La matematica di Dio contro i professori atei e ignoranti


di Giorgio Nadali

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Albert Einstein diceva: «Senza la religione l’umanità si troverebbe oggi ancora allo stato di barbarie… E’ stata la religione che ha permesso all’umanità di progredire in tutti i campi». Un genio dotato di umiltà contro l’opinione laicista e superba, carica di odio e d’ignoranza convinta che la religione sia stata e ancora sia un ostacolo ai progressi scientifici. Non solo questa opinione è totalmente sbagliata, ma non sa che il contributo della religione al progresso dell’umanità va ben oltre le scoperte e le invenzioni in campo scientifico e tecnologico. Dagli occhiali al caffè cappuccino. Dalle note musicali ai caratteri ereditari della moderna genetica. Dal telescopio equatoriale all’uso dei segni più e meno in matematica, passando per le equazioni differenziali. E chi l’avrebbe mai detto che la funzione delle ovaie l’avesse scoperta un vescovo?

     Come la prenderebbe quel noto matematico piemontese anticlericale e superbo che oltre a non conoscere i progressi della sua disciplina dovuti proprio al Cristianesimo e all’Islam, si permette di sproloquiare in un libro sul motivo per cui – a suo parere – Dio non esiste? Secondo lui «la vera religione è la matematica». Ma senza la religione dovrebbe oggi fare un altro lavoro. Forse il matematico che lascia stare la fede. “Fede” che c’è anche in matematica. Non sa che la congettura di Golbach è un puro atto di “fede”. E’ data per vera, ma nessuno è mai riuscito a dimostrare che ogni numero pari maggiore di 2 può essere scritto come somma di due numeri primi. Una cosa creduta e non dimostrata! Uno dei maggiori problemi irrisolti della teoria dei numeri. Teoria – detto per inciso – formulata da Pierre de Fermat, grande estimatore della consulenza dei matematici gesuiti. Gli stessi che hanno scoperto  le funzioni iperboliche e le equazioni differenziali, l’iperbole rettangolare, le geometrie non euclidee, e così via. Tutti preti.

     Che scacco per quel professore superbo che in storia della matematica meriterebbe il voto inventato dai matematici induisti: lo zero. Un primo studio dello zero, dovuto a Brahmagupta, risale al 628. Allora, con molta umiltà e una buona dose di stupore forse è meglio conoscere ed essere grati a tanti uomini di scienza e di puro genio, che da Dio hanno ricevuto questo talento ed umilmente Gli sono stati grati. E noi a Lui per il loro ingegno. D’altra parte l’uomo è più grande quando si inginocchia – come diceva Alessandro Manzoni – e di conseguenza è ancora più piccolo quando dal basso della sua arroganza sfida Dio e per questo rimane cieco alla vera saggezza.  

     Nel Vangelo di Luca (10,21) Gesù esclama: «Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così a te è piaciuto». I piccoli sono le persone umili. E i geni che andremo a conoscere tra poco sono state tutte persone umili nella loro grandezza. Umili geni come Guglielmo Marconi, che disse: «La scienza è incapace di dare la spiegazione della vita; solo la fede ci può fornire il senso dell’esistenza: sono contento di essere cristiano». O come Louis Pasteur:  «Più studio e più acquisto la fede del contadino». O ancora Isaac Newton di cui quel professore arrogante è un grande estimatore:  «Questa notte io fui assorbito dalla meditazione della natura. Ammiravo il numero, la disposizione, la corsa di quei globi innumerevoli. Ma ammiravo ancor più l’Intelligenza infinita che presiede a questo vasto meccanismo. Dicevo a me stesso: Bisogna essere ben ciechi per non restare estasiati a questo spettacolo, sciocchi per non riconoscerne l’Autore, pazzi per non adorarlo… L’uomo che non ammette Dio è un pazzo».

 Algebra

 Il matematico persiano Abū Jaʿfar Muhammad ibn Mūsā al-Khwārizmī, (780 – 850) è l’autore dell’al-Kitāb al-mukhtaar fī isāb al-ǧabr wa al-muqābala, il primo libro che tratta soluzioni sistematiche di equazioni lineari e di secondo grado. Viene considerato pertanto il padre dell’algebra, titolo che divide con Diofanto.

 I segni più e meno

 L’introduzione dei segni “più” e “meno” nella matematica italiana, furono tutti successi tipici della Compagnia di Gesù (i Gesuiti), e scienziati influenti come Fermat, Huygens, Leibniz e Newton il non furono i soli a tenerli da conto come preziosi consulenti…

 Rapporto aureo

 Luca Bartolomeo de Pacioli o anche Paciolo (1445 circa – 1517). Sacerdote. Nel 1509 pubblicò una traduzione latina degli Elementi di Euclide e un testo che aveva già concepito alla corte di Ludovico il Moro, il De Divina Proportione (1497), con le celebri incisioni dovute a Leonardo da Vinci raffiguranti suggestive figure poliedriche. Sono le questioni attinenti al rapporto aureo che danno il titolo al libro, che si estende poi a questioni cosmologiche e matematiche connesse ai solidi platonici e ad altre tipologie di poliedri

  Teoremi per determinare la superficie ed il volume dei solidi di rotazione

 Habakkuk Guldin (Paolo Guldino) (1577-1643). Si converte dall’Ebraismo nel 1597 e diventa prete gesuita. nell’opera “Centrobaryca” (baricentri), edita in tre volumi (1635,1640,1641), si trovano i due teoremi che portano il suo nome.

 Primo teorema:

 L’area di una superficie di rotazione ottenuta ruotando di un angolo  attorno all’asse z una curva regolare semplice γ di supporto Γ è dove x è l’ascissa del baricentro della curva e  è la lunghezza di γ.

 Secondo teorema:

 Il volume di un solido di rotazione Ω ottenuto ruotando di un angolo  attorno all’asse z una figura piana K è dove x è l’ascissa del baricentro della figura piana e A è l’area di K,

  Numeri di Cullen nella teoria dei numeri

 I numeri di Cullen sono stati scoperti dal prete gesuita James Cullen (1867-1933). Fanno parte della teoria dei numeri –  quel ramo della matematica pura che si occupa delle proprietà dei numeri interi. Sono quei numeri naturali  indicati con:   Cn = n . 2 alla n + 1

 Monomi

 Nel 953 Abu Bekr ibn Muhammad ibn al-Husayn Al-Karaji o semplicemente al-Karkhi fu il primo a slegare l’algebra dalle operazioni geometriche per sostituirle con quelle aritmetiche che sono tutt’oggi il cuore dell’algebra. E’ stato il primo a definire i monomi x, x2, x3, … e 1 / x, 1 / x2, 1 / x3, …  e a dare regole per i prodotti di qualsiasi coppia di questi. Ha fondato una scuola algebrica che ha prosperato per secoli. Ha scoperto il teorema dei binomi per gli esponenti interi.

 Funzioni iperboliche ed equazioni differenziali

 Vincenzo Riccati (1707-1775). Prete gesuita. Figlio del matematico Jacopo Riccati. Tra  le equazioni differenziali anche quella che porta il suo nome

 Infinitesimali

 André Tacquet (1612-1660). Prete gesuita.

 Geometrie non euclidee

 Giovanni Girolamo Saccheri  (1667-1733). Prete gesuita. Considerato il padre, seppure inconsapevole, delle geometrie non euclidee.

Saccheri voleva provare il V postulato di Euclide sulle rette parallele attraverso una dimostrazione per assurdo. Il suo punto di partenza fu il quadrilato birettangolo isoscele, ovvero un quadrilatero con due lati opposti congruenti ed entrambi perpendicolari ad uno solo degli altri lati. Saccheri introdusse dunque tre ipotesi sugli angoli del quadrilatero opposti a quelli costruiti retti. Nel 1697 pubblicò un notevole trattato di logica e nel 1708 un trattato di statica. Nel 1733, l’anno della sua morte, uscì l’opera di maggiore importanza per la storia dei fondamenti della geometria e per la quale la sua figura è oggi ampiamente ricordata: “Euclides ab omni nævo vindicatus” (Euclide riscattato da ogni difetto). In essa, Saccheri dimostrò per assurdo il postulato delle rette parallele di Euclide.

 Iperbole rettangolare

 Gregory Saint Vincent, Prete gesuita (1584-1667) La scoperta fu essenziale per i logaritmi

 Tommaso Ceva, Prete gesuita  (1648 – 1737)  In Opuscola mathematica (1699) riunì varie note di matematica e di geometria, tra le quali la descrizione di uno strumento, da lui ideato, per ottenere meccanicamente la divisione di un angolo in parti uguali

 La difficile matematica induista

 Il bramino indù Baudhāyana nel IX secolo A.C. scrisse la Baudhayana Shrauta Sutra. – un’appendice dei testi sacri induisti chiamati Veda – con regole per la costruzione di altari, ma anche di importanti regole matematiche. C’è infatti più matematica che religione in questo testo sacro indù! Parla di sacrifici vedici, ma anche della quadratura del cerchio, del teorema di Pitagora – tre secoli prima della sua formulazione da parte del matematico greco – e della radice di 2.

