei.
Quindi non bisogna corteggiare troppo?
Non bisogna essere troppo insistenti. Ad esempio spesso succede con i messaggi del tipo “buon giorno”, “buon pranzo”, “buon appetito”, “buona notte”… No! Assolutamente no! Essere troppo addosso dà l’idea di debolezza, di poca decisione e di poca autostima.
Cosa serve per fare sentire desiderata una donna?
Bisogna farla sentire importante per sé, ma non con insistenza. Facendo qualcosa di particolare, interessante, diverso, sconvolgente. Farla sentire importante, ma non perché senza di lei non possiamo vivere.

Parliamo delle tendenze del desiderio oggi. Esiste insoddisfazione? Dove si vanno a cercare stimoli e perché?
Quello che io noto rispetto all’insoddisfazione oggi è che siamo molto bersagliati da messaggi riguardanti la sessualità e c’è molta facilità di avere incontri sessuali e questo satura un po’ le capacità di eccitazione delle persone. Ci si illude che per potere sollecitare di più bisogna fare cose “strane”, le cosiddette trasgressioni. Bisogna invece tornare al sesso non finalizzato al puro piacere, cioè al piacere orgasmico, ma al sesso come divertimento. Quindi più piacere e meno orgasmo. Non dobbiamo credere che solo le trasgressioni ci fanno provare piacere. Quelle servono per arrivare ad un orgasmo più veloce. Bisogna invece avere un’idea di un sesso improntato ad un piacere più prolungato.
Perché spopolano i siti per incontri di persone sposate?
Perché dobbiamo tenere presente che viviamo in una società dove l’80 per cento delle persone o ha tradito o tradisce. Il tradimento è ormai all’ordine del giorno e questo trova in Internet un mezzo molto semplice per arrivare velocemente al risultato. Questi siti servono proprio per accelerare i tempi. Quindi un luogo virtuale con le stesse regole dei luoghi reali, dove le persone già cercano la stesse cose…

Come mai questo trend di tradimenti all’80%?
Perché ci si abitua molto facilmente a quello che si ha e quindi si vuole sempre qualcosa di più e ovviamente l’occasione fa l’uomo ladro e…

Secondo Lei una sana e attiva vita sessuale è essenziale per una salute psichica e psicologica?
Assolutamente sì! Chi non vive una vita sessuale appagante è una persona che va facilmente incontro a situazioni di ansia, spesso è più soggetto a forme depressive e comunque subisce molto più facilmente le conseguenze dello stress…

Quindi il detto “Tu non… fai abbastanza all’amore” (lo metto in maniera elegante) è vero!
Sì, è assolutamente vero! A patto però che sia appagante. Non è importante il numero di rapporti sessuali né con chi. L’importante è di sentirsi appagati.

Quindi esiste una frustrazione sessuale?
Questo è sempre stato così. Chi è solo, chi non riesce a trovare, chi ha poca capacità seduttiva vive in una condizione di frustrazione. Ecco però che imparare ad utilizzare in maniera i nuovi mezzi può essere di aiuto alle persone che sono meno dotate di arte seduttiva.
Quali mezzi?
Internet e i siti di incontri. Per chi è molto timido la virtualità rende più capaci di creare un contatto.

Cosa favorisce e fa calare il desiderio maschile e quello femminile?
Il desiderio maschile è favorito da tutto ciò che stimola le fantasie erotiche, che generano desiderio. Viene sfavorito invece dall’abitudine, dalle routine. Quello femminile è favorito da fantasie non erotiche, ma di situazioni. È sfavorito quando una donna si sente usata e non la regina dell’uomo che desidera.

Come favorire l’attrazione femminile e quanto in questa incide l’aspetto fisico di un uomo?
L’aspetto estetico di un uomo incide tra il 30 e il 40 per cento. Non intendo l’uomo esageratamente curato, depilato, abbellito, palestrato… L’uomo deve dare l’idea di forza. Essere virile e rozzo. Rozzo non vuol dire che puzza! Un uomo curato, ma non un uomo effeminato.

Perché George Clooney piace sempre a 50 anni?
Perché ha un fascino. In parte dall’aspetto estetico, ma dall’immaginario di forza e potere del suo mondo, che suscita. Però per chi non ha grandi caratteristiche estetiche, le donne vanno oltre l’aspetto estetico, se riesce a dare l’idea di forza e decisione.

Quindi è giusto vantarsi un po’e mettersi in mostra con una donna!
Sì, fanno bene. È chiaro che non bisogna esagerare. Non conquisti una donna solo se hai una Ferrari.

