Papa Francesco. Torna di moda l’umiltà


di Giorgio Nadali

http://www.giorgionadali.it

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Umiltà. Una parola che ci mette un po’ a disagio. Vogliamo essere umili? E soprattutto possiamo essere umili in un mondo competitivo e arrogante? Cosa significa umiltà? E’ la virtù che si oppone alla superbia. La persona umile non ha una bassa autostima. Ha piuttosto una percezione di sé equilibrata. In sostanza, non si sente né un verme inutile, ma neanche un Padre Eterno. A proposito, quello vero ha dimostrato col Cristianesimo di essere estremamente umile, pur essendo per definizione il massimo della potenza. Dio). L’umile quindi non è un dimesso e tantomeno un depresso. Non va in giro a testa bassa. Ma.. una persona umile può avere successo? Dipende da cosa intendiamo per successo.

Nel Cristianesimo l’umiltà è una virtù. Cioè una disposizione permanente al bene. Un atteggiamento che si oppone al vizio, il suo opposto. Nel nostro caso, la superbia. Anche nel Buddhismo l’umiltà è necessaria per giungere all’illuminazione e interrompere il ciclo negativo delle reincarnazioni. Una religione né fa una condizione essenziale per essere accettato e essere parte della comunità. Sono gli Amish. Nel Cristianesimo Dio sceglie l’umiltà per dimostrare la sua vicinanza e il suo amore per l’umanità. Attraverso l’umiltà di una ragazzina ebrea di quattordici anni – nella Nazareth di quasi duemila anni fa – si incarna e nasce a Betlemme in una condizione di disagio e povertà. Maria di Nazareth loda Dio dicendo: “ha guardato l’umiltà della sua serva… ha innalzato gli umili e ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore” (Luca 1,51). Dunque Dio fa cose grande attraverso gli umili. Dobbiamo però chiarire che gli umili non sono i poveracci e che un poveraccio può benissimo non essere umile. L’umiltà è soprattutto una disposizione interiore, un tratto della personalità. La povertà del Vangelo non è quella materiale. Per viverlo non è necessario fare il voto di povertà. E’ però necessario mettere la propria fiducia in Dio e non nelle cose materiali. Usarle, possederle sì, ma senza avidità rendendole di fatto degli idoli. Lo stesso vale per il denaro. Dunque l’umile ritiene di ricevere da Dio la forza per realizzare i propri sogni, per essere innalzato. Gesù Cristo afferma “prendete esempio da me che sono mite e umile di cuore”. Anche qui è bene chiarire che mite non significa debole. Mitezza significa potenza sotto controllo. Il mite ha il controllo di se stesso. E’ il debole che perde le staffe facilmente. Mitezza e umiltà sono grande amiche. Improbabile riuscire ad essere umili senza essere miti, e viceversa. Arroganza e violenza sono purtroppo alleate. Non necessariamente violenza fisica. La violenza è anche morale e psicologica. Forse le più diffuse. La violenza psicologica più diffusa è la menzogna, la bugia. La violenza morale più diffusa è l’insulto, l’offesa. Quindi l’umiltà aiuta molto ad essere sinceri e a rispettare, a considerare anche l’altro e il suo valore. L’umiltà però non è un comportamento derivante dalla presa di coscienza dei propri insuccessi.  Il verbo cauchaomai in greco sta a significare la fiera dignità dell’umile.

Giorgio Nadali

http://www.giorgionadali.it

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