 Lo Zero

 La prima esposizione sistematica dei numeri con lo zero è del matematico indiano Brahmagupta nel VII secolo d.C. Furono poi gli Arabi in questo 810 d.C. – con il matematico

 Muhammad ibn Al-Khwarizimi (780-850) – durante la loro dominazione a utilizzarli  (come concetto ma non come scrittura) e solo molto più tardi con a possibilità di fare risultati di aritmetica pratica, fu Leonardo Fibonacci (1170-1230) a diffonderli nell’Europa medioevale, con il suo trattato “Liber abaci”. Essendo notoriamente usati dagli arabi,     impropriamente si chiamarono numeri arabi, invece la scrittura vera e propria era quella indiana.

 L’uso dello zero come numero in sé è un’introduzione relativamente recente della matematica, che si deve ai matematici indiani. Un primo studio dello zero, dovuto a Brahmagupta, risale al 628.

 Brahmagupta diede notevoli contributi all’algebra: nella sua opera si trovano soluzioni generali alle equazioni di secondo grado, comprendenti due radici anche nel caso che una di esse sia negativa. Diede parecchi contributi anche allo sviluppo dell’analisi indeterminata. Fu il primo a dare una soluzione generale all’equazione diofantea lineare ax + by = c, dove a, b, c sono numeri interi. Perché questa equazione abbia soluzioni intere occorre che il massimo comune divisore di a e b divida anche c; Brahmagupta sapeva che se a e b sono primi fra loro, tutte le soluzioni dell’equazione sono date da x = p + mb, y = q – ma, dove m è un numero intero arbitrario. Suggerì anche l’equazione diofantea di secondo grado x2 = 1 + py2, che prende il nome da John Pell (1611-1685), ma che viene usata per la prima volta nel problema archimedeo dei buoi.

 L’equazione attribuita a Pell venne risolta per alcuni casi speciali da un altro matematico indiano di epoca posteriore, Bhaskara (1114-1185). Va a Brahmagupta il pieno merito di aver fornito tutte le soluzioni intere dell’equazione diofantea lineare, mentre Diofanto si era limitato a dare una soluzione particolare di un’equazione indeterminata.

 Giorgio Nadali

L’uomo che non ammette Dio è un pazzo. Firmato Isaac Newton


di Giorgio Nadali

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Pensieri della filosofia e della scienza

Platone (filosofo, 429 – 347 a.C.)

” Il sole non è che l’ombra di Dio “.

“Il mondo deve avere una causa, ed una causa buona.
Questa prende il nome di Eterno Fattore, il padre di tutte le cose”.

Aristotele
(filosofo, 384 a.C. – 322 a.C.)

“Dio divenendo invisibile ad ogni mortal natura, si
vede per le sue stesse opere”.

Cicerone
(106 a.C. – 43 a.C)

“Nulla è più chiaro dell’esistenza di una divinità di
niente infinita, da cui i corpi celesti sono governati”.

Galileo
Galilei (1564 – 1642)

” Nelle mie scoperte scientifiche ho appreso più col
concorso della divina grazia che con i telescopi “.

Keplero
(astronomo, 1571 – 1630)

“ Ti ringrazio, o mio Creatore e Signore, di tutte le gioie
che mi hai fatto gustare nell’estasi in cui mi ha rapito la contemplazione
delle opere delle tue mani “.

Leibniz
(scienziato e filosofo, 1616 – 1715)

” Ogni creatura rispecchia il Creatore “.

Newton
(matematico e fisico, 1643 – 1723)

” Questa notte io fui assorbito dalla meditazione della
natura. Ammiravo il numero, la disposizione, la corsa di quei globi
innumerevoli.

Ma ammiravo ancor più l’Intelligenza infinita che presiede a
questo vasto meccanismo. Dicevo a me stesso: Bisogna essere ben ciechi per non
restare estasiati a questo spettacolo, sciocchi per non riconoscerne l’Autore,
pazzi per non adorarlo “.

” L’uomo che non ammette Dio è un pazzo “.

Linneo
(medico e naturalista, 1707 – 1778)

” Il Dio eterno, il Dio immenso, sapientissimo,
onnipotente, è passato dinanzi a me. Io non l’ho veduto in volto… ma ho visto
le tracce del suo passaggio “.

Buffon
(naturalista, 1707 – 1788)

” Quanto più penetro nel senso della natura, tanto più
profondamente rispetto il Creatore “.

Diderot
(scrittore e filosofo, 1713 – 1784)

” L’occhio e l’ala di farfalla bastano per annientare
un ateo “.

Ampère
(fisico e matematico, 1775 – 1836)

” Scrivi con una mano sola; con l’altra tieniti
aggrappato alla veste di Dio, come un bimbo si tiene alla veste del padre!
Senza questa precauzione ti sfracelleresti immancabilmente contro una roccia
“.

Hans
Christian Oerstedt (fisico, 1777 – 1851)

” Noi non siamo niente al confronto con Dio; ma siamo
qualcosa per mezzo di Dio “.

Augustin
Louis Cauchy (matematico, 1778 – 1857)

” Se non ammettiamo l’esistenza di Dio come cristiani,
dobbiamo ammetterla come matematici “.

Faraday
(chimico e fisico, 1791 – 1867)

” La notizia e il rispetto di Dio giungono al mio
spirito attraverso vie così sicure come quelle che ci conducono alle verità
nell’ordine fisico “.

Justus
Von Liebig (chimico, 1803 – 1873)

” La grandezza e l’infinita sapienza del Creatore del
mondo la riconosce solo colui che si sforza di comprendere i suoi pensieri
nell’infinito libro della natura ”

Giuseppe
Mazzini (1805 – 1872)

” Chi può negare Dio di fronte ad una notte stellata,
davanti alla sepoltura dei suoi cari, davanti al martirio, è grandemente
infelice o grandemente colpevole “.

Pasteur
(biologo, 1822 – 1895)

” Più studio e più acquisto la fede del contadino
“.

Henri
Fabre (entomologo, 1823 – 1915)

” Mi sembra di dire troppo poco affermando di credere
in Dio: io dico che lo vedo. Senza di Lui io non vedo nulla, senza di Lui tutto
è tenebre.

Questa convinzione non solo l’ho conservata studiando, ma
l’ho resa sempre più evidente e migliorata… Per me l’ateismo è una
stravaganza… Ma io mi lascerò strappare la pelle prima che la fede in Dio
“.

Tolstoj
(romanziere russo, 1828 – 1910)

” Quell’infinito che ti circonda e su cui ti trovi, le
leggi di questo infinito ti parlano di Dio. Dire che non lo vedi è fare come lo
struzzo che nasconde il capo sotto le ali per non vedere “.

Edison
(fisico, 1847 – 1931)

” Sono un uomo che ammira tutti gli ingegneri
dell’universo, e che ha profonda ammirazione per il più grande di tutti, che è
Dio “.

Johannes
Reinke (biologo, 1849 – 1931)

” Quanto più profondamente penetriamo nel meccanismo
della natura, tanto più grandioso ci si presenta da lontano, dalla sfera
metafisica, il riflesso della divinità “.

Max
Planck (fisico, 1858 – 1947)

” Religione e scienza non si escludono, ma si
completano e si condizionano a vicenda. E la prova è rappresentata dal fatto
che proprio i più grandi scienziati di tutti i tempi erano penetrati da
profonda religiosità “.

Eberhard
Dennert (botanico, 1861 – 1924)

” La natura è un’opera d’arte… O Dio, grande artista
del mondo! Io stupìto ammiro le opere delle tue mani “.

R. A.
Millikan (fisico, 1868 – 1953)

” Il materialismo è una filosofia assurda e irrazionale
e credo che in realtà sarà considerata come tale dalla maggior parte degli
uomini che riflettono “.

Carrel
(cancerologo, 1873 – 1944)

” L’uomo ha bisogno di Dio come dell’acqua e
dell’ossigeno “.

Guglielmo
Marconi (fisico, 1874 – 1937)

” Credo nella potenza della preghiera come cristiano e
come scienziato”.

” La scienza è incapace di dare la spiegazione della
vita; solo la fede ci può fornire il senso dell’esistenza: sono contento di
essere cristiano “.

Friedrich
Von Huene (geologo – paleontologo, n. 1875)

” Questa lunga storia della vita che gradualmente si
perfeziona è proprio la creazione del mondo vivo. E’ l’attività di Dio, che
tutto programma e prepara, guida e porta “.

Albert
Einstein (fisico, 1879 – 1955)

” L’opinione corrente che io sia un ateo si basa su un
grosso errore. Chi la deduce dalle mie teorie scientifiche, non le ha comprese
“.

” La mia religione consiste nell’umile adorazione di un
Essere infinito spirituale di natura superiore che rivela se stesso nei piccoli
particolari che noi possiamo percepire con i nostri sensi deboli e
insufficienti “.

” La scienza senza la religione è paralitica; la
religione senza la scienza è cieca “.

” Senza la religione l’umanità si troverebbe oggi
ancora allo stato di barbarie… E’ stata la religione che ha permesso
all’umanità di progredire in tutti i campi “.

” Credo in un Dio personale, e posso dire con coscienza
che nella mia vita non ho mai accondisceso ad una concezione ateistica “.

Bernhard
Bavink (matematico e filosofo, 1879 – 1947)

” Chi ha capito anche solo un poco della fisica
moderna, è immunizzato contro l’assurdità del materialismo “.

Francesco
Severi (matematico, 1879 – 1961)

” La mia più alta conquista è stata la fede “.