Allora anche chi ha la pancia ed è pelato può attirare…
Assolutamente sì, ma l’importante è che sia uomo. Tra un addominale scolpito in un uomo un po’ esagerato nella cura del corpo la donna preferisce quello che ha la tartaruga al contrario. La donna preferisce quello che la fa star bene e le fa vivere un bella situazione.

Quali sono secondo Lei gli errori più comuni che oggi si compiono nel corteggiamento?
L’esagerazione e il pensare solamente all’aspetto estetico. Meglio un uomo che sa parlare di arte.

Cosa vogliono le donne in una relazione?
Vogliono star bene. Una persona che le faccia sentire protette.

Ma vogliono tutte il Principe Azzurro?
Sì perché in fondo le donne fin da bambine lo sognano. Ci possono essere oggi donne che la loro relazione l’hanno vissuta e magari è andata male e che pensano un po’ con mentalità maschile al proprio piacere e che stanno bene anche da single.

Essere virile. Cosa significa?
Il macho lavora sul muscolo. Il virile lavora sulla forza. Il macho è apparenza. Anche il magrolino può essere virile nei modi.

Allora tutto è personalità!
Bravo, è l’idea che deve dare ad una donna di una forte personalità.

A cosa è dovuto il fenomeno del femminicidio?

Ad una pessima cultura dove la donna è molto spesso considerata un oggetto di potere di proprietà dell’uomo. Se non stai con me non stai con nessuno. Sono persone disturbate che non hanno freni inibitori perché pensano che quello che sentono sia una cosa normale.

C’è stato un aumento?
No, è più facile che se ne parli

Quando è il momento di rivolgersi ad un sessuologo e quando ad un andrologo?
Quando c’è una situazione di disagio e di sofferenza. Non bisogna pensare che passi da sola. Sarà il dottore a giudicare. Il sessuologo che è anche psicologo può aiutare prevalentemente sul piano psicologico. Ci sono i sessuologi che sono medici (non psicologi). L’andrologo si occupa prevalentemente dei problemi fisici.

Cosa nota maggiormente di problemi sessuali oggi?
Negli uomini il deficit di erezione e di eiaculazione precoce, oggi in aumento. Nelle donne la difficoltà di raggiungere l’orgasmo. Nelle coppie giovani di 30 / 35 anni, la diminuzione del desiderio perché si dedicano troppo al lavoro e poco alla coppia. Il desiderio può e deve essere alimentato ad ogni età e va alimentato, mentre viene a mancare e si cerca altrove…

Servizio di Giorgio Nadali

http://www.giorgionadali.it

Intervista di Giorgio Nadali pubblicata su PLAYBOY Italia, Novembre 2015

Il sito del Dott. Marco Rossi è http://www.marcorossi.it

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La disgustosa falsità delle matrioske viventi


di Giorgio Nadali

www.giorgionadali.it

Le_Matrioske_Viventi_Giorgio_Nadali

Quanto può mentire una donna? Perché? Cosa scatta nella mente malata di una manipolatrice di uomini? Qual è il sottile piacere sadico che prova una donna nel giocare con i sentimenti di un uomo? Quali sono le sottili tecniche della menzogna in rosa? E’ in arrivo tra pochi giorni un nuovo libro: “Le matrioske viventi. Il business dell’inganno sentimentale tra Est e Ovest”, Edizioni Lampi di Stampa, Milano, 2011, 85 pagine, 9 Euro.  Due anni di inchiesta giornalistica e indagini sul posto nei Paesi dell’Est europeo. E nel capitolo quarto Desislava ci aiuta a capire i trucchi della menzogna femminile. Una filosofia di vita impostata sulla menzogna patologica, di cui il Vangelo dice che Satana è il padre. La cosa più odiosa è che queste “matrioske viventi” usano gli uomini come giocattoli per ottenere piacere, divertimento, beni materiali. Un giocattolo rotto o di cui ci si stanca si butta via senza dare spiegazioni. Loro fanno quello che vogliono quando vogliono. E’ il loro stile. Triste che qualcuno ancora ci caschi. Sono pronte a tutto! Stanno arrivando in libreria!  La parola a Desislava per un estratto del quarto capitolo…