Nicola Pende
(medico biotipologo, 1880-1970)

” Senza la luce della dottrina di Cristo, i problemi
fondamentali della natura umana sono insolubili dalla scienza. Senza tale luce
la scienza è senza pace “.

Max
Planck (fisico, 1858 – 1947)

” Religione e scienza non si escludono, ma si
completano e si condizionano a vicenda. E la prova è rappresentata dal fatto
che proprio i più grandi scienziati di tutti i tempi erano penetrati da
profonda religiosità “.” Un gran numero degli scienziati moderni sono
credenti… Il materialismo è scientificamente insostenibile “.

“… L’unica salvezza dell’umanità sarà da ricercare
nella religione “.

Erwin
Schrodinger (fisico, 1887 – 1961)

” Gli elementi costitutori dell’essere vivente non sono
opera umana, ma il più bel capolavoro mai compiuto da Dio, secondo le linee
della meccanica quantica “.

Robert Nachtwey (filosofo e naturalista, 1893
– 1964)

” In tutte le creature della terra scopriamo la potenza
di uno Spirito pensante e inventore, la cui attività si svolge instancabile
“.

” … Dopo 75 anni di lavoro incessante la scienza deve
ammettere che tutte le formule della teoria del “caso” fanno pietà
“.

L.
Fantappiè (matematico, 1901 – 1956)

” La scienza che era materialistica nel secolo passato,
si è andata sempre più spiritualizzando, fino a diventare oggi la migliore
alleata della fede “.

E. Medi
(fisico, 1911 – 1974)

” Guardando la natura nei suoi aspetti più grandiosi e
nelle sue costruzioni più profonde e minime, si sente un Pensiero che opera
nelle cose, esistendo purissimo per se stesso “.

” … Dalla Luna si vede lo spettacolo più stupendo del
creato, si vede la terra, fulgida impronta di Chi tutto muove “.

Carl
Friedrich Von Weizsacker (fisico teorico, 1912 – 2007)

” Il tempo del conflitto tra fede e scienza è ormai
passato “.

Giuseppe
Caronia (medico)

” Nei momenti della sofferenza soltanto la presenza di
Cristo mi ha dato e mi dà la forza di continuare la buona battaglia “.

Joseph
Meurers (astrofisico e filosofo)

” Non solo non è vero, ma è volutamente falso, una
menzogna, dire che la scienza, in particolare le scienze naturali, hanno
dimostrato che Dio non esiste “.

Karl
Willy Wagner (ingegnere e filosofo, 1883 – 1953)

” I più grandi pensatori di tutti i tempi furono
profondamente credenti… E come potrebbe essere diversamente?… Non solo la
natura ci rivela lo Spirito di Dio, ma nell’uomo stesso e e nelle sue opere,
nonostante tutti gli errori, le tentazioni e i peccati cui siamo soggetti in
conseguenza della nostra imperfezione “.

Rainer
Schubert-Soldern (zoologo, botanico, paleontologo)

” La vita deve la sua esistenza ad un Principio che è
estraneo alla materia; il carattere finalistico del processo vitale fa capire
che la Causa del principio vitale ha concepito la vita finalisticamente…
“.

Heinrich
Vogt (astronomo)

” Io credo in una potenza superiore soprannaturale, in
un Dio, come artefice, portatore e conservatore del mondo “.

Max
Hartmann (biologo) 1876-1962

” I risultati della scienza più evoluta, la fisica, non
sono minimamante in contraddizione con la fede in una Potenza che è dietro e
sopra la natura e la governa “.

Andrew
Conway Ivy (fisiologo e cancerologo) 1893-1978

” C’è un Dio? Sì, sono sicuro che c’è un Dio, come sono
sicuro di qualcosa d’altro. Sono certo che c’è un Dio come sono sicuro che io
esisto. “.

A.
Cressy Morrison (fisico americano)

” Le nuove conoscenze fanno ancora posto ad
un’intelligenza effettivamente operante dietro i fenomeni della natura… Senza
la fede la civiltà crollerebbe, l’ordine si muterebbe in disordine… Il male
regnerebbe indisturbato nel mondo “.

T. D.
Parks (chimico)

” Io vedo ovunque intorno a me ordine e determinazione
nel mondo inorganico. Non posso credere che essi esistano per casuali fortunate
combinazioni di atomi! Per me questo piano presuppone un’intelligenza;
quest’intelligenza la chiamo Dio… “.

A.
L’Arco

” Se Dio non c’è, tutto è lecito ” profetizzò un
secolo fa Dostojevskij.

La nostra generazione sta sperimentando sulla carne viva
questa amara verità “.

Su una
meridiana di Nola

” Senza sole nulla sono io; senza Dio nulla sei tu
“.

Prelato Invenzione
Niccolò
Stenone (1638-1686)  vescovo gesuita
Beatificato
da Giovanni Paolo II nel 1988. Il suo De solido intra solidum naturaliter
contento dissertationis prodromus
, ne fa uno dei principali fondatori
della moderna geologia. La sua famosa frase “pulchra sunt quae videntur, pulchriora quae sciuntur, longe
pulcherrima quae ignorantur
” (belle sono le cose che si vedono, più
belle quelle che si conoscono, bellissime quelle che si ignorano) potrebbe
ben essere presa come esempio di giusta curiosità intellettuale, fondamento
per la ricerca scientifica di tutti i tempi. Come anatomista Stenone scoprì
il dotto parotideo (dotto di Stenone); a lui spetta anche il merito della
corretta interpretazione della funzione ghiandolare e della distinzione tra
ghiandole secernenti e linfonodi. Dimostrò che il cuore è un muscolo, e non
la fonte del calore o la sede dell’anima. Interpretò correttamente le
circonvoluzioni cerebrali come sede delle funzioni cognitive superiori,
ponendosi in contrasto con le allora dominanti teorie cartesiane. Scoprì la
funzione delle ovaie e delle tube uterine.
Fondatore
della geologia e della stratigrafia moderna
Athanasius
Kircher  (1602-1680) prete gesuita
Fondatore
dell’egittologia. Tra le prime persone ad osservare microbi attraverso un
microscopio, fu talmente in anticipo sul suo tempo da proporre la tesi che la
peste era causata da un microrganismo infettivo, e da proporre misure
efficaci per prevenire la diffusione della malattia. Kircher mostrò inoltre
un vivace interesse per la tecnologia e le invenzioni meccaniche: tra le
invenzioni che gli sono attribuite vi sono un orologio magnetico, diversi
automi e il primo megafono.
Georges
Lemaître  (1894 -1966)  prete gesuita
Primo a capire che lo
spostamento verso il rosso della luce delle stelle era la prova
dell’espansione dell’universo e a proporre la legge di Hubble, secondo la
quale vi è una proporzionalità fra distanza delle galassie e loro velocità di
recessione. Nel 1927, infatti, pubblicò la teoria del Big Bang, basata sulla
relatività generale, che spiega entrambi i fenomeni. A lui sono stati
dedicati:Il cratere lunare Lemaître; La metrica di
Friedmann-Lemaître-Robertson-Walker; L’asteroide 1565 Lemaître
Robert  Grosseteste
(1175-1253)  vescovo
Il
primo ad aver messo per iscritto una serie completa di passi necessari alla
realizzazione di un esperimento scientifico
Ruggero Bacone  (1214 -1294) frate francescano La sua
Opus Majus” contiene
trattazioni di matematica, ottica, alchimia e manifattura della polvere da
sparo, le posizioni e le estensioni dei corpi celesti, compresa la chiara
affermazione della rotondità della terra; l’opera inoltre anticipa successive
invenzioni – oltre agli occhiali – anche il microscopio, il telescopio,  le macchine volanti e le navi a vapore.
Bacone studia anche l’astrologia ed è convinto che i corpi celesti esercitino
una influenza sul fato e la mente degli umani. A lui si deve anche una
critica al calendario giuliano allora in uso. Per primo dopo gli scienziati
ellenistici riconosce lo spettro visibile in un bicchiere d’acqua, secoli
prima dei lavori di ottica di personaggi come Marcantonio de Dominis,
Cartesio e Isaac Newton. A lui si devono anche misurazioni sull’arcobaleno.
S.  Alberto Magno (c. 1200 – 1280) prete
domenicano
Celebre
naturalista registrò un’enorme quantità di dati sul mondo che lo circondava.
La sua prodigiosa produzione compresa la fisica, la logica, la metafisica, la
biologia, la psicologia e svariate scienze della terra. Come Roger Bacon,
Alberto Magno fu diligente nell’annotare l’importanza dell’osservazione
diretta nell’acquisizione della conoscenza del mondo fisico. Nel De mineralilibus spiegò che lo scopo
della scienza naturale non era “limitarsi d’accettare le affermazioni altrui,
vale a dire ciò che è narrato dalla gente, ma a indagare da sé le cause che
operano nella natura…
Gesuiti in generale I
gesuiti avevano contribuito allo sviluppo degli orologi a pendolo, dei pantografi,
dei barometri, dei telescopi e dei microscopi a riflessione, ed esposto
diverse teorie in vari campi scientifici, come il magnetismo, l’ottica e
l’elettricità. Osservarono, in alcuni casi prima degli altri, le fasce
colorate della superficie di Giove, la nebulosa di Andromeda e gli anelli di
Saturno. Avanzavano teorie sulla circolazione del sangue (indipendentemente
da Harvey), sulla possibilità teorica di volare, sul modo in cui la luna
provoca le maree e sulla natura della propagazione della luce tramite le
onde. Le mappe delle stelle nell’emisfero meridionale, la logica simbolica,
le misure per controllare i flussi del Po e dell’Adige, l’introduzione dei
segni “più” e “meno”.

Trentacinque
crateri dalla luna hanno preso nome da scienziati e matematici gesuiti.

Cristoforo
Grienberger (1561-1636) prete gesuita
Padre
Griensberger, che verificò personalmente la scoperta delle lune di Giove
fatta da Galileo fu un astronomo eminente: inventò telescopio con montatura
“equatoriale”, che ruotava su un’asse parallelo a quello della terra, e
contribuì allo sviluppo del telescopio rifrangente in uso oggi.
Fredegisio,
Abate di S. Martino (700-834) monaco
Inventa
la “Minuscola carolina”, i caratteri minuscoli, spazi tra le parole e altre
misure atte a incrementare la leggibilità di un testo e la sua scrittura.
Giambattista
Riccioli (1598-1671)  prete gesuita
Ha misurato l’accelerazione
di un corpo in caduta libera… Agli studiosi non è sfuggito che i gesuiti
ebbero un apprezzamento particolarmente acuto per l’importanza della
precisione nella pratica della scienza sperimentale. Padre Riccioli fu la
prova vivente di tale impegno. Al fine di sviluppare un accurato pendolo da
un secondo, padre Riccioli riuscì a convincere nove confratelli a contare
circa ottantasettemila oscillazioni in un solo giorno. Grazie questo accurato
pendolo, fu in grado di calcolare la costante di gravità.
Ruggero
Boscovich (1711-1787)  prete gesuita
Sviluppò il primo metodo
geometrico per calcolare l’orbita planetaria sulla base di tre osservazione
della sua posizione. La sua Theoria
philosophiae naturalis
, pubblicata per la prima volta nel 1758 attrasse
ammiratori ai suoi tempi e sempre ne ha attratti, da allora per il suo
ambizioso tentativo di comprendere la struttura dell’universo avendo come
punto di riferimento una singola idea… L’originale contributo di Boscovich
anticipò gli obiettivi e molti degli elementi della fisica atomica
novecentesca…Padre Athanasius Kircher (1602-1680) ricorda padre Boscovich per
l’enorme gamma dei suoi interessi; egli è stato paragonato a Leonardo da
Vinci e onorato con il titolo di “maestro di 100 arti”
Tommaso de
Vio,  cardinale Cajetano  (1468 – 1534)
Nel suo trattato del 1499,
intitolato intitolato De cambiis,
che intendeva giustificare il mercato internazionale da un punto di vista
morale, Cajetano fece notare che il valore del denaro nel presente potrebbe
essere alterato dalle aspettative concernenti lo stato probabile del mercato nel futuro
Cristoforo
Clavio (1538-1612) prete gesuita
Definisce
il calendario gregoriano
Papa
Gregorio XIII (Ugo Boncompagni – 1502-1586)
Inventa
il nostro attuale calendario gregoriano
Francesco
Maria Grimaldi (1618-1663) prete gesuita
Crea una mappa lunare. Scopre
lo spettro di diffrazione (bande colorate al bordo di un’ombra).
Luis
de Molina (1535-1600) prete gesuita
Teoria
del valore soggettivo in economia (contro la teoria del valore basata sul
lavoro, di Karl Marx).
Gregor
Mendel (1822-1884) frate agotiniano
Biologo
ceco, considerato, per le sue osservazioni sui caratteri ereditari, il
precursore della moderna genetica.
Guido
Monaco (d’Arezzo)  (991-1050)  monaco
Inventore
della moderna notazione musicale e del tetragramma, che rimpiazzarono
l’allora dominante notazione neumatica. Il suo trattato musicale, il Micrologus,
fu il testo di musica più distribuito del Medio Evo, dopo i trattati di
Severino Boezio[1]
(Latino)
« Ut queant laxis Resonare
fibris Mira gestorum Famuli tuorum Solve polluti LAbii reatum Sancte Iohannes
»
(Italiano)
« affinché possano cantare
con voci libere le meraviglie delle tue azioni i tuoi servi, cancella il peccato
del loro labbro contaminato, o san Giovanni »
L’UT è poi stato traformato
in DO.
Cirillo
e Metodio (IX secolo) monaci
Inventori dell’alfabeto
cirillico, usato tuttora nella lingua russa, ucraina, bielorussa, serba, ecc.

[1] Giorgio Nadali – La Croce e l’Anello. Misteri e segreti
delle carriere ecclesiastiche
, Udine, Segno, 2010

www.giorgionadali.it

Il contributo della Chiesa al progresso della Scienza. Tutta la verità contro le menzogne illuministe e razionaliste


di Giorgio Nadali    www.giorgionadali.it

 

La cosiddetta rivoluzione scientifica del XVI secolo è stata mal interpretata da coloro che desideravano sostenere un conflitto insito tra scienza e religione. In quell’epoca, infatti, si ottennero conquiste straordinarie, che non vennero però prodotte da un’esplosione di pensiero laico. Piuttosto, esse furono il culmine di molti secoli di progressi sistematici portati avanti dagli scolastici medievali e sorretti da un’invenzione del XII secolo prettamente cristiana: l’università. Scienza e religione non solo erano compatibili, ma addirittura inseparabili, e la scienza nacque grazie a studiosi cristiani profondamente religiosi”.[1] “Quando si parla di come il Cristianesimo abbia contribuito allo sviluppo della ragione e del progresso non si tratta soltanto di chiacchiere; la caduta dell’Impero Romano favorì un’era di invenzioni e innovazioni straordinarie.

Le menzogne dell’Illuminismo

Per apprezzarne la portata è però necessario affrontare un’incredibile menzogna che per lungo tempo ha deformato la nostra conoscenza della storia. Negli ultimi due o tre secoli, le persone istruite sapevano che nel periodo storico che va dalla caduta di Roma fino all’incirca al XV secolo, l’Europa era sprofondata nei cosiddetti Secoli Bui: secoli di ignoranza, superstizione e miseria da cui, all’improvviso e quasi per miracolo, ci salvò prima l’avvento del Rinascimento e, successivamente, dell’Illuminismo. Questo non è vero, anzi la tecnologia e la scienza europee sorpresero e superarono il resto del mondo proprio durante questo periodo considerato oscuro. L’idea che l’Europa fosse precipitata in secoli bui fu creata ad arte da intellettuali antireligiosi e accaniti anticattolici del XVIII secolo che, determinati ad affermare la superiorità culturale della loro epoca, la magnificavano denigrando i secoli precedenti. Voltaire, ad esempio, disse che un’epoca di “barbarie, superstizione, [e] ignoranza coprì la faccia della Terra”. Opinioni di questo tipo furono così frequenti e unanimi che, fino a poco tempo fa, persino i dizionari e le enciclopedie presentavano i Secoli Bui come un fatto storico. Alcuni studiosi parvero persino implicare che le stesse persone vissute, ad esempio, nel IX secolo, descrivessero la loro epoca come sottosviluppata e superstiziosa.[2]   

L’Università invenzione cristiana

Quando, nel XII secolo, viene fondata dalla Chiesa l’università era qualcosa di completamente nuovo, un’istituzione dedicata esclusivamente all’istruzione superiore. Quest’invenzione cristiana era abbastanza diversa… Le università non furono istituzioni fondate per ripetere le conoscenze ricevute dai greci, ma assolutamente pronte a criticare e correggere gli antichi. Le prime due università sorsero a Parigi e Bologna alla metà del XII secolo. Poi, intorno al 1200, furono fondate quelle di Oxford e Cambridge, seguite da una marea di nuove istituzioni nel XIII secolo… La scienza nacque proprio in queste prime università. Si tenga presente che si trattava di istituzioni profondamente cristiane: tutti gli appartenenti alle facoltà facevano parte di ordini religiosi e, di conseguenza, si può dire lo stesso per la maggior parte dei primi scienziati… Il vescovo Nicola Cusano (1401-1464) sostenne “che un uomo che si trovi sulla terra, o sul Sole, o su qualche altra stella, crederà sempre che la posizione che occupa è il centro immoto, e che tutte le altre cose sono in movimento”. Ne conseguiva che gli uomini non dovessero fidarsi del fatto che percepivano la Terra come ferma; forse non lo era. Su queste basi non fu certo un salto nel buio sostenne che la Terra ruotava intorno al Sole. Tutte queste teorie formulate durante i Secoli Bui erano ben note a Copernico, che non era un canonico della Chiesa isolato in una zona remota della Polonia, come spesso viene descritto, ma uno degli uomini più colti della sua generazione, formatosi presso le Università di Cracovia, Bologna (probabilmente la migliore università d’Europa), Padova e Ferrara. Nei cosiddetti Secoli Bui il progresso fu tale che, non più tardi del XIII secolo, l’Europa si era spinta ben oltre Roma, la Grecia e il resto del mondo. Perché? Principalmente perché il Cristianesimo insegnava che il progresso era “normale” e che “nuove invenzioni sarebero sempre state prossime”. Questa era l’idea rivoluzionaria. E la fiducia nel progresso non si limitava solamente alla tecnologia e alla cultura più elevata. L’uomo medievale europeo era altrettanto incline a sviluppare modi migliori per fare le cose.[3]     