“Un gruppo di donne che giocano, non per ricevere benefici materiali, ma per il gusto del gioco. Giocare per vincere. Giocano perché hanno esigenze interiori. Non sono interessate ad  altro, ma è importante per loro quello che vogliono vincere, perché se vincono significa che qualcuno ha perso. Si sentono forti, controllando la situazione e i desideri di qualcuno che dipende da loro[1]. Se non riescono a prevalere su un uomo si rivolgono al successivo e così via. Quando perdono interesse è il momento di passare alla prossima vittoria. A queste donne non importa quale mezzo usare, ma solo il principio: il fine giustifica i mezzi. Un  altro gruppo di donne che sono profondamente complessate e insicure di se stesse, che credono di non meritare nulla di buono, di non meritare amore, attenzione per “via normale” e l’unico modo per ottenere questo è mentire, manipolare e inventare strategie. Esse credono che la loro felicità dipenda proprio da queste bugie. Un ultimo gruppo di donne che vogliono semplicemente cambiare la loro condizione di vita, cercandone una più vantaggiosa economicamente. Queste donne non usano l’inganno come mezzo di manipolazione, ma semplicemente cercano un uomo per aiutarle a realizzare i loro piani”…


[1] E’ il caso di Desislava

QUARTA DI COPERTINA:

Matrioske. Una serie di diverse bambole senz’anima, una dentro l’altra. Ognuna ha una personalità da esibire per adattarsi a diverse situazioni. Tutte con un unico obiettivo. Ottenere cinicamente il massimo con il minimo sforzo da diversi uomini. Sul web – si sa – c’è chi cerca sesso e c’è chi cerca amore. L’uomo occidentale che frequenta i siti di incontri o i social network  è europeo o americano, dai 30 ai 60 anni. E’ scontento della donna occidentale. Spesso è separato o divorziato. Cerca una donna molto femminile, secondo l’immaginario maschile. Una donna di cui i bigodini e il pigiama di flanella non prendano il posto della passione dopo qualche anno di matrimonio. Loro sono tante, belle, giovani. Ricche di buone e romantiche intenzioni. Formare una famiglia. Avere una relazione seria… Almeno questo è quello che dichiarano. La realtà è molto diversa. Su questa è nato un business. Molti ci guadagnano. Quelli che ci perdono sono gli uomini occidentali. Sempre. Tutte le tecniche e le modalità della sottile menzogna in rosa.

Giorgio Nadali – Nato a Milano nel 1962. Giornalista, scrittore, docente, autore televisivo. Ha già pubblicato altri 6 libri. www.giorgionadali.it

INDICE:

Introduzione………………………………………………. 8

Dalla Russia con amore?…………………………….. 14

Il business dei siti online di incontri Est / Ovest 24

La mentalità della matrioska vivente……………. 28

La testimonianza di Desislava. Una matrioska

psicologa spiega perché le donne mentono….. 58

La terribile matrioska…………………………………. 67

Il pollo occidentale e la vera donna…………….. 75

Bibliografia…………………………………………………. 80

Dal 5 Ottobre 2011:

Le matrioske viventi.

Il business dell’inganno sentimentale tra Est e Ovest

Lampi di Stampa, Milano, 2011, ISBN: 978-88-488-1300-6

Brossura – Pagine: 85 – Prezzo: Euro 9,00

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-8a428767-4fc8-4e95-809d-37fcbbd2d032.html?77877277

Scimmie disperate. L’uomo non discende da loro


di Giorgio Nadali

www.giorgionadali.it

Per anni sui libri di scienze generazioni intere di studenti hanno ammirato estasiati l’immagine di uno scimmione che lentamente si trasformava in un uomo. Il professore laicista sottolineava compiaciuto l’assurdità del creazionismo. Dio non ha creato l’uomo- diceva – è chiaro che la vostra vita la dovete alla lenta evoluzione di quello scimmione. Sul libro magari c’era da qualche altra parte anche il principio di Carnot. Il secondo principio della termodinamica. Scienza contro pseudo scienza antireligiosa. Proprio il principio di Carnot, formulato nel 1885 – tre anni dopo la morte di Charles Darwin – smentisce la teoria dell’evoluzione.

Le scimmie si devono rassegnare. Si possono consolare assieme ai professori che hanno fanno credere a milioni di studenti che l’orango dello zoo è il loro vero progenitore. I ricercatori avevano costruito fantastici alberi genealogici con i quali volevano dimostrare la continuità dell’evoluzione dalle scimmie antropoidi all’homo sapiens. Questo processo sarebbe durato trenta milioni di anni, ma per la scienza vera tutta questa costruzione evoluzionista è falsa. Non c’è continuità. Molti sono gli anelli mancanti. Gli antropologi sono oggi propensi a ritenere che ogni specie sia apparsa improvvisamente sulla Terra, così come appare oggi. Lo stesso Darwin non era così sicuro che l’uomo derivasse per lenta evoluzione da esseri scimmieschi primitivi.