Astronomia cristiana

La verità su Galileo Galilei

All’inizio Galileo e la sua opera furono ben accolti celebrati dagli uomini di Chiesa più eminenti. Verso la fine del 1610 padre Cristoforo Clavio scrisse a Galileo per informarlo che i suoi colleghi astronomi, gesuiti, avevano confermato le scoperte da lui fatte con il telescopio. Quando, l’anno dopo, si  recò a Roma, Galileo fu salutato con entusiasmo dalle figure religiose tanto quanto da quelle secolari. In quell’occasione Galileo scrisse a un amico: “sono stato ricevuto accolto con favore da molti illustri cardinali, prelati e principi di questa città”.  Galileo ebbe il piacere di una lunga udienza con il Papa, Paolo V, mentre i gesuiti del collegio Romano celebrarono le sue scoperte con una giornata di attività. Galileo ne fu entusiasta: davanti a un pubblico di cardinali, studiosi e intellettuali secolari di spicco, studenti di padre Cristoforo Grienberger e padre Clavio parlarono delle grandi scoperte dell’astronomo toscano. Si trattava di studiosi di distinzione considerevole. Padre Griensberger, che verificò personalmente la scoperta delle lune di Giove fatta da Galileo fu un astronomo eminente: inventò telescopio con montatura “equatoriale”, che ruotava su un’asse parallelo a quello della terra, e contribuì allo sviluppo del telescopio rifrangente in uso oggi. Padre Clavio, uno dei grandi matematici del suo tempo, produsse il calendario Gregoriano (entrato in vigore nel 1582), grazie al quale furono risolte le imprecisioni che avevano piagato il vecchio calendario giuliano. I calcoli fatti da padre Clavio per stabilire la lunghezza dell’anno solare il numero dei giorni necessari a tenere il calendario in linea con l’anno solare – novantasette giorni intercalari ogni quattrocento anni – furono così precisi che gli studiosi, ancora oggi, non sanno capacitarsi di come vi sia giunto.[4]

San Alberto Magno diceva che la donna è un uomo mal riuscito, ma inventa la scienza sperimentale

Un’altra grande figura del Duecento fu sant’Alberto il Grande, detto anche Alberto Magno (c. 1200 – 1280). Alberto studiò a Padova; successivamente abbracciò l’ordine domenicano e insegnò in vari priorati in Germania prima di iniziare la carriera presso l’Università di Parigi, nel 1241… Alberto magno fu celebre naturalista registrò un’enorme quantità di dati sul mondo che lo circondava. La sua prodigiosa produzione compresa la fisica, la logica, la metafisica, la biologia, la psicologia e svariate scienze della terra. Come Roger Bacon, Alberto Magno fu diligente nell’annotare l’importanza dell’osservazione diretta nell’acquisizione della conoscenza del mondo fisico. Nel De mineralilibus spiegò che lo scopo della scienza naturale non era “limitarsi d’accettare le affermazioni altrui, vale a dire ciò che è narrato dalla gente, ma a indagare da sé le cause che operano nella natura…

Il vescovo che crea lo standard per gli esperimenti scientifici

Altra figura di spicco del XIII secolo fu Robert Grosseteste. Cancelliere di Oxford e vescovo di Lincoln (la diocesi più grande d’Inghilterra). Grosseteste ebbe la stessa enorme quantità d’interessi e conseguì la medesima quantità di risultati scientifici che caratterizzano le figure di Roger Bacon e Alberto Magno. Grosseteste era stato influenzato dalla celebre scuola di Chartres, particolarmente da Thierry. Considerato uno degli uomini più eruditi del medioevo, Grosseteste è stato il primo ad aver messo per iscritto una serie completa di passi necessari alla realizzazione di un esperimento scientifico”.[5]

Invenzioni gesuite. Orologi a pendolo, pantografi,  barometri, telescopi e  microscopi a riflessione.

I gesuiti avevano contribuito allo sviluppo degli orologi a pendolo, dei pantografi, dei barometri, dei telescopi e dei microscopi a riflessione, ed esposto diverse teorie in vari campi scientifici, come il magnetismo, l’ottica e l’elettricità. Osservarono, in alcuni casi prima degli altri, le fasce colorate della superficie di Giove, la nebulosa di Andromeda e gli anelli di Saturno. Avanzavano teorie sulla circolazione del sangue (indipendentemente da Harvey), sulla possibilità teorica di volare, sul modo in cui la luna provoca le maree e sulla natura della propagazione della luce tramite le onde. Le mappe delle stelle nell’emisfero meridionale, la logica simbolica, le misure per controllare i flussi del Po e dell’Adige, l’introduzione dei segni “più” e “meno” nella matematica italiana, furono tutti successi tipici della Compagnia, e scienziati influenti come Fermat, Huygens, Leibniz e Newton il non furono i soli a tenerli da conto come preziosi consulenti…

Trentacinque crateri dalla luna hanno preso nome da scienziati e matematici gesuiti

I gesuiti vantarono anche numerosi matematici straordinari, che apportarono alla propria disciplina importanti contributi. Nella lista dei più eminenti matematici esistiti tra il 900 a.C. e il 1800, stilata da Charles Bossut, uno dei primi storici della matematica,sedici su trecentotre sono gesuiti. Questa cifra, corrisponde al 5% dei maggiori matematici in un periodo di 2700 anni, diventa ancora più impressionante quando pensiamo che i gesuiti sono esistiti per appena due di quei ventisette secoli! A ciò si aggiunga che circa trentacinque crateri dalla luna hanno preso nome da scienziati e matematici gesuiti. Ai gesuiti si deve anche l’introduzione della scienza occidentale in luoghi remoti quale la Cina e l’India. Nella Cina del XVII secolo, in particolare, i gesuiti portarono significativo corpus di dati scientifici e un vasto repertorio di strumenti logici per la comprensione dell’universo fisico, fra le quali la geometria euclidea, che rendeva comprensibile il moto planetario”.[6]

La “scienza dei gesuiti”. La geologia

Qual è la scienza che è stata chiamata “la scienza dei gesuiti”? La geologia! E il fondatore della geologia e della stratigrafia moderna fu padre Niccolò Stenone (1638-1686), un prete gesuita convertito dal luteranesimo.  Fu in seguito  eletto vescovo. Beatificato da Giovanni Paolo II nel 1988. Il suo De solido intra solidum naturaliter contento dissertationis prodromus, ne fa uno dei principali fondatori della moderna geologia. La sua famosa frase “pulchra sunt quae videntur, pulchriora quae sciuntur, longe pulcherrima quae ignorantur” (belle sono le cose che si vedono, più belle quelle che si conoscono, bellissime quelle che si ignorano) potrebbe ben essere presa come esempio di giusta curiosità intellettuale, fondamento per la ricerca scientifica di tutti i tempi. Come anatomista Stenone scoprì il dotto parotideo (dotto di Stenone); a lui spetta anche il merito della corretta interpretazione della funzione ghiandolare e della distinzione tra ghiandole secernenti e linfonodi. Dimostrò che il cuore è un muscolo, e non la fonte del calore o la sede dell’anima. Interpretò correttamente le circonvoluzioni cerebrali come sede delle funzioni cognitive superiori, ponendosi in contrasto con le allora dominanti teorie cartesiane. Scoprì la funzione delle ovaie e delle tube uterine.

Il padre gesuita dell’egittologia

Fu padre Athanasisus Kircher (1602-1680). Kircher è stato paragonato al suo confratello gesuita Ruggiero Giuseppe Boscovich e a Leonardo da Vinci per la sua enorme varietà di interessi, ed è stato onorato con il titolo di “maestro in un centinaio d’arti”.

Il prete che inventa il pendolo convincendo  nove confratelli a contare ottantasettemila oscillazioni in un giorno

Furono numerosi i gesuiti che nel tempo si distinsero in campo scientifico; tra gli altri, padre Giambattista Riccioli, noto a molti di noi per i suoi numerosi contributi scientifici tra i quali – fatto poco noto – l’aver misurato l’accelerazione di un corpo in caduta libera… Agli studiosi non è sfuggito che i gesuiti ebbero un apprezzamento particolarmente acuto per l’importanza della precisione nella pratica della scienza sperimentale. Padre Riccioli fu la prova vivente di tale impegno. Al fine di sviluppare un accurato pendolo da un secondo, padre Riccioli riuscì a convincere nove confratelli a contare circa ottantasettemila oscillazioni in un solo giorno. Grazie questo accurato pendolo, fu in grado di calcolare la costante di gravità.

Il prete gesuita che sviluppò il primo metodo geometrico per calcolare l’orbita planetaria

Uno dei maggiori scienziati gesuiti fu padre Ruggero Boscovich (1711-1787) Padre Boscovich sviluppò il primo metodo geometrico per calcolare l’orbita planetaria sulla base di tre osservazione della sua posizione. La sua Theoria philosophiae naturalis, pubblicata per la prima volta nel 1758 attrasse ammiratori ai suoi tempi e sempre ne ha attratti, da allora per il suo ambizioso tentativo di comprendere la struttura dell’universo avendo come punto di riferimento una singola idea… L’originale contributo di Boscovich anticipò gli obiettivi e molti degli elementi della fisica atomica novecentesca…Padre Athanasius Kircher (1602-1680) ricorda padre Boscovich per l’enorme gamma dei suoi interessi; egli è stato paragonato a Leonardo da Vinci e onorato con il titolo di “maestro di 100 arti”.[7]

 

Alcuni scienziati cristiani

 Albert Einstein 1879 – 1955 

“La scienza senza la religione è zoppa. La religione senza la scienza è cieca”.

Isaac Newton 1642 – 1727 

Fra i più conosciuti scienziati della storia dell’umanità. Fondamentali i suoi lavori sull’ottica, le sue tre leggi della dinamica, pose le basi per il calcolo differenziale ed integrale ecc. Sebbene la sua religiosità non aderiva integralmente ad una particolare dottrina, egli era molto attirato dal Cristianesimo, tanto che interpretò l’Apocalisse di San Giovanni. Alcuni suoi biografi affermano che il libro che leggeva più di ogni altro (scientifico o non) era la Bibbia. 

“Questa notte io fui assorbito dalla meditazione della natura. Ammiravo il numero, la disposizione, la corsa di quei globi innumerevoli. Ma ammiravo ancor più l’Intelligenza infinita che presiede a questo vasto meccanismo. Dicevo a me stesso: Bisogna essere ben ciechi per non restare estasiati a questo spettacolo, sciocchi per non riconoscerne l’Autore, pazzi per non adorarlo”

“L’uomo che non ammette Dio è un pazzo”

Renè Descartes 1596 – 1650

“[…] non mancherò di accennare nella mia fisica a parecchie questioni metafisiche e, le verità matematiche, che voi dite eterne, sono state particolarmente, a questa: stabilite da Dio e ne dipendono interamente, al pari di tutto il resto nelle sue creature. Sarebbe infatti parlare di Dio come di un Giove o di un Saturno ed assoggettarlo allo Stige o al Destino, sostenere che queste verità sono indipendenti da lui. Non abbiate timore – vi prego – di assicurare e pubblicare ovunque che è Dio che ha stabilito queste leggi in natura, come un re stabilisce le leggi nel suo regno”.

                                                                          Guglielmo Marconi 1874-1937 

“La scienza è incapace di dare la spiegazione della vita; solo la fede ci può fornire il senso dell’esistenza: sono contento di essere cristiano “.

  Michael Faraday 1791 – 1867 

Le sue dimostrazioni stabilirono che un campo magnetico variabile produce un campo elettrico. Questa relazione è espressa matematicamente mediante la Legge di Faraday-Neumann-Lenz, che divenne successivamente una delle quattro equazioni di Maxwell. Queste si sono evolute nella generalizzazione conosciuta come teoria dei campi.

“La notizia e il rispetto di Dio giungono al mio spirito attraverso vie così sicure come quelle che ci conducono alle verità nell’ordine fisico”

“L’uomo può scorgere anche nelle cose materiali e nella creazione del mondo le tracce invisibili di Dio, cioè riconoscerlo nel suo operato e nella sua potenza eterna e divina.”

Galileo Galilei 1564 – 1642

Un’errata interpretazione letterale di un testo dell’Antico testamento della Bibbia, portò alla condanna di Galileo: “Allora, quando il Signore mise gli Amorrei nelle mani degli Israeliti, Giosuè disse al Signore sotto gli occhi di Israele: «Sole, fèrmati in Gàbaon e tu, luna, sulla valle di Aialon». Si fermò il sole e la luna rimase immobile finché il popolo non si vendicò dei nemici. Non è forse scritto nel libro del Giusto: «Stette fermo il sole in mezzo al cielo e non si affrettò a calare quasi un giorno intero”. (Giosuè 10,12-13)  Galilei ha cercato di sostenere le sue ricerche circa il movimento della Terra sostenendo che la Scrittura insegnava quello che lui indicava, e cercando anche un’interpretazione non letterale dei testi sacri. Galileo stesso, cattolico fervente, si difese affermando che le Sacre Scritture usano metafore e simboli e non pretendono di spiegare come la natura agisca, esprimendo lo stesso concetto della celebre frase del cardinale Cesare Baronio. quindi di un eminente rappresentante della Chiesa, secondo il quale: “Le Scritture spiegano come si vada in cielo e non come va il cielo”: cioè che esse hanno lo scopo di insegnare agli uomini la fede e la morale, e non l’astronomia e le altre scienze. Egli, cioè, negava proprio l’inerranza della Bibbia nelle sue parti storiche e scientifiche. Il 31 ottobre 1992 Giovanni Paolo II annullò la condanna inflitta a Galileo, e riconobbe come valida per la Chiesa cattolica la posizione di Galileo. Fu una “tragica reciproca incomprensione” disse nel discorso alla Pontificia Accademia delle Scienze.

” la Scrittura non ci insegna come vada il Cielo , ma come si vada in Cielo “

“Nelle mie scoperte scientifiche ho appreso più col concorso della divina grazia che con i telescopi”.

                                                                        Niccolò Copernico 1473 – 1543

Copernico, in Polonia, ricopriva la carica di canonico. Fu il primo  a mettere in dubbio il sistema astronomico geocentrico, proponendo la sua concezione eliocentrica. Ancora oggi si parla di “rivoluzione copernicana”. E’ considerato l’iniziatore della rivoluzione astronomica moderna. Copernico fu inoltre consultato dal quinto Concilio lateranense in merito alla riforma del calendario, fatto che dimostra ulteriormente la sua stretta adesione alla Chiesa cattolica e alla sua fede.

                                                           Blaise Pascal 1623- 1662

Riuscì a formalizzare i fondamenti per la teoria della probabilità, inventò la prima calcolatrice, inventò la siringa, approfondì il concetto di “pressione” (una delle unità di misura della pressione è il “Pascal”), elaborò il “Principio di Pascal” e il “Teorema di Pascal” ecc. Profondamente religioso (cattolico) volle scrivere un’immensa opera per rendere ragione della verità della fede cristiana. Non vi riusci’ perché morì (confessato e comunicato) a soli 39 anni.  Fra le altre frasi in difesa del Cristianesimo e della religione, scrisse: “Gli uomini disprezzano la religione; la odiano, e hanno paura che sia vera. Per guarire da tutto questo, bisogna incominciare a dimostrare che la religione non è affatto contraria alla ragione, che è degna di venerazione, bisogna averne rispetto; poi, bisogna renderla amabile; fare desiderare dai buoni che essa sia vera; e poi dimostrare che è vera”.

“La natura ha delle perfezioni per dimostrare che essa è l’immagine di Dio e ha dei difetti per mostrare che ne è solo un’immagine”.

“Il cuore, non la ragione, sente Dio; ecco ciò che è la fede: Dio sensibile al cuore, non alla ragione”.

      Augustin Louis Cauchy. 1789 – 1857

Importantissimo militante cattolico della Francia del periodo rivoluzionario.  Grande matematico che lavorò molto sulle funzioni di variabile complessa, sulla teoria delle equazioni differenziali, sulle formulazioni dei teoremi dell’analisi infinitesimale.

 “Se non ammettiamo l’esistenza di Dio come cristiani, dobbiamo ammetterla come matematici”

                                                                         Georges Lemaître 1894 -1966

                                                         Il prete che formula la teoria del Big Bang

Fu questo prete gesuita belga, fisico e astronomo  –  insieme a George Gamow – a formulare  la teoria del Big Bang sull’origine dell’ universo.

                                                                         Gottfried Leibniz  1646 -1716

Realizzò la prima calcolatrice in grado di moltiplicare e dividere, introdusse il sistema numerico binario, contese la paternità del calcolo infinitesimale ad Isaac Newton, introdusse il calcolo differenziale e il simbolo dell’ integrale, teorizzò il Principio di ragion sufficiente per dimostrare l’ esistenza di Dio.

                                                            Ruggero Bacone (Roger Bacon) 1214 -1294

                                                                 Il frate che ha inventato i tuoi occhiali

Se stai leggendo questo libro con gli occhiali, puoi ringraziare questo teologo, scienziato, filosofo e alchimista inglese, detto “Doctor Mirabilis”. Fu questo frate francescano l’inventore di questo prezioso aiuto per la vista. La sua “Opus Majus” contiene trattazioni di matematica, ottica, alchimia e manifattura della polvere da sparo, le posizioni e le estensioni dei corpi celesti, compresa la chiara affermazione della rotondità della terra; l’opera inoltre anticipa successive invenzioni – oltre agli occhiali – anche il microscopio, il telescopio,  le macchine volanti e le navi a vapore. Bacone studia anche l’astrologia ed è convinto che i corpi celesti esercitino una influenza sul fato e la mente degli umani. A lui si deve anche una critica al calendario giuliano allora in uso. Per primo dopo gli scienziati ellenistici riconosce lo spettro visibile in un bicchiere d’acqua, secoli prima dei lavori di ottica di personaggi come Marcantonio de Dominis, Cartesio e Isaac Newton. A lui si devono anche misurazioni sull’arcobaleno.

Jérome Lejeune 1926 -1994                                                                           

                                                            Il pediatra beato della sindrome di Down

Pediatra e genetista cattolico francese. Scoprì l’anomalia genetica (trisomia del cromosoma 21) che causa la sindrome di Down. Fu il primo a promuovere l’uso dell’acido folico come prevenzione della spina bifida. Molte sono le sue ricerche e pubblicazioni su varie sindromi cromosomiche (monosomie, trisomie, delezioni e translocazioni autosomiche, sindromi di Klinefelter, di Turner e X-fragile, mosaicismi). Attualmente è in corso la sua causa di beatificazione da parte della Chiesa cattolica.