Nella sua opera L’origine delle Specie scrive: “Se molte specie appartenenti agli spessi generi o alle stesse famiglie fossero realmente apparse improvvisamente, questo fatto sarebbe fatale alla teoria dell’evoluzione per selezione naturale”. Scavi scientifici hanno dimostrato che gli anelli mancano davvero. Le specie appaiono improvvisamente e non si evolvono più. Gli evoluzionisti moderni – meno onesti del naturalista inglese – per salvare ad ogni costo la teoria dell’evoluzione – hanno fabbricato anelli mancanti. Basti ricordare il falso pitecantropo di Giava, costruito da Eugenio Dubois e in seguito da lui stesso sconfessato. Un altro falso costruito fu il cosiddetto uomo di Pechino, costruito da Davidson Black.

E ancora il teschio di Piltdown di Charles Dawson – datato qualche milione di anni fa e ritenuto il tanto ricercato anello di congiunzione tra gli ominidi, le scimmie e l’uomo. La burla di Piltdown (1912) è forse la più famosa beffa archeologica della storia. È stato considerevole per due ragioni: l’attenzione prestata per il problema dell’evoluzione umana, e la distanza di tempo (più di 40 anni) che passò dalla sua scoperta fino all’esposizione come falso. A Joseph Weiner, un giovane professore di antropologia alla Oxford University, si deve il maggior riconoscimento per lo smascheramento dell’imbroglio.

Per 40 anni fu esposto al British Museum con grande soddisfazione degli evoluzionisti. Ma le bugie hanno le gambe corte. Nel 1953 dopo quattro anni di studi Clark e Oaklidge dell’università di Oxford riuscirono a smascherare il falso con un esame alla fluorina. Il cranio era stato costruito in laboratorio unendo la calotta cranica di un uomo, la mascella di un orangutan invecchiata con potassa di ferro, e un dente di cane. I còndili della mandibola erano stati rotti per far combaciare le cavità articolari di un cranio diverso dalla propria mascella. Triste pensare che un prete gesuita – Pierre Theilard de Chardin – sostenitore della teoria evoluzionista, fu colui che costruì il dente di cane falso da aggiungere alla messa in scena. La pubblicazione dei suoi scritti innescò immediatamente accese polemiche; poi, soprattutto a partire dagli anni sessanta, il suo pensiero cominciò a diffondersi, subì le prime accuse di panteismo che lo posero fuori dall’ortodossia cattolica.   

Insomma niente scimmie padri degli uomini. Per tre motivi molto semplici.

Primo. In natura non esistono le variazioni naturali delle specie. Lo studio del DNA lo ha confermato. Le mutazioni naturali del DNA possono cambiare caratteristiche fisiche, ma non trasformare una specie in un’altra.  Le selezioni naturali non esistono. Perché? Semplice. Possono essere ottenute in laboratorio, ma non avvengono mai in natura. L’idea delle selezioni naturali venne in mente proprio a Darwin osservando le selezioni artificiali operati dagli allevatori sui loro animali per ottenerne di più grandi. Ma la natura non usa i metodi da laboratorio.

Secondo. Le selezioni naturali di Darwin vano contro il Principio di Carnot. Il secondo principio della termodinamica. La natura non può da se stessa evolversi in meglio. Non va dal meno al più, ma dal più al meno. Gli antropologi invocano questo principio per sostenere l’impossibilità dell’evoluzione naturale delle specie. Quindi potremmo ridurci a scimmie e non il contrario. Il principio di Carnot fu formulato 3 anni dopo la morte di Darwin, nel 1885.

Terzo. La biologia moderna ci dice che la vita non si è evoluta, ma è apparsa sulla Terra già complessa come la vediamo oggi. Ogni specie ha il suo proprio DNA. Dal DNA di una specie non  può emergere una specie diversa. Non sappiamo come dal DNA di una formica venga fuori un una  formica e dalla programmazione genetica di un uomo venga fuori un uomo. Le specie nascono già diverse e programmate. Chi ha voluto tutto questo ? Colui che Dante chiamava: L’Amor che muove il Sole  e le altre stelle. Altro che scimmia.            

 Giorgio Nadali

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