«Una frase, una sola giudicherà la nostra condotta, la parola stessa di Gesù: «Ciò che avrete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avrete fatto a me»

Carl Gustav Jung 1875 -1961

 

Il padre cattolico della psicanalisi

Figlio di un pastore e teologo protestante (Paul Jung) fu uno psichiatra e psicoanalista svizzero. La sua tecnica e teoria di derivazione psicoanalitica è chiamata “psicologia analitica”. Carl Gustav Jung osservò che i suoi pazienti non guarivano sintanto che non acquisivano «un atteggiamento di rispetto o di umiltà nei confronti di una realtà più grande di loro»[8].

Alessandro Volta  1745 – 1827

                                                                           Il catechista inventore

Inventore della pila, il primo generatore di corrente continua, importantissimo per lo sviluppo delle scienze sperimentali. Fervente cattolico. Frequentatore della Santa Messa (anche quotidiana) e dei sacramenti (Comunione e Confessione), recitava quotidianamente il Rosario, insegnava la dottrina cattolica ai ragazzi.

                                                                           Louis Pasteur 1822 – 1895

                                                       Il cattolico fondatore della microbiologia

E’ il fondatore della moderna microbiologia, scoprì il ruolo dei microorganismi nelle fermentazioni, classificandoli in aerobici ed anaerobici, scoprì che la produzione indesiderata di acido lattico e acido acetico nelle bevande alcoliche è dovuta a microorganismi, ideò il processo di conservazione del latte, detto pastorizzazione, isolò il bacillo del carbonchio, sviluppò una forma attenuata del virus responsabile della rabbia, utilizzabile come vaccino. La sua attività salvò la vita di migliaia di persone. Era un fervente cattolico. Si ricordano sue affermazione in opposizioni a una certa filosofia atea: “In nome di quale nuova scoperta, filosofica o scientifica, si possano estirpare dall’animo umano queste grandi preoccupazioni?. Mi sembrano di essenza eterna, perché il mistero che avvolge l’Universo e di cui esse sono emanazione è esso stesso eterno per natura»

“Se pretendere di introdurre la religione nella scienza è da spirito falso, più falso ancora è lo spirito di chi pretende di introdurre la scienza nella religione, poiché egli è tenuto al più grande rispetto del metodo scientifico”

                                                                        Antonino Zichichi  1929 –

                      Anche in matematica esistono  cose vere, ma non domostrate

Scienziato e fisico italiano impegnato nelle ricerche nel campo della fisica delle particelle elementari. Zichichi è anche autore e sostenitore di un’aspra critica alla teoria darwiniana dell’evoluzionismo, per quanto riguarda la specie umana. A suo avviso sarebbe priva di sufficienti prove scientifiche e di una solida base matematica, e sarebbe da alcuni usata per negare l’esistenza di Dio. Infatti, afferma Zichichi, non esiste un’equazione matematica dell’evoluzione delle specie animali, e dunque la teoria evoluzionistica non sarebbe fondata sul metodo galileiano che si regge sulla matematica. Inoltre, sostiene che anche da un punto di vista biologico e paleontologico la teoria evoluzionistica sia carente di prove, e abbondante di anelli mancanti e passaggi miracolosi. Zichichi non risparmia critiche anche ai creazionisti che non tengono conto della scienza, e propone una diversa visione della ricerca scientifica in questo campo. Egli infatti ritiene, come esplicita chiaramente nel suo libro Perché io credo in Colui che ha fatto il mondo, che esistano prove concrete dell’evoluzione delle specie viventi e anche dell’uomo, che però egli pensa non si possa ridurre a un semplice prodotto dell’evoluzione biologica. Zichichi ricorda che anche in matematica esistono assiomi creduti, ma non dimostrati e cita la congettura di Goldbach, uno dei più vecchi problemi irrisolti nella teoria dei numeri – l’editore britannico Tony Faber offrì un premio di 1.000.000 di dollari per una dimostrazione della congettura nata nel 1742. Il premio sarebbe stato assegnato solo per dimostrazioni inviate per la pubblicazione entro aprile 2002, ma mai reclamato. La congettura dice che ogni numero pari maggiore di 2 può essere scritto come somma di due numeri primi (lo stesso numero primo può essere usato due volte). Creduta sì, ma mai dimostrata. Per cui Zichici conclude che “l’uomo sa di non poter dimostrare tutti i teoremi possibili della logica dell’Immanente. Ecco perché non ha senso dire: “crederei in Dio se esistesse il Teorema di Dio e se qualcuno riuscisse a dimostrarlo”. [9]  

Se l’uomo dei nostri tempi avesse una cultura veramente moderna , dovrebbe sapere che la teoria evoluzionistica non fa parte della Scienza galileiana. A essa mancano i due pilastri che hanno permesso la grande svolta del milleseicento: la riproducibilità e il rigore. Insomma, mettere in discussione l’esistenza di Dio, sulla base di quanto gli evoluzionisti hanno fino a oggi scoperto, non ha nulla a che fare con la Scienza. Con l’oscurantismo moderno, sì… Promuovere la Teoria dell’Evoluzione Biologica della specie umana al rango di teoria scientifica corroborata da prove sperimentali e in grado di negare l’esistenza di Dio, è uno degli atti di mistificazione culturale più gravi che siano stati commessi da quando è nata la Scienza”.[10]

 

Evoluzionismo, Creazionismo o Concordismo?

 

Creazionisti – La creazione avviene esattamente come è descritta nei primi undici capitoli della Genesi. Fondamentalismo protestante, Mormoni, Amish, Chiese ortodosse, Testimoni di Geova.  

Concordisti (Evoluzionisti teisti) – Accetta le tesi dell’evoluzionismo, ma anche un’eventuale evoluzione diuna specie animale al livello richide necessariamente un intervento di Dio. Chiesa cattolica, Chiesa anglicana. Il cardinale Christoph Schönborn ha rilasciato al New York Times un’intervista fortemente critica verso la teoria scientifica del neodarwinismo e vicina alle posizioni dei sostenitori del cosiddetto Disegno intelligente.

Evoluzionisti – La vita umana è solo frutto di un’evoluzione casuale di una specie animale. Ateismo, agnosticismo

 

La particella di Dio

Nel 1993 il bosone di Higgs, data la sua importanza nella teoria del modello standard, è stato  soprannominato dal Premio Nobel per la Fisica, Leon Max Lederman, come la “Particella di Dio”. Il bosone di Higgs è una ipotetica particella elementare, massiva, scalare, prevista dal modello standard della fisica delle particelle.

 

La sorprendente precisione dell’architettura gotica

L’architetto gotico nel suo piccolo, tentò di formare la dimora terrena di Dio secondo i supremi principi della proporzione della bellezza. La proporzionalità geometrica che è dato rilevare in queste cattedrali è veramente impressionante. Consideriamo la cattedrale inglese di Salisbury: misurando la crociera della cattedrale ovvero il punto di intersezione tra il transetto principale e la navata, scopriamo che misura 1188,72 cm per 1188,72 cm. A sua volta questa dimensione primaria è la base di quasi tutte le altre dimensioni della cattedrale gotica. Per esempio, sia la lunghezza che l’ampiezza di ciascuna delle dieci campate della navata è di 594,36 cm.: la metà esatta della lunghezza della crociera. La stessa navata formata da venti spazi identici che misurano 594,36 centimetri quadrati, e da altri dieci spazi che misurano 594,36 cm. per 1188,72 cm. Altri aspetti della struttura offrono altrettanti esempi della coerenza geometrica complessiva che permea la cattedrale gotica.[11]

 

La fortuna di vivere in un Paese cattolico

 

L’economia moderna è un invenzione cristiana

La storia ufficiale del pensiero economico inizia, sostanzialmente, con Adam Smith e gli altri pensatori del Settecento. I cattolici stessi, soprattutto quelli ostili all’economia di mercato, hanno avuto la tendenza a identificare principi e i concetti economici moderni, quale più quale meno, con i pensatori dell’Illuminismo. In realtà, i commentatori medievali e scolastici comprendevano e formulavano teorie circa l’economia libera in modi che si sarebbero rilevati profondamente fruttuosi per lo sviluppo del sano pensiero economico occidentale. Pertanto l’economia moderna costituisce un altro importante ambito in cui l’influenza cattolica è stata, fino a non molto tempo fa, troppo spesso offuscata o trascurata, e dalla quale oggi i cattolici sono considerati i fondatori… La scuola austriaca può vantare una serie di brillanti economisti, da Carl Mengera Eugen von Bohm-Bawerk a Ludwid von Mises. Nel 1975 un eminente membro di questa scuola, Friedrich August von Hayek, è stato insignito del premio Nobel per l’economia…

Il cardinale che giustifica il mercato internazionale

Un’opera importante di teoria economica fu svolta da Tommaso de Vio, il cardinale Cajetano (1468 – 1534). Il cardinale Cajetano fu un uomo di Chiesa straordinariamente influente importante e attraverso altre cose ingaggiò un dibattito con Martin Lutero il fondatore del protestantesimo, che fece cadere sulla questione dell’autorità papale… Nel suo trattato del 1499, intitolato intitolato De cambiis, che intendeva giustificare il mercato internazionale da un punto di vista morale, Cajetano fece notare che il valore del denaro nel presente potrebbe essere alterato dalle aspettative concernenti lo stato probabile del mercato nel futuro

Il denaro benedetto

Tra i principi economici più importanti che si svilupparono e maturarono con l’aiuto della tarda Scolastica dei suoi più immediati predecessori vi fu la teoria soggettiva del valore. Ispirati in parte dalle proprie analisi e in parte dai commenti sul valore fatti da Sant’Agostino nella Città di Dio, questi pensatori cattolici sostenevano che il valore derivasse non da fattori oggettivi come il costo di produzione o la quantità di lavoro necessaria, ma dalla valutazione soggettiva individuale. Quando San Bernardino da Siena e gli scolastici Cinquecento difendevano la teoria del valore soggettivo, stavano formulando un concetto economico di cruciale importanza, che implicitamente anticipava e confutava uno dei grandi errori economici dell’età moderna… Un’analisi dell’influenzadel pensiero cattolico sullo sviluppo dell’economia non può non tener conto dei contributi di Emil Kauder. Kauder fu l’autore di un blocco di opere importanti con cui cercò di scoprire, tra l’altro, perché la (corretta) teoria del valore soggettivo si fosse sviluppata e fosse fiorita in paesi cattolici, mentre la (non corretta) teoria del valore deò lavoro fosse stata tanto influente in quelli protestanti.[12]

 

I diritti civili invenzione del Cristianesimo

All’inizio del IV secolo, la carestia la malattia colpirono l’esercito dell’imperatore romano Costantino. Pocomio, un soldato pagano che militava in quell’esercito, guardava sbalordito i molti commilitoni romani che portavano cibo agli afflitti e che, senza fare discriminazioni, porgevano aiuto a chi ne aveva bisogno. Incuriosito, Pocomio chiese chi fossero quelle persone e scoprì che erano cristiani. Che tipo di religione era, si domandò, una religione che poteva ispirare tali atti di generosità e umanità? Cominciò a conoscere quella fede e prima di rendersene conto si trovò sulla strada della conversione. Questo genere di meraviglia ha accompagnato in ogni tempo le opere di carità cattoliche. Persino Voltaire, forse il più prolifico propagandista anticattolico del Settecento, fu toccato dallo spirito eroico di sacrificio che animava tanti figli e tante figlie della Chiesa Cattolica. “Non vi è forse nulla di più grande, sulla terra”, disse Voltaire, “del sacrificio della giovinezza della bellezza compiuto dal gentil sesso – giovani spesso di nobili natali – al fine di poter lavorare negli ospedali per l’alleviamento della sofferenza umana; la vista di quel sacrificio è così rivoltante, per il nostro animo delicato. Gli individui che si sono staccati dalla religione romana hanno imitato in modo sarà imperfetto un così alto spirito di carità”.[13]

La confisca dei beni della Chiesa

L’opera di carità della Chiesa è stata così straordinaria che perfino i suoi nemici hanno malvolentieri dovuto riconoscerla. Luciano di Samosata osservò costernato: “la sollecitudine con cui la gente di questa religione si aiuta nelle sue necessità è incredibile. Non risparmiano alcuno sforzo per raggiungere questo scopo. Il loro primo legislatore mise nelle loro teste le idee che erano tutti fratelli!”

I poveri viaggiatori potevano fare affidamento sull’ospitalità monastica, e le cifre in nostro possesso indicano che perfino i viaggiatori abbienti venivano spesso accolti, in conformità con l’insegnamento espresso da San Benedetto nella Sua regola, secondo cui i monaci dovevano ricevere il visitatore come avrebbero ceduto Cristo.

Nel novembre 1789, il governo francese rivoluzionario razionalizzò (cioè confiscò) i beni della Chiesa. L’arcivescovo di Aix en Provence ammonì che tale atto di rapina minacciava il patrimonio educativo alla ricchezza futura del popolo francese. Aveva ragione, naturalmente. Nel 1847, la Francia aveva il 47% in meno di ospedali rispetto all’anno della confisca, e nel 1799 i 50.000 studenti iscritti all’Università dieci anni prima erano diminuiti ad appena 12.000.

Il primo sistema giuridico moderno lo ha inventato la Chiesa Cattolica

Papa Innocenzo IV considerò la questione se i diritti fondamentali della proprietà e quello della creazione di governi legitimi appartenessero solo ai cristiani, o se non appartenessero a buon diritto a tutti glio uomini… Fu pertanto con il diritto canonico della Chiesa che il mondo occidentale vide il primo sistema giuridico moderno, e fu alla luce di quel modello che si formò la tradizione giuridica occidentale moderna. Similmente, il diritto penale occidentale fu profondamente influenzato non solo dai principi giuridici racchiusi nel diritto canonico, ma anche dalle riflessioni teologiche cattoliche, specialmente dalla dottrina dell’espiazione nel modo in cui fu sviluppata da sant’Anselmo. Infine, lo stesso concetto di diritti naturali. Che a lungo si è pensato che fosse emerso pienamente formato dai pensatori liberali del Seicento e del Settecento, deriva di fatto dai canonisti, dai papi, dai professori universitari e dai filosofi cattolici. Più gli studiosi esplorano il diritto occidentale, più emerge l’impronta della Chiesa Cattolica sulla nostra civiltà e più diventa persuasiva la sua pretesa di esserne la mente costruttrice.[14]  

Lo stesso diritto occidentale è in ampia misura un dono della Chiesa. Il diritto canonico fu il primo sistema legale moderno europeo, a dimostrazione di come fu possibile produrre un corpo di leggi sofisticato e coerente a partire dal guazzabuglio di statuti, tradizioni, usanze locali e simili, spesso contraddittori, con i quali sia la Chiesa, sia lo Stato dovettero confrontarsi durante il Medioevo.[15]

Il Marxismo si è impossessato di eresie cristiane

I concetti introdotti nel mondo dal Cattolicesimo sono così radicati, che molto spesso erfino i movimenti che vi si oppongono sono loro malgrado imbevuti di idee cristiane. Murray Rothbard ha sottolineato in quale misura il Marxismo, ideologia inesorabilmente secolare, si sia impossessato di idee religiose di eresie cristiane del Cinquecento. Gli intellettuali dell’era progressista americana, agli inizi del Novecento, si compiacquero di aver abbandonato la propria fede (ampiamente protestante) e tuttavia un linguaggio tipicamente cristiano continuò a dominare i loro discorsi.

Questi elementi non fanno che sottolineare ciò che abbiamo già visto: la Chiesa Cattolica non si è limitata a contribuire alla civiltà occidentale. La Chiesa Cattolica ha costruito la civiltà occidentale. La Chiesa si è impossessata del modo antico, certo, ma lo ha fatto, caratteristicamente, in un modo che ha trasformato, in meglio, la tradizione classica. Si può dire che nell’Alto Medioevo non vi era stata una sola impresa umana che i monasteri non abbiano contribuito a compiere. La rivoluzione scientifica si radicò in un’Europa occidentale le cui fondamenta teologiche e filosofiche, cattoliche fin nel midollo, si dimostrarono terreno fertile per lo sviluppo dell’impresa scientifica. L’idea del diritto internazionale dalla tarda Scolastica, così  come i concetti essenziali alla nascita dell’economia in quanto disciplina autonoma… Tutti questi ambiti: il pensiero economico, il diritto internazionale, la scienza, la vita universitaria, le opere di carità, le idee religiose, l’arte, la moralità, sono le fondamenta stesse della civiltà, e in Occidente ciascuno di essi è nato dal cuore stesso della Chiesa Cattolica…

L’amnesia storica che l’Occidente si è imposta non può cancellare il passato né il ruolo centrale svolto dalla Chiesa nel costruire la civiltà occidentale. “Non sono cattolica”, ha scritto la filosofa francese Simone Weil, “ma considero l’idea cristiana, che ha le sue radici nel pensiero greco e che nel corso dei secoli ha nutrito tutta la nostra civiltà europea, come un qualcosa a cui non si possa rinunciare senza degradarsi”.[16]

www.giorgionadali.it

Giorgio Nadali – Cristianesimo Curioso (Titolo provvisorio), Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (MI), 2010, ISBN 978-88-215-6784-1


[1] Rodney Stark, La vittoria della Ragione, Torino, Lindau, 2006, p. 35

[2] Ibid. pp. 69-70

[3] Ibid. pp. 93-96

[4] Thomas E. Woods Jr. – Come la Chiesa Cattolica ha costruito la società occidentale, Siena, Cantagalli, 2007, pp. 77-78

[5] Ibid. pp. 102-103

[6] Ibid pp. 108-109

[7] Ibid. pp. 110-116

[8] Giorgio Nadali – Op. cit.. p. 268

[9] Antonino Zichichi, Perché io credo in Colui che ha fatto il mondo, Milano, Il Saggiatore, 1999, p. 143

[10] Ibid. pp. 85 e 93

[11] Ibid. pp. 128

[12] Ibid. pp. 161-171

[13] Ibid. pp. 178-179

[14] Ibid. pp-208-209

[15] Ibid. p. 13

[16] Ibid. pp. 227-232